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Più Presente che mai

Francesco Cecchin e quegli sciacalli che lo assassinarono










Il 16 giugno del 1979, dopo 18 giorni di agonia, moriva il diciottenne Francesco Cecchin che era stato scaraventato notte  tempo giù da un muretto da diversi aggressori comunisti. Come era costume allora la sua morte venne quasi ignorata dalla grande stampa e i suoi assassini non pagarono mai. “Uccidere un fascista non è reato!” E non lo fu.

Francesco fu l'ennesima vittima dell'odio partigiano; i suoi assassini e tutti gli sciacalli che a diverso titolo furono complici dello scempio non hanno ancora risposto dei loro misfatti e anzi pontificano ancora dando lezioni di morale a destra e a manca. Nel chiamare il solito, immancabile “Presente!” ci facciamo oggi portatori di un auspicio e di una convinzione: il loro tempo è finito, i loro ipocriti richiami “pacifisti” all'odio, la loro arroganza “politicamente corretta” non fanno più presa e loro finiranno molto presto con l'essere risucchiati nell'oblio, nelle viscere della scrofa che li ha partoriti.

Il sorriso di Francesco ha avuto ragione del loro ghigno. In alto i cuori, brindiamo a Cecchin!

Pubblicato il 17/6/2008 alle 0.6 nella rubrica Presenti!.

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