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Maestri di Vita, seconda puntata - Robert Brasillach

 





ROBERT BRASILLACH (1909-1945) - Poeta, giornalista e scrittore francese tra i più brillanti del primo novecento, fu accusato di collaborare coi tedeschi durante l'occupazione della Francia e per questo condannato a morte. Il processo che lo porterà di fronte al plotone sarà uno dei più ingiusti e pilotati processi della storia.
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CITAZIONI



Quelli che muoiono poco dopo i trenta non sono consolidatori ma fondatori. Portano al Mondo lo scintillante esempio della loro vitalità e delle loro conquiste. Frettolosamente accennano qualche strada al lume della loro gioventù sempre presente. Abbagliano, interpretano, meravigliano […] danno la fiamma, l'avvenire. Non si immaginerebbe Alessandro, vecchio e saggio, legislatore d'Oriente; la sua parte sta nel mettere di fronte Occidente e Oriente. Dopo di che sbrigatevela da voi. Tali sono gli esseri che scompaiono prima delle menomazioni, prima dell'equilibrio, prima della riuscita. Non sono venuti nel mondo a portare la pace ma la spada.



Ma i popoli civili fucilano i loro poeti?



So che in questo momento un certo numero di giovani pensa a me. So che tutti questi giovani sanno che non ho mai insegnato loro niente altro che l’amore per la vita, la fiducia nella vita, l’amore per il nostro Paese: so ciò in maniera così certa, che non rimpiango nulla di quello che sono stato.



I nostri cuori senza rimorsi sanno che resteranno puri.



Ti chiedo solo di non disprezzare la verità che noi abbiamo cercato, gli accordi che noi abbiamo sognato, al di là di ogni disaccordo, e di conservare le due sole verità alle quali io credo: la fierezza e la speranza.



Per nascere, il cameratismo, ha bisogno indubbiamente d’un lavoro comune, di speranze comuni, sinanche di pericoli vissuti assieme. E ha bisogno anche della confidenza, della reciproca fiducia, di simpatia, di gioia, di spirito di gruppo e, soprattutto, di non prendersi troppo sul serio. Il nostro cameratismo, in un mondo che cambiava, di giorno in giorno più violento e sottosopra, ci è sembrato, a ragione, un punto fermo, un approdo sicuro, forse l’unico che ci è rimasto. E poi ci ha regalato delle gioie, dei momenti indimenticabili, che non ritroveremo, forse più, vivi, scanzonati, liberi.



Non c’è che una gioventù nella vita, e si passa il resto dei nostri giorni a rimpiangerla, e nulla al mondo è più meraviglioso e più commovente.

Pubblicato il 18/3/2008 alle 23.2 nella rubrica Maestri di Vita.

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