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Maestri di Vita, tredicesima puntata - Capitan Harlock

 




CAPITAN HARLOCK (1978) - Una benda nera sull'occhio destro, una lunga cicatrice sulla guancia sinistra e un totenkompf (una "testa di morto", ovvero un teschio bianco con due tibie incrociate) sul petto. Si tratta evidentemente di un pirata, ma non di un pirata qualunque, bensì di Capitan Harlock, pirata del futuro, avvolto da un'aura leggendaria, continuamente alla ricerca della libertà. Con la sua astronave "Arcadia", Harlock solca il cosmo portando avanti la propria critica al sistema, orgogliosamente portata nella convinzione che non si possa venire a patti con una società governata da principi ingiusti. I valori che animano la missione di Harlock sono il cameratismo, lo spirito libertario e l'individualismo ribelle. La saga di capitan Harlock ha subito in Italia anche molte censure volte a nascondere parte dell'ideologia che anima le azioni del capitano e la sua discendenza: un antenato di Harlock era infatti un aviatore tedesco della II Guerra Mondiale.
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CITAZIONI


Il mio sogno è sempre stato vivere come un uomo che, in ogni momento della propria esistenza, è pronto a partire a bordo del proprio vascello, per mari sconosciuti, lasciandosi dietro tutto il proprio passato senza alcun rimpianto.



L’universo è la mia casa... la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca e mi invita a vivere senza catene... la mia bandiera è un simbolo di libertà.



Io... mi batto solo per quello in cui credo. Non per uno stato o un pianeta in particolare. Lotto solamente per gli ideali che ho nel cuore. Io erro lungo le rotte delle stelle... la gente mi chiama Capitan Harlock... nell'oscuro mare stellare, nello spazio infinito e senza domani, finchè ci sarà anche un unico sole che arde nel cosmo, io vivrò in libertà sotto il mio vessillo. Io vago per i confini dello spazio... la gente mi chiama Capitan Harlock... il "totenkompf" è issato sulla mia nave, e con questa bandiera che sventola tra le stelle, io vivo in libertà. L'universo è la mia casa... la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca, e mi invita a vivere senza catene... la mia bandiera è un simbolo di libertà.



I sogni non svaniscono, finchè le persone non li abbandonano.



Se tu continuerai a credere ai sogni, niente nella tua vita sarà mai stato fatto invano.



Vago verso stelle lontane. Il mio vessillo è un teschio bianco in campo nero. Vivo la mia vita in uno spazio senza confini e senza domani, in armonia con le leggi dell’universo. Libero.



Pur trattandosi di una nave di pirati... pur essendo esposta a molte battaglie, l'Arcadia rimane sempre la nostra casa. Quando si è in casa propria, capita a chiunque di sbadigliare o fare un pisolino, oppure gridare... La regola ferrea di questa nave dice che nel solo momento del bisogno si deve applicare la disciplina... Lo spazio è immenso e la sua traversata lunga. Capisci perché ritengo che questo modo di fare sia quello giusto?



Forse sarebbe meglio che gli uomini spariscano subito invece di attendere che la Terra si riduca come Venere. (nel cartone animato Venere è immaginata come distrutta dalla decadenza sociale e tecnologica dei suoi abitanti)



Capitan Harlock ti ha detto che saresti potuto scendere a tuo piacimento, qualora le tue idee fossero risultate differenti dalle sue. Però ha evitato di dirti un particolare importante. Tu puoi scendere solo se lui riconosce di sbagliare... Finché lui non riconosce il suo errore... tu non puoi abbandonare la nave. I fuggiaschi sono condannati a morte. Qui sulla nave pirata Arcadia vige una disciplina di ferro! Si tratta di una nave dove salgono solo coloro che sono risoluti a combattere, e non temono la morte...

Pubblicato il 29/3/2008 alle 23.30 nella rubrica Maestri di Vita.

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