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Maestri di Vita, undicesima puntata - Ezra Pound

 




EZRA POUND (1885 - 1972) - Poeta, musicista, critico ed economista, assieme a Thomas Eliot fu tra i fondatori del modernismo, nonché uno dei maggiori poeti di inizio '900. Da economista egli fu talmente lungimirante da vedere, già ad inizio secolo, il ruolo che le banche ed il denaro avrebbero ricoperto nel nascente libero mercato e per questo scelse di stare dalla parte dell'Asse durante il secondo conflitto mondiale. Nel 1945 fu arrestato dagli americani ed accusato di tradimento. Questo gli valse 4 mesi di campo di concentramento (rinchiuso in una gabbia ed esposto giorno e notte alle intemperie) e, successivamente, una condanna a 13 anni di reclusione in un manicomio criminale. Morì a Venezia il 1° Novembre 1972.
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CITAZIONI


In quale altro luogo si sarebbe potuto vivere in America, se non in manicomio?



Accanto ai pilastri lisci come sapone dove San Vito / incontra il Canal Grande / tra Salviati e la casa che fu di don Carlos / butterò tutto nell’acqua le bozze di “A lume spento?



Un artista non può avere mai abbastanza esperienze.



Non ci sono guerre giuste.



Aveva prosciugato i pantani di Vada e le paludi sotto al Circeo, dove nessuno ci avrebbe potuto provare. Dopo duemila anni si mangiò grano dalle paludi acqua potabile a due milioni di persone e un milione di vani abitabili perché la gente ci vivesse dentro Anno XI dell’ era nostra.



L'unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azioni.



Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.



Non voglio andare in Paradiso. Voglio combattere ancora!



Quello che veramente ami rimane, il resto è scorie / Quello che veramente ami non ti verrà strappato / Quello che veramente ami è la tua vera eredità.



Certi libri costituiscono un tesoro, un fondamento; letti una volta, vi serviranno per il resto della vita.



È molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri.



Esistono due tipi d'ignoranza, che potremmo definire naturale e artificiale. Al momento attuale potrei dire che l'ignoranza artificiale è all'incirca l'ottantacinque per cento.



Il genio è la capacità di vedere dieci cose là dove l'uomo comune ne vede solo una, e dove l'uomo di talento ne vede due o tre.



Il pensare divide, il sentire unisce.



Il segreto dell'insegnamento ha qualcosa a che fare col teatro. Imitate semplicemente il miglior professore che avete conosciuto.



La cultura non è mancanza di memoria. La cultura comincia quando si riesce a fare una cosa senza sforzo.



La parola comunica il pensiero, il tono le emozioni.



La vera istruzione deve in definitiva essere riservata agli uomini che insistono a voler sapere: il resto non è che pastorizia.



L'arte non chiede mai a nessuno di fare nulla, di pensare nulla, di essere nulla. Esiste come esiste l'albero, si può ammirare, ci si può sedere alla sua ombra, si possono coglierne banane, si può tagliarne legna da ardere, si può fare assolutamente tutto quel che si vuole.



Le arti, comprese la poesia e la letteratura, dovrebbero essere insegnate dagli artisti che le praticano, non da sterili professori.



Lo schiavo è quello che aspetta qualcuno a liberarlo.



Nessuno sa abbastanza, ed abbastanza presto.



Non ho mai conosciuto uno che non valesse un fico secco e che non fosse irascibile.



Non puoi fare una buona economia con una cattiva etica.



Parlo della bellezza. Non ci si mette a discutere su un vento d'aprile. Quando lo s'incontra ci si sente rianimati. Ci si sente rianimati quando si incontra in Platone un pensiero che corre veloce, o un bel profilo in una statua.



Questo è il mio consiglio ai giovani: avere curiosità.



Un uomo di genio non può fare a meno di nascere dove nasce.



Una piccola quantità di denaro che cambia di mano rapidamente farà il lavoro di una grande quantità che si muove lentamente.



Uno dei piaceri della mezza età è di scoprire che uno aveva ragione, e che aveva più ragione di quanto se ne rendesse conto all'età di diciassette o ventitrè anni.

Pubblicato il 27/3/2008 alle 23.34 nella rubrica Maestri di Vita.

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