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"Non cercate altrove, guardate al fascismo, imparate a conoscerlo e lo amerete, studiatelo e diventerà la vostra idea. Né per voi sarà mai una catena ma un vincolo d’amore verso una creazione più grande dell’umanità. Esso sarà per voi e per tutti l’alba di un nuovo giorno." Niccolò Giani "Presto tutte le fabbriche saranno socializzate e sarà esaminato anche il problema della terra e della casa perché tutti i lavoratori devono possedere la loro terra e la loro casa…" Nicola Bombacci
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27 giugno 2008

Parola di Alessandro Pavolini, il superfascista.

 


La legge per la socializzazione delle imprese che il DUCE ha ideata, voluta e testè realizzata è d’importanza fondamentale e di portata storica. Essa attua, con coraggiosa integrità, i princìpi originari della Rivoluzione Fascista e ancora una volta pone l’Italia in prima linea nella soluzione del problema sociale. Un ventennio di elaborazione dottrinaria e di azione concreta sul terreno legislativo e organizzativo a favore delle categorie produttrici culmina finalmente in questa riforma strutturale, attraverso cui diviene piena realtà la definizione del discorso di Mussolini agli operai di Milano: essere questo il secolo del lavoro, il secolo, cioè, in cui il lavoro non è più oggetto, ma soggetto dell’economia. Oggi è perciò una grande data per tutti i lavoratori, siano essi operai, tecnici o capi di azienda. E non solo le masse di coloro che producono, ma anche i risparmiatori, i quali confidano alle imprese il frutto del loro lavoro, ben sanno che con la legge odierna è la pace sociale che entra nelle officine, salvaguardandone e aumentandone la presente efficienza ai fini bellici e moltiplicandola domani ai fini della prosperità della Nazione. Solo la plutocrazia speculatrice e il sovversivismo professionale, entrambi alleati del nemico esterno, vengono colpiti e rigettati dalle loro posizioni.
Nella nuova Europa, Fascista e Nazionalsocialista, la Repubblica Sociale Italiana dà alle baionette del suo risorgente Esercito un’idea da difendere e da irradiare
Gli uomini e le donne del Partito alimentino questa idea, illustrino al popolo questa nuova tappa verso un migliore domani. Il programma del Fascismo Repubblicano si realizza con un ritmo che la guerra non rallenta, ma accelera: ciò per virtù del Capo della Rivoluzione, del Capo che ancora una volta precede. Mussolini, che riporta la Rivoluzione alle origini, riporterà la Nazione al combattimento e all’onore, al fianco degli esemplari soldati dell’alleato.
Sappiano gli Italiani intendere la grande consegna di solidarietà italiana che questa legge di Mussolini esprime. Ed eliminato il tradimento, isolato il sabotaggio, abbandonate le superate posizioni settarie, facciano blocco intorno al DUCE, per vivere e vincere.

Alessandro Pavolini, segretario del Partito Fascista Repubblicano.






Enunciando gli indirizzi programmatici della Repubblica Sociale Italiana, Pavolini, segretario del nuovo Partito fascista repubblicano, annuncia solennemente: "Per decisione del Duce, in una vicina riunione il partito preciserà le proprie direttive programmatiche sui più importanti problemi statali e su quelle nuove realizzazioni da raggiungere nel campo del lavoro, le quali, più
propriamente che sociali, non abbiamo alcuna peritanza a definire socialiste".



24 giugno 2008

Auguroni!!!

il 24 giugno del '44 nascevano le Brigate Nere









17 giugno 2008

Più Presenti che mai

Trentaquattro anni fa i nuovi partigiani assassinavano Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola









Il 17 giugno 1974 a Padova i nuovi partigiani in forza all'ala staliniana delle BR assassinavano a rivoltellate, nella sede del Msi, i militanti inermi Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola. Era un'ulteriore affermazione dei "valori condivisi" su cui si fonda la Repubblica antifascista.







Padova, 17 giugno - Compagnia dell'anello

Cittadino fermati guarda di qua, fermo non nasconderti è la tua città
Quella che stavolta si macchia di sangue, quando col silenzio ogni sogno infrange
E tu borghese guardati ecco cosa sei, guardati e vergognati anche tu lo sai
che la vigliaccheria ti taglia le gambe e la morte mia non è per te importante.
Cittadino fermati ora stai zitto, è il silenzio complice di chi è sconfitto
è il silenzio ipocrita di chi spesso mente, di chi per interesse o paura si vende.
Ed anche tu vigliacco brigatista rosso, anche se il tuo nome dire più non posso
anche se il tuo nome resterà sconosciuto, anche se mi hai ucciso io non sono muto
Resto qui a cantare questa mia canzone, per chi come me ha un'opinione
una santa idea abbastanza grande, l'anima mia vive, questo è l'importante.
Cittadino fermati, guardami in faccia, riesco a capire che non ti piaccia
quei buchi che ti fanno abbassare la vista sono i colpi esplosi dall'odio comunista.
cittadino fermati, guarda di qua, fermo non nasconderti è la tua città
è la tua città.

17 giugno 2008

Stasera c'è Italia-Francia

DAJE AZZURRI


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17 giugno 2008

Più Presente che mai

Francesco Cecchin e quegli sciacalli che lo assassinarono










Il 16 giugno del 1979, dopo 18 giorni di agonia, moriva il diciottenne Francesco Cecchin che era stato scaraventato notte  tempo giù da un muretto da diversi aggressori comunisti. Come era costume allora la sua morte venne quasi ignorata dalla grande stampa e i suoi assassini non pagarono mai. “Uccidere un fascista non è reato!” E non lo fu.

Francesco fu l'ennesima vittima dell'odio partigiano; i suoi assassini e tutti gli sciacalli che a diverso titolo furono complici dello scempio non hanno ancora risposto dei loro misfatti e anzi pontificano ancora dando lezioni di morale a destra e a manca. Nel chiamare il solito, immancabile “Presente!” ci facciamo oggi portatori di un auspicio e di una convinzione: il loro tempo è finito, i loro ipocriti richiami “pacifisti” all'odio, la loro arroganza “politicamente corretta” non fanno più presa e loro finiranno molto presto con l'essere risucchiati nell'oblio, nelle viscere della scrofa che li ha partoriti.

Il sorriso di Francesco ha avuto ragione del loro ghigno. In alto i cuori, brindiamo a Cecchin!

9 giugno 2008

Sosteniamo l'ultimo ascaro

Costretto alla fame con una pensione misera e senza aver mai ricevuto la medaglia guadagnata: così vive un sergente africano che ama ancora il Tricolore




Vive attualmente in una casa di riposo di Roma con una pensione sociale da cui, tolti gli oneri per vitto e alloggio, gli restano a malapena 150 euro con i quali non riesce nemmeno a pagare le medicine. Questo dopo che sua moglie lo ha abbandonato insieme ai figli per fuggire in Svezia. Beraki non ha mai ricevuto la medaglia che gli era stata promessa, né la pensione e la liquidazione che gli spettavano per aver lavorato 18 anni nell'istituto italo-africano. Ha giurato fede al tricolore, e dopo la guerra ha lavorato come agricoltore fino a quando il colpo di stato di Menghistu l'ha costretto alla fuga nel nostro paese.

"L'Associazione WorldWar ha deciso di accogliere la richiesta fatta alcuni frequentatori del su forum per la raccolta di fondi in favore di BERAKI GHEBRESLASIE già sciumbasci (sergente) dell'esercito italiano che a 95 anni aspetta ancora un riconoscimento da parte delle istituzioni di quello stato per il quale ha combattuto due guerre.

E' stata attivata una carta PostePay Visa ricaricabile numero


4023 6004 6069 5713


Che ha le seguenti modalità di ricarica


Ufficio Postale

(in contanti - con altra carta PostePay - con carta Postamat Maestro o con un'altra carta BancoPosta abilitata)


ATM Postamat (bancomat delle Poste) (con altra carta PostePay - con carta Postamat Maestro o con un'altra carta BancoPosta abilitata - con carte dei circuiti

Mastercard, Maestro, Visa e Visa Electron)

Internet (http://www.poste.it)

(con altra carta PostePay - per chi ha il conto corrente alle Poste con addebito in conto BancoPosta tramite BancoPosta online)

Costi extra per ricaricare la carta 1 €uro"


La carta postepay è a nome di Alessandro Centrone, e tutti i movimenti verranno pubblicati sul forum in questione.

L'indirizzo è il seguente:


http://www.worldwar.it



Non prolunghiamo il nostro Otto Settembre e mostriamo la nostra riconoscenza allo Sciumbasci!


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permalink | inviato da nerononpercaso il 9/6/2008 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

9 giugno 2008

"Hanno ucciso mio padre per la seconda volta"

Aleida Guevara contro lo scempio di marchandising che sta umiliando la figura del Che







Il suo volto è diventato una delle icone più conosciute del ventesimo secolo, e non accenna a perdere popolarità nel ventunesimo, adornando magliette, poster, bikini, tazzè da caffè, calendari, bottiglie di alcolici e ogni altro prodotto che gli esperti di marketing giudicano adatto a essere pubblicizzato dalla sua immagine. Ma il suo spirito, davanti a questo sfruttamento per il bene del capitalismo, probabilmente si sta rivoltando nella tomba. Questo, perlomeno, sostiene la figlia di Che Guevara, che ha colto l'occasione dell'approssimarsi delle celebrazioni a Cuba per quello che sarebbe stato l'ottantesimo compleanno del celebre guerrigliero rivoluzionario marxista per protestare contro l'uso che viene fatto commercialmente dell'effige di suo padre. "Non mi piace il modo in cui la figura di mio padre è stata appropriata dai venditori dei beni di consumo di massa", ha dichiarato Aleida Guevara, la più grande dei quattro figli nati dal secondo matrimonio del Che, secondo quanto riporta il quotidiano londinese Guardian. "E' imbarazzante. Un uomo che ha lottato ed è morto cercando di rovesciare lo sfruttamento capitalista e gli eccessi materiali non dovrebbe essere utilizzato per vendere t-shirt, analcolici, vodka, telefonini e costumi da bagno". La figlia del Che ci ha tenuto a chiarire che il suo intervento non è un modo obliquo di chiedere una partecipazione sugli utili, una sorta di copyright per lo sfruttamento dell'immagine paterna: "Né io né i miei fratelli chiediamo denaro", ha precisato. "Chiediamo rispetto per il Che e le sue idee". La sua denuncia giunge in un momento di rinato interesse per la figura di Guevara. Nato in Argentina, il Che avrebbe compiuto 80 anni il 14 giugno, e a Cuba si preparano grandi festeggiamenti in sua memoria. L'attore Benicio del Toro ha appena vinto la palma per la migliore interpretazione al festival di Cannes per il suo ritratto del Che nel film di quattro ore e mezzo che gli ha dedicato Steven Soderbergh. E il mese scorso è stata inaugurata una statua in suo onore a Buenos Aires. L'iconica immagine di Guevara, con il berretto con la stella, la barba e lo sguardo acceso, è stata ricavata da una foto che gli scattò il fotografo cubano Alberto Korda nel 1960, sette anni prima che il Che fosse catturato e ucciso in Bolivia. La foto rimase fino al 1967 appesa a un muro nello studio di Korda, che poi la regalò all'editore italiano Giangiacomo Feltrinelli, amico e frequente visitatore di Cuba e di Fidel Castro.

FONTE : http://www.noreporter.org/


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4 giugno 2008

Casapound Lucca esce dalla Fiamma Tricolore

Fiamma Tricolore Lucca: escono il responsabile e la base militante.

La base militante, la maggior parte degli iscritti e la formazione giovanile del “Blocco Studentesco” annunciano la propria uscita dalla sezione lucchese della Fiamma Tricolore. Fabio Barsanti, commissario cittadino e vice-coordinatore regionale del partito per la Toscana Nord, ha già rassegnato le proprie dimissioni.
I ripetuti comportamenti antistatutari della segreteria nazionale, la gestione immobilista e personalistica e per ultimo l’espulsione dal partito di Gianluca Iannone - leader della corrente movimentista e punto di riferimento degli ambienti giovanili, colpevole di aver richiesto il congresso nazionale e maggiore meritocrazia – non ci consentono di continuare un percorso all’interno di questo partito.
Come già avvenuto in numerosissime province italiane, anche a Lucca è stata costituita l’associazione di promozione sociale “CasaPound Italia”; una struttura a livello nazionale che presto avrà una propria sede anche nella nostra città e che si farà promotrice di quelle battaglie che da tempo ci contraddistinguono: Mutuo Sociale, lotta alla privatizzazione delle acque, all’usura e al carovita, unite alla presenza nelle scuole attraverso la formazione giovanile del “Blocco Studentesco”. CasaPound Italia sarà un movimento apartitico, pronto a propagandare avanzate visioni sociali, a conquistare i propri spazi e a dialogare con quei partiti che, avendo a cuore il futuro del paese, sapranno recepire le nostre istanze. A Lucca CasaPound gode già di una redazione di Radio Bandiera Nera, la web-radio ascoltabile in internet (
www.radiobandieranera.org) e a breve sarà attivo il sito lucchese. Per informazioni: 3493808139; casapoundlucca@yahoo.it.

Fabio Barsanti – Coordinatore Regionale Casapound Italia
Simone Pellico – Responsabile provinciale Casapound Italia

3 giugno 2008

Repubblica...

Durò diciannove mesi, questa intanto si trascina da sessantadue anni








Repubblica: la cosa di tutti, fa pensare a marmo e acquedotti, a città romane, costruite da gente inventiva e capace di ispirazione... una cosa da tutti.

Repubblica: vivere in mezzo alla merda dei cani tra gente triste e incazzata, abbronzata da teleromanzi a episodi con muscoli sodi e intestini spastici, gente malata, circondata da animali domestici.

Una Repubblica dove tutti scopano come conigli ma non fanno figli perchè a trent'anni sono ancora bambini coi videotelefonini, sempre pronti a filmarsi i pompini.

Repubblica: la cosa di tutti, una cosa per tutti, uomini e donne che passano ore davanti agli schermi tutti i giorni della Repubblica e chattano e schiattano e spremono e vengono e poi si raccontano.

Repubblica: dove gli organi d'informazione usano i metodi del ricatto e della diffamazione; dove i codardi pennivendoli avranno sempre l'ultima parola e tu avrai sempre l'onere della prova.

Repubblica: dove la legge è uguale per tutti, ma talmente tanto che per sicurezza, per fare certezza, c'è una magistratura democratica che s'incarica da sola di fare trasparenza.

Una Repubblica fondata sui valori della Resistenza: sui valori della violenza, sui valori del tradimento e dell'arroganza.

Repubblica fondata sulla lotta armata fatta da banditi e disertori, dinamitardi e bombaroli.

Repubblica, fondata da fuoriusciti e da esiliati, gente con conti banca strani, da mafiosi italiani riportati a casa dagli americani.

Una Repubblica fondata sulle menzogne e i tradimenti, da gente senza scrupoli che accendeva le luci durante i bombardamenti.

Una Repubblica fondata sui valori degli epuratori, da chi senza tante storie e con l'aiuto degli stranieri ha fatto fuori quegli ultimi Italiani che fino alla fine hanno combattuto

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

Per un'Altra Repubblica

1 giugno 2008

E' nata la prima web-TV non conforme

Camerati, è nata la prima web tv non conforme.

Da Radio Bandiera Nera, ora arriva anche la prima televisione dell'Area.

www.tortugatv.org 



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