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Gabriele Sandri ucciso volontariamente

Così la procura che non si è lasciata influenzare da alcuni eventi della vigilia





Confermata l'accusa di omicidio volontario per l'agente di polizia, Luigi Spaccarotella, che ha colpito mortalmente il tifoso della Lazio, Gabriele Sandri, l'11 novembre scorso nell'area di servizio Badia al Pino Est, in provincia di Arezzo, sulla A1. Le indagini preliminari si sono chiuse con la firma dell'avviso da parte del procuratore capo di Arezzo, Ennio di Cicco, e del suo sostituto, Giuseppe Ledda. Ieri l'avviso è stato notificato

al poliziotto e ai legali sia della difesa (Francesco Molino e Gianpiero Renzo) che dell'accusa (Fabio Monaco).

Il poliziotto, durante l'ultimo interrogatorio, aveva continuato a negare di aver preso la mira per sparare:«Quel colpo, che poi è risultato essere fatale per Sandri, è partito accidentalmente mentre il poliziotto correva».

Il procuratore capo ha proceduto senza lasciarsi influenzare dagli arresti degli ultrà avvenuti due giorni prima. Un complimento va anche agli ultrà di tutta Italia che non si lasciavano attirare in trappola nel turno infrasettimanale della vigilia dalla scandalosa rimozione di tutti i fiori e le sciarpe dal luogo del martirio di Gabriele Sandri: una reazione alla scarosanta esasperazione avrebbe potuto influenzare negativamente il tribunale.

Da notare, peraltro, che in diversi stadi le misure di sicurezza mercoledì sono apparse molto più blande del solito quasi che gli scontri fossero auspicati da qualcuno.

Pubblicato il 1/3/2008 alle 0.26 nella rubrica Cronaca.

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