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9 ottobre 2008

Lotta e Vittoria, Comandante Guevara!

Lotta e Vittoria, Comandante!

Quarantuno fa veniva ucciso Che Guevara. Perché da fascista lo onoro







Quarantuno fa veniva ucciso Che Guevara. Il comandante guerrigliero aveva cercato di esportare il fenomeno rivoluzionario cubano sia in Africa che in America Latina che, essendo egli argentino, considerava nella sua interezza un po' come la sua patria.
I fuochi di guerriglia dovevano accendere la rivoluzione: è quel “fuochismo” che avrebbe affascinato Giangiacomo Feltrinelli, molto poco leninista ma romantico e garibaldino assai.




Il Che e i fascisti

In quarant'anni il Che è stato oggetto di tutte le svalutazioni possibili, è stato ridotto a logo pubblicitario, a simbolo di riconoscimento di tribu urbane ultracapitaliste. Allora, quando morì, ma anche prima, quando abbracciò il suo sogno rivoluzionario abbandonando un ministero a Cuba, Ernesto Guevara poteva contare su tante antipatie, molte delle quali tra i farisei del suo campo, ma anche di tante simpatie tra coloro che la stupida logica degli schemi vedeva come suoi avversari. Allora quando la demenza e la sclerosi del dogmatismo alla Tartuffe non era di moda tra gli eredi delle rivoluzioni nazionali, furono in molti a sostenere il Che. Da Jean Thiriart, il fondatore di Jeune Europe e del partito nazionale europeo che avrebbe schierato volontari in Palestina a Juan Peron. Costui, fascista tra i fascisti, esule in Spagna dopo esser stato rovesciato dall'oligarchia clerico/militare legata a Washington, aveva stretto un patto strategico con Fidel Castro ed elogiava particolarmente il Che la cui lotta, secondo il suo parere ufficiale, utilizzava il marxismo come puro e semplice strumento per un ideale superiore. Fu proprio Peron, l'ultimo degli statisti fascisti, ad accogliere il Che nella Spagna franchista – con il beneplacito del Caudillo – e a metterlo in contatto in Algeria con Boumedienne. Del resto Guevara aveva sostenuto Peron contro i comunisti pochi anni prima in Argentina e uno dei suoi fuochi guerriglieri, appunto nel paese natio soggetto a dittatura, fu opera dei peronisti. Il Che vivo, la crème del fascismo post-bellico era con lui, il Che morto gli vennero dedicate molte riflessioni e qualche agiografia come “Une passion pour El Che ” di Jean Cau di sensibilità nazionalsocialista.




Bianchi o neri?

Potrei quindi onorare Che Guevara sulla base dei miei illustri predecessori e sentirmi per questo molto più fascista dei fascisti che lo denigrano. Ma non sarebbe sufficiente né corretto. Non lo voglio onorare solo perché i migliori fascisti lo onorarono ma perché lo merita di per sé. Conosco le obiezioni, ne sento di continuo: da quando il neofascismo è scaduto nell'ombra reazionaria del codinismo borghese e ha smarrito la sua anima – e il suo più profondo significato esistenziale e sacro – le banalità sminunenti si susseguono. Una di esse è che non si può onorare il Che, non si può non essere contenti della morte del Che, perché egli si batteva per distruggere i nostri valori. Nostri? Valori? Suvvia: scherziamo? Il Che si batteva per liberare il suo continente dall'occupazione americana, dall'oppressione oligarchica e dalle ingiustizie. Possiamo non condividere l'indirizzo dato dal Che alla sua lotta, il suo impianto ideologico e programmatico, ma non possiamo non sentire nostra la sua lotta; e se non la sentiamo tale delle due l'una: o di quella lotta non sappiamo niente o abbiamo sbagliato proprio campo, siamo guardie bianche e non camicie nere!



Lotta e Vittoria


Infine non si può non onorare il Che perché un uomo che abbandona cariche, onori, denari e privilegi per andarsene a vivere nelle selve, tra i monti, con un pugno di compagni di lotta, passando giornate intere con qualche goccio d'acqua e, se dice bene, una galletta, un uomo che sogna e che resta fedele al suo sogno mettendo carne, muscoli, nervi al suo servizio, non può non essere onorato. Lo detta chiaramente quel sentimento della vita, dell'onore e del sacro che è alla base dell'Idea del mondo che fece grande la nostra antichità e la nostra più recente primavera. Quell'Idea del mondo che – dalla Bhagavad Gita tramite i Luperci le Legioni mithraiche, la Cavalleria fino ai Werwolf – ha significato tutto il meglio che memoria d'uomo ricordi e che si condensa nella “Dottrina di Lotta e Vittoria” (che non coincide con il successo tangibile ma con il trionfo su di sé).
Chi non ha perso il bandolo di quel filo non può non rispettare e non onorare l'eroe di Santa Clara. Onore al Che: lotta e vittoria Comandante! 


http://www.noreporter.org/

23 luglio 2008

Il Robin hood degli sfrattati

 Arco e frecce contro l'ufficiale giudiziario che voleva sfrattarlo.

























A Falcone i Carabinieri hanno arrestato nel primo pomeriggio di ieri Carmelo Schepis, 63 anni per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. L’arrestato ha aggredito con arco e frecce un ufficiale giudiziario che stava eseguendo uno sfratto su disposizione del Tribunale di Messina. L'Ufficiale Giudiziario, impossibilitato a procedere ha richiesto l’ausilio dei Carabinieri, che hanno arrestato il sessantatreenne. 

15 maggio 2008

E se le multe fossero proporzionali al reddito?

Lapo Elkann multato per aver parcheggiato sulle strisce in via Monte Napoleone.








































 





Via Montenapoleone, pieno centro a Milano, una delle tante strade frequentate dai vip impegnati nello shopping. Ma non solo: è anche l'area delle multe, quelle che non tengono in conto il censo e la popolarità. Stavolta tocca a Lapo Elkann che parcheggia l'auto, una Maserati GranTurismo. Nessuna pietà per lui: quando torna la multa è sul parabrezza.

Forse Lapo avrebbe abbozzato un'espressione meno ebete se la multa fosse stata proporzionata al suo reddito...


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12 maggio 2008

Oscurantisti!

C'è ancora chi crede che gli zingari rubino addirittura i bambini











Una nomade sedicenne è entrata in una abitazione della periferia est di Napoli e ha tentato di rapire una bimba di 6 mesi. Ma la madre si è accorta subito che il seggiolone era vuoto, è uscita ed è riuscita a riprendersi la bambina. La rom è stata arrestata per sequestro di persona e violazione di domicilio. E' accaduto a Ponticelli, dove ci sono stati momenti di grande tensione tra la gente. La sedicenne è stata sottratta dagli agenti alla furia del quartiere. 

http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/campania/news/2008-05-11_111219254.html


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12 maggio 2008

Siore e siori sempre più flessibili!

I precari record: in Spagna un contratto di un'ora e mezza!

I nomi dei due vincitori non si conoscono. Rivelarsi, sarebbe per loro troppo pericoloso e troppo umiliante. Potrebbero perdere il pochissimo che hanno, in cambio della compassione o, peggio, dell’ironia di amici e parenti ancora all’oscuro. In Spagna, adesso, è meno traumatizzante confessarsi omosessuali che precari. Figurarsi precari tra i precari: ritireranno, senza applausi né foto ricordo, la loro copia dello Statuto dei lavoratori e un’immaginetta di San Precario, che li protegga e aiuti nella loro ardua carriera. Entrambi celebreranno, in forma privata, la vittoria del concorso indetto dall’organizzazione giovanile di Izquierda Unida, gruppo di ispirazione comunista, tra i lavoratori più provvisori della provincia di Palencia (Castiglia e Leon). Il primo premio per il contratto più corto è stato vinto da un trentacinquenne che ha nel suo curriculum un impiego di un’ora e mezza in una settimana. PREMIATI - Il primo premio per il maggior numero di contratti a termine accumulati in un anno è andato invece a un ventitreenne che è riuscito a firmarne quindici in dodici mesi. La selezione per la giuria non è stata molto faticosa: c’erano quindici candidati al record di brevità del contratto e cinque per la quantità di contratti in un anno. Gli organizzatori però hanno dovuto scartare tutti i partecipanti che non potevano dimostrare la loro precarietà perché lavorano in nero; e assicurano di aver ricevuto la testimonianza di molti altri che pur avendo, per così dire, le carte in regola, hanno preferito non rischiare il furore dei datori di lavoro se si fosse saputo che le usavano per partecipare al concorso. L’iniziativa, spiegano da Izquierda Unida, è servita a far emergere un panorama significativo del precariato nella provincia e anche del lavoro provvisorio e senza contratti: «La maggioranza non denuncia la situazione, per paura di perdere anche quella minima fonte di guadagno». Forse se, invece di una copia dello Statuto dei lavoratori, ci fosse stato in palio un contratto a tempo indeterminato, molti di più avrebbero accettato il rischio.


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10 maggio 2008

Oggi esce il film sulla vita di Primo Carnera il più grande pugile italiano di tutti i tempi

Chi non va a vederlo è un vile....



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8 maggio 2008

festeggiamo Ezra Pound con un suo carme: Contro l'usura

Con usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v'è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l'Annunciazione dell'Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà staccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio


CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l'usura, spunta
l'ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si fe' con usura
Duccio non si fe' con usura
nè Piero della Francesca o Zuan Bellini
nè fu "La Calunnia" dipinta con usura.
L'Angelico non si fe' con usura, nè Ambrogio de Praedis,
nessuna chiesa di pietra viva firmata :"Adamo me fecit".
Con usura non sorsero
Saint Trophine e Saint Hilaire,
usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte ed artigiano
tarla la tela nel telaio, nessuno
apprende l 'arte d'intessere oro nell'ordito;

l'azzurro s'incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane amante
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra giovani sposi


CONTRO NATURA
ad Eleusi han portato puttane
carogne crapulano
ospiti d'usura.


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7 maggio 2008

Il poeta...

Cinquant'anni fa Ezra Pound recuperava la sua libertà










Il 7 maggio 1958 il poeta americano Ezra Pound, internato nella clinica psichiatrica di St. Elizabeth da tredici anni ove si trova, considerato pazzo, per avere osato pronunciarsi contro l'usura è liberato. Tornerà a vivere in Italia e morirà quattordici anni dopo a Venezia.


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1 maggio 2008

Vediamo se li condividono i valori...

 
Tappe significative del primo maggio
1883: Bismark istituisce l'assicurazione malattia in Germania

1890: Bismark istituisce la festa del lavoro

1925: Mussolini istituisce L'Opera Nazionale Dopolavoro che offre divertimenti di qualità a basso prezzo per il popolo

1933: Hitler fa del 1 maggio la festa nazionale

1962: Ezra Pound sfila a Roma alla testa di un corteo del Msi

1990: Jean-Marie Le Pen riunisce le due feste e da allora la Jeanne d'Arc viene assimilata alla festa del lavoro.































28 aprile 2008

a 63 anni dalla sua morte...

... voglio dedicare questo post a Benito Mussolini.

Non piace perdermi in nostalgismi, ma chi non ha passato non ha futuro.

63 anni veniva ucciso da un gruppo di vigliacchi, di imboscati, il più grande statista del 900, un uomo del popolo, che ha dedicato la vita per migliorare le condizioni del suo popolo, che è morto per il suo popolo.

Ma era un popolo che s'è dimostrato troppo piccolo per un uomo così grande.




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25 aprile 2008

25 aprile, lutto nazionale

 






Che sfilino le Brigate Rosse [di Gabriele Adinolfi]


Credo che l'Italia sia l'unica nazione al mondo che festeggia l'invasione del suo territorio: non era mai venuto in mente a nessuno. Certo una parte di italiani, invero assai sparuta, passò dalla parte del nemico nel settembre del 1943 quando il re coniglio e il primo ministro vigliacco scapparono a gambe levate nelle braccia del nemico e si affrettarono a chiamarlo amico. Quella piccolissima porzione d'italiani, alcuni per fede, altri per tornaconto, altri ancora per obbedienza, si misero a fiancheggiare l'avanzata del nemico, incuranti che questa fosse contrassegnata da bombardamenti di città, stupri e stermini di donne, violenze sui civili e persino eccidi ingiustificati. In poco meno di due anni la lunga marcia del nemico si concluse con la sua vittoria nella guerra. Ne derivarono eccidi, lo scempio vergognoso di Piazzale Loreto, epurazioni selvagge contrassegnate da regolamenti di conti per rivalità personali. Ne nacque la Repubblica fondata sull'accordo tra poteri affaristici, in particolare quelli mafiosi che avevano organizzato gli sbarchi americani in Sicilia e a Salerno e ottenuto in cambio la mano libera per i traffici sul versante tirrenico fino a Marsiglia. Ne seguì un periodo di lunga e vergognosa sottomissione internazionale accompagnata da un disprezzo nei nostri confronti, ancora oggi non del tutto sopito, dovuto appunto alle nostre capriole sfrontate. Al di là dei sentimenti non si capisce proprio cosa ci fosse da festeggiare, né tanto meno cosa ci sia da celebrare oggi.




Perché intervenne quella retorica


Allora una ragione per mitizzare quel 25 aprile c'era; ce l'aveva un'intera classe politica sconfitta dalla storia e dal fascismo, emarginata dalla nazione, che per venti anni era passata a vita privata (ma sempre assistita dal buon Benito) o all'esilio parigino con tanto di stipendio mensile (mai accaduto in nessun altro contesto o in nessun'epoca). Uno stipendio mensile che cresceva con l'aumento della vita perché bastò che una figlia di Saragat andasse dal Duce (che riceveva...) per lamentarsi del caro-vita perché il buon Benito allargasse i cordoni della borsa. Ora quella classe politica di falliti cercava un posto al sole e lo reclamava dal nemico vittorioso al quale si era offerta ossequiosa e incurante della sorte dei suoi compatrioti. Bisognava mitizzarlo quel 25 aprile perché si doveva creare un'aura di epos e di gloria che desse autorevolezza ai falliti di ritorno. Così intervenne la retorica intrisa di ogni menzogna. Al punto di capovolgere la realtà oggettiva delle cose. “L'invasore” non fu più chi ci bombardava dal mare, chi sbarcava sulle nostre coste, violentava le nostre donne, occupava le nostre città, ovvero il nemico di guerra, anglo/franco/americano, bensì il tedesco che pure non solo era nostro alleato ma si trovava in Italia a difendere la nostra terra chiamatovi addirittura dal re coniglio in persona poche settimane prima della sua ignobile fuga. E allora, sulla falsa riga di questa mistificazione chi si era battuto contro “l'invasore”, per un sogno di libertà, in nome del tirannicidio, era nobile e da mitizzare. La sconfitta italiana - ma la sua vittoria – diventava così festa nazionale. E il “mito” partigiano s'impadronì della cultura politica, letteraria e poi televisiva delal penisola affranta.




Ora è tempo di scelte


Ora quella classe dirigente è sparita, morta di vecchiaia, dopo aver spolpato ogni bene dell'Italia e averla trascinata nella bancarotta. Che senso ha dunque continuare a celebrare il triste rito della contraffazione e il gusto dell'odio? Immagino che alcuni nostalgici delle rivoluzioni mancate, alcuni orfani degli arcobaleni e maniaci della legge di Lynch non possano fare altrimenti, ma il resto? Non si può superare questa stucchevole retorica resistenzialista, così come in molti iniziano a chiedere? Perché delle due l'una: o si supera quest'impasse o la si celebra fino in fondo. In tal caso si accetti e si esalti la cultura partigiana, quella dell'omicidio a freddo, del mordi e fuggi in nome di un sol dell'avvenire e di un qualsiasi tirannicidio. Si riprenda quella cultura che avvelenò gli animi negli anni Sessanta e Settanta da tutte le cattedre, da tutti gli schermi e che fece presa su migliaia di giovani che finirono per imitarli, e si facciano allora sfilare i Brigatisti Rossi che hanno di certo molti più numeri dell'Anpi.
Essi, infatti, hanno creduto alla retorica resistenzialista, ne hanno messo in atto il modello, sono insorti, hanno cecchinato, hanno ucciso. Ma, a differenza dei loro patrigni, non avevano alcun carro armato nemico da seguire e hanno quindi perso. E hanno pagato sulla loro pelle (e ovviamente su quella di molte loro vittime) la cultura del 25 aprile. Hanno trascorso dietro le sbarre periodi più lunghi del Ventennio mussoliniano e hanno, di certo, più titoli dei partigiani per camminare a fronte alta. Se la fronte può andare alta in marce fondate sull'odio e il rancore.

Gabriele Adinolfi

http://www.noreporter.org/

21 aprile 2008

Ottantaquattro anni fa l'addio della grande Eleonora Duse

  


























Eleonora Duse nacque in una stanza d'albergo di Vigevano, il 3 Ottobre 1858; morì di polmonite in un hotel di Pittsburgh, a 66 anni. Principio e fine emblematici di una vita nomade, di teatro in teatro, di città in città.  Figlia d'arte, Eleonora ebbe un'infanzia difficile e stentata. Iniziò a recitare all'età di quattro anni, dimostrando subito un innato talento, confermato nel 1873, grazie all'interpretazione di Giulietta.  Ottenne la sua prima grand'affermazione con “ Teresa Raquin” di Zola, nel 1879, la cui interpretazione le valse una lettera di plauso da parte dell'autore. La sua forte personalità è dimostrata dalla veloce ascesa: a 23 anni la Duse è già prima attrice, a 29 capocomica, sceglieva il repertorio e la troupe, era responsabile della produzione e delle finanze. I continui impegni teatrali la costringono però alla lontananza dalla figlia, Enrichetta, avuta a 24 anni dall'attore Tebaldo Checchi.  L'instancabile Eleonora, dopo aver assistito ad alcune rappresentazioni di Sarah Bernhardt, si cimenta nella “ Principessa di Bagdad”, opera di Dumas e cavallo di battaglia della diva francese. George Bernard Shaw illustra meglio di chiunque altro la differenza di stile tra le due attrici, scrivendo che “ Sarah Bernhardt è bellissima secondo il concetto di bellezza della sua scuola, ma inverosimile e inumana…”. Lo stile della Bernhardt costringe lo spettatore ad “ammirarla, a compassionarla, a piangere con lei, […] a prodigarle applausi appena calato il sipario. Tutto ciò è precisamente quello che non fa la Duse.[…] Quando appare sulla scena lascia libero lo spettatore di adoperare il suo binocolo per contare tutte le rughe che il tempo e le privazioni le hanno impresso nel volto. Sono il lasciapassare della sua umanità e lei non è così sciocca da coprirle con il belletto color pesca.”  Il suo repertorio spaziava ormai da Shakespeare, di cui interpretò “ Antonio e Cleopatra” e “ Giulietta e Romeo”, alle eroine del teatro francese dell'Ottocento; ma nell'ultimo decennio del secolo la Duse manifestò interesse per la più avanzata drammaturgia italiana e straniera.  Ad un'amica la Duse scrisse a proposito di Ibsen : “ Dei 200 lavori che ho recitato ce ne sono forse dieci che amo. Ibsen, sì Ibsen, sempre e soltanto Ibsen.”  Dal 1897 interpretò le opere che D'Annunzio andava scrivendo per lei, “Il sogno di un mattino di primavera”, “La città morta”, “Gioconda”, “La figlia di Jorio”. Lasciate improvvisamente le scene nel 1909, vi ritornò nel 1921, dopo un periodo durante il quale interpretò “Cenere”, il suo unico film.  La pellicola, tratta da un romanzo di Grazia Deledda, passò inosservata, ma rimane l'unica possibilità che oggi abbiamo di vedere recitare la Divina.  La morte la colse il 21 aprile 1924 negli Stati Uniti, dove aveva svolto una trionfale tournée. Dopo una messa solenne a New York, i resti mortali della Duse furono riportati in Italia e sepolti ad Asolo, dove l'attrice aveva comperato una casa e dove aveva lasciato detto di voler riposare per sempre.


L'Amante e il Vate


Elonora nasce a Vigevano da una famiglia di attori girovaghi e raggiunge la popolarità come attrice nel 1878 al Teatro dei Fiorentini di Napoli. Allora aveva già avuto un figlio dalla relazione con Martino Cafiero e una figlia, dal matrimonio con l'attore Tebaldo Cecchi, il quale abbandona l'infedele moglie nel 1885, dopo le scandalistiche relazioni con altri uomini della scene, quali Falvio Andò e Arturo Dotti (ancora minorenne). Dal 1883 l'attrice gode del sostegno di Arrigo Boito, che la raccoglierà sofferente alla fine della relazione con d'Annunzio nel 1904. Il primo incontro con Gabriele risale al viaggio veneziano del 1894, organizzato da Angelo Conti e Adolfo De Bosis in compagnia di Georges Hérelle, ma i biografi datano al 26 settembre del 1895 l'inizio della relazione amorosa che, non senza interruzioni, si protrasse per più di otto anni. La Duse ebbe un'importanza fondamentale per l'opera letteraria dannunziana, introducendo il Vate alla drammaturgia e diffondendone la fama in Europa e oltre oceano. La relazione fu trasfigurata dal poeta nel Fuoco, non senza le critiche degli amici e ammiratori della Duse. Per favorire la riconciliazione con l'attirce in seguito alla rottura dell'autunno 1896, quando d'Annunzio le antepose Sarah Bernhardt per la rappresentazione francese della Ville morte, il Poeta scrisse il Sogno d'un mattino di primavera, seguito dal Sogno d'un tramonto d'autunno. Anche La Gloria, La Gioconda e La Francesca da Rimini risentono della convivenza con la Duse. Dal marzo del 1898, per avvicinarsi alla dimora di Settignano, dove Eleonora abitava, d'Annunzio affittò l'attigua villa trecentesca La Capponcina, riarredandola secondo il proprio gusto. Negli anni successivi, d'Annunzio seguì la Duse solo saltuariamente in tourné in Italia e all'estero, consolandosi con altre amanti durante l'assenza dell'attrice. Nel 1904, in seguito all'ennesimo episodio di gelosia, l'attrice abbandonò l'amante infedele dopo avergli sacrificato gran parte delle proprie risorse umane e finanziarie. Nel 1909, dopo cinque anni di silenzio, d'Annunzio riprese a scriverle proponendogli vanamente la rappresentazione della Fedra e inaugurando un nuovo rapporto epistolare. Purtroppo, per volontà della Duse, il carteggio con d'Annunzio fu distrutto, ad eccezione di frammenti rimasti alla figlia Enrichetta che, raccolti presso la Fondazione Cini, vennero pubblicati in G. D'ANNUNZIO, Carteggio inedito d'Annunzio - Duse, a cura di P. NARDI, Firenze, Le Monnier, 1974. L'ultimo casuale incontro fra il poeta e la diva risale al 1922, due anni prima della morte dell'attrice, aiutata dal Poeta nei suoi travagli finanziari degli ultimi anni di vita.

http://www.gabrieledannunzio.net/


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17 aprile 2008

Azione futurista in tribunale a Roma il 21 aprile
































Anche la magistratura passatista e paludata contro l’arte e il libero pensiero.

Non abbiamo paura di questo censura –magistrale siamo pronti alla battaglia come sempre rivendichiamo con orgoglio la nostra libertà, contro tutti e tutto.

sappiano questi giudici , noi ,…

Vi abbatteremo per far rivivere l’Arte, la Cultura e il Lavoro. Insieme a voi, vecchi e sopravvissuti di una società che pratica in nome del popolo la giustizia di mercato, ma che nulla fa se non colpire il debole questo morirà la giustizia come fenomeno elitario per rinascere come nuova Giustizia. Inizia così, per noi futuristi del nuovo millennio, una nuova battaglia di rinnovamento totale dovuto ad un frenetico impeto per il futuro ma sopratutto per la preoccupazione del tempo che scorre.

Nasce così l'esaltazione per la lotta.

Marciare, per Non Marcire – Lottare, per Non Morire.

Noi futuristi rifiutiamo nettamente il vostro nebbioso e torbido passato, rifiutiamo le vostre elucubrazioni,di falso garantismo le vostre accademie dove come obsolete panetterie ,sfornate giustizia rappresentazione tragica dell’odierno cimitero culturale e ci allontaniamo dalle alchimie politiche di questa vostra società di nani.

Oggi nasce con noi una nuova concezione violenta della Vita e della Storia, che esalta la battaglia a scapito della pace, e disprezza voi leccaculo di artificiosi poteri, schiavi del giudizio di parte, schiavi del politically corret. La vostra giustizia tentò di esaltare fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

voi

Questo disprezzo recepitelo come una condanna.


FTM Azionefuturista Roma 19 ottobre 2007 nasce RossoTrevi ….. ……16 gennaio 2008 lancio di palline in piazza di spagna … Firenze 16 febbraio2008…Arte contro arroganza del potere e i falsi moralismi … aprile 2008 azionefuturista web FREE-TIBET FREE- KAREN… i passatisti,le mortifere istituzioni SONO STATE colpite e affondate

  1. Eccoci!!!.... PRONTI ALLO SCONTRO


http://www.futurzig.it/

3 aprile 2008

APPELLO ALLA DESTRA PER CARLO PARLANTI

All'Onorevole DANIELA SANTANCHE' ("La Destra");

all'Onorevole LUCA ROMAGNOLI ("Movimento Sociale-Fiamma T.");

al Senatore FRANCESCO STORACE ("La Destra");

all'Onorevole TEODORO BUONTEMPO ("La Destra");

al Segretario Nazionale ADRIANO TILGHER ("Fronte Sociale Nazionale");

al Segretario Nazionale ROBERTO FIORE ("Forza Nuova");

al Segretario Nazionale PINO RAUTI ("MIS con Rauti").




Carlo Parlanti e Katia Anedda (Avenal State Prison - California)



(Avenal State Prison - California)

4° Giorno Sciopero della fame per CARLO PARLANTI

Carlo Parlanti, nel silenzio delle Istituzioni, è arrivato al quarto giorno di sciopero della fame. Un silenzio che pesa come un macigno, quando accostato alle sue condizioni fisiche compromesse. La debolezza inizia a farsi sentire, e con essa i crampi fisici. L’unica risposta finora arrivata è giunta dall’On. Umberto Guidoni, europarlamentare. Per il resto, il nostro connazionale rimane avvolto dal silenzio della politica e dei media, che preferiscono il gossip alla vita vera. Che preferiscono lasciar morire un uomo.
Nel frattempo Katia Anedda, compagna di Parlanti, è stata intervistata, in merito alle condizioni fisiche del suo congiunto da una nota radio Californiana, Radio Bilingue. L’attenzione sul caso sta salendo anche nei media locali. Il 14 aprile, l’avvocato di Parlanti, Charles Kelly Kilgore sarà in Italia, a Venezia, pronto a rispondere alle domande sulla situazione del suo cliente, stremato dalla sua condizione di detenuto e sottoposto a trattamenti in violazione della Carta dei diritti Umani.
Il silenzio che ancora avvolge il Parlanti è aberrante, ed esula da ogni possibile concezione di giustizia. Le prove della sua innocenza sono disponibili per tutti sul sito
http://www.carloparlanti.it/volantino.htm , ma nella corsa alla poltrona, nessun politico ne istituzione si prende la briga di rispondere: perché non è stato fatto ancora niente? Una denuncia contro i crimini perpetrati contro il nostro connazionale è stata presentata più di un mese fa alla Procura di Milano. Perché niente si è ancora mosso? Perché tale silenzio anche dalla magistratura?
E’ in corso di organizzazione una conferenza stampa negli Stati Uniti sulle condizioni di salute del Parlanti e l’associazione Prigionieri del Silenzio continua a riscontrare ostruzionismo. Ancora non si è riusciti a trovare un posto dove effettuare la conferenza stampa. Dove è la collaborazione delle istituzioni e delle associazioni italiane nel territorio?
E’ possibile ottenerla o bisognerà attendere il falso cordoglio che potrebbe arrivare al momento di un eventuale rimpatrio della salma del Parlanti?

Roma, 2 aprile 2008

Valentina Cervelli e Mara Marino

__________________________________________________ _________

www.carloparlanti.it

http://blog.libero.it/carlofree/

www.prigionieridelsilenzio.it

FIRMATE LA PETIZIONE!:

www.petitiononline.com/parlanti/petition.html


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26 marzo 2008

Scienziato morto mentre provava bombe da «terrorista» [di Maurizio Blondet]

 


Si chiamava Terry Jupp, era uno scienziato dipendente dal ministero della Difesa britannico. E’ morto il 14 agosto 2002, nel poligono di prova di bombe ed esplosivi statale di Shoeburyness, avvolto dalla vampa prodotta da un esplosivo che stava preparando. Cinque anni dopo, la famiglia aspetta ancora di sapere le ragioni della sua morte.

Non c’è stata alcuna inchiesta né autopsia. Un tentativo di chiamare in giudizio uno dei direttori sotto cui Jupp lavorava è fallito: il procuratore ha ritirato la causa, dicendo che il caso era «troppo delicato» per essere discusso in un pubblico giudizio.

Il Guardian, in una sua difficile inchiesta, (1) si è sentito dire che Jupp, 45 anni e due figli, era impegnato con «scienziati americani» in un esperimento che consisteva nel «fabbricare ordigni con ingredienti del tipo che i terroristi possono ottenere» in farmacia o anche al supermercato. Gli esperimenti comprendevano l’uso, tra i materiali facilmente rintracciabili sul mercato, di un fertilizzante al nitrato d’ammonio, che Jupp e i colleghi avrebbero mescolato a «un metallo in polvere» e ad un altro ingrediente da banco. Il tutto messo in vecchie latte di vernice.

Apparentemente Jupp stava «rinforzando» la miscela con un altro esplosivo quando è avvenuto lo scoppio, che l’ha gravemente ustionato. Lo scienziato è morto sei giorni dopo. Era alle dipendenze del ministero Difesa da 25 anni. Da ultimo, lavorava in una sezione del ministero detta «Forensic Esplosive Laboratori», soggetta al Defense Science and Technology Laboratory (DSTL).

Ma se Jupp e la squadra di scienziati USA stavano solo cercando di capire quali esplosivi potessero farsi i «terroristi» con ingredienti casalinghi, come mai il caso è così «delicato» da non poterne far parola in un pubblico processo? Come mai era avvolto nel segreto assoluto? E soprattutto: come mai  l’esperimento era in corso non semplicemente nell’area del poligono di prova statale, ma in un’isolotto remoto dentro questo vasto poligono, l’isolotto di Foulness, nell’estuario del Tamigi, a dieci miglia dal Southend Essex?

Il Guardian ritiene che l’ordigno «da terroristi» fosse una bomba sporca, ossia contenente materiale radioattivo che l’esplosione doveva disperdere nell’ambiente. Infatti al tempo del fatale esperimento, il poligono di Shoeburyness era (secondo la Environment Agency) la sede di un «importante programma di smantellamento di testate nucleari»: là, tra il ‘98 e il 2003, si estraeva dalle testate di bombe atomiche a caduta, e da quelle dei missili Polaris, la carica di esplosivo convenzionale che serve ad innescare la reazione a catena. Esplosivo altamente contaminato da uranio e tritio, dunque radiologicamente attivo. Ciò si faceva proprio nella remota isola di Foulness.

Nessun pericolo per l’uomo, sostiene il ministero, dato che i livelli di radioattività sono bassi. Ma il giornalista del Guardian, ispezionando a piedi la «lugubre linea costiera a sud del sito», ha visto «una quantità di cartelli che intimano di non pescare nella zona e vietano di raccogliere molluschi». Una fonte che il Guardian non identificata spiega: «Nell’agosto 2002, meno di un anno dopo l’11 settembre, gli scienziati britannici e americani erano ansiosi di capire se Al Qaeda era in grado di costruire una bomba sporca usando esplosivi convenzionali avvolti con materiale radioattivo. Stavano cercando gli esplosivi che più probabilmente (i terroristi) avrebbero usato per spargere le radiazioni. Volevano capire quanto grossa dovesse essere una tale bomba. Stavano sperimentando sostanze chimiche acquistabili sul mercato per vedere quanto potente poteva essere l’esplosione provocata».
Stavano facendo un esperimento «sporco»?

La risposta del ministero della Difesa britannico è stata: «Il DSTL è impegnato in ricerche coperte da segreto che sono di importanza nazionale, per proteggere le forze armate britanniche e il pubblico da pericolo molto reali». Ma se questo era lo scopo - proteggere la gente dai terroristi - non si vede perché non ammetterlo. Invece la causa contro un dirigente a cui Jupp era sottoposto, trascinata per anni, è stata infine abbandonata dal procuratore che trattava il caso, in seguito ad un parere dell’attoprney general (avvocato dello Stato), che a quel tempo era Sir Peter Goldsmith.

Sir Goldsmith, membro della nota famiglia ebraica inglese, ha ricoperto quella importante carica - di fatto consulente legale del governo - durante il governo di Tony Blair, dando le dimissioni nel 2007. In quella veste Lord Goldsmit emise (nel marzo 2003) un memorandum riservato in cui sanciva che l’attacco all’Iraq era giustificato dal diritto internazionale. Quel memorandum - rivelato alla stampa nel 2005 - fu la causa dell’invasione dell’Iraq da parte degli inglesi a fianco degli americani.

Nel caso della morte di Terry Jupp, Goldsmith ha fatto pressioni per insabbiare l’inchiesta. Secondo le fonti del Crown Prosecution Service (la Procura generale) il caso era comunque reso fragile dal «rifiuto di testimoniare da parte di uno degli scienziati americani»; altri funzionari hanno confidato al Guardian che «in entrambi i Paesi ci si preoccupava che un processo potesse esporre la natura dell’esperimento».

Fatto sta che Gareth Paterson, il procuratore del caso, nel gettare la spugna il marzo 2007, ha scritto: «Le difficoltà e la delicatezza di questa causa sono tali, che non posso dettagliare le informazioni relative in un processo pubblico».

Vale la pena di ricordare che tutti gli «attentati islamici» perpetrati in Gran Bretagna, dalla strage nella metropolitana di Londra del luglio 2005 a quello sventato nel 2006, dove terroristi sarebbero stati arrestati mentre progettavano di far esplodere in volo ben sei aerei di linea contemporaneamente, erano basati - o almeno così ci è stato spiegato - su esplosivi composti di sostanze facilmente acquistabili sul mercato senza suscitare sospetti, come acetone, fertilizzanti al nitrato ed acqua ossigenata (ribattezzata dai media come «perossido di idrogeno», nome più minaccioso).

Nelle indagini conseguenti, vaste quantità di acetone e acqua ossigenata sono stati trovati dagli inquirenti nelle case dei sospetti; in un caso, è stato detto, la miscela riempiva la vasca da bagno - tale miscela può produrre un esplosivo altamente instabile, ma a patto che l’acqua che risulta in grande quantità nella reazione chimica sia prosciugata con acido solforico o pompe a vuoto, cose molto meno disponibili sul mercato.

Nello sventato attentato aereo plurimo, i giornali hanno scritto che i terroristi intendevano portare a bordo sostanze innocue, che poi avrebbero mescolato nelle toilettes; fra cui «una bevanda simile al Gatorade», il che ha giustificato il divieto, tutt’ora vigente, di portare a bordo anche fondotinta, lozioni solari, acqua minerale e bibite.

La «delicatezza» delle indagini sulla morte di Jupp potrebbe  essere dovuta al fatto che l’esperimento consisteva nel preparare plausibili attentati «false flag», da attribuire con qualche verosimiglianza a giovani musulmani digiuni di nozioni chimiche?

Fatto è che Jupp e i colleghi stavano apparentemente cercando le dimensioni «minime» ma efficaci per quelle bombe da terroristi: secondo il Guardian, gli ordigni che provavano nelle vecchie latte da vernice non dovevano superare i dieci chili, per essere trasportabili.

La famiglia di Jupp ha detto al giornalista che non sapeva assolutamente nulla del lavoro del congiunto. Roy, il padre: «Ci aveva detto che lavorava nella plastica (!). Solo questo». La sorella Alison: «Quando ci chiamarono al telefono per dirci dell’esplosione, restammo di stucco: perché mai Terry doveva essere coinvolto in un’esplosione?». La mamma, Annie: «E’ chiaro che ‘quelli’ vogliono insabbiare tutto. La morte di un uomo non conta molto per loro».




1) Ian Cobain, «Curious case of the dead scientist and the bomb experiment», Guardian, 24 marzo 2008.



http://www.effedieffe.com/content/view/2630/165/


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26 marzo 2008

Li lasciamo morire [da noreporter]

anzi facciamo di più: li ammazziamo direttamente noi 

Il mercato europeo, insieme a quello degli Stati Uniti, è il primo al mondo per consumo di ogni tipo di sostanza stupefacente e in particolare quello italiano, sulla base dei sequestri effettuati, è attualmente tra i primi mercati della cocaina e il secondo dell'eroina, rappresentando un obiettivo irrinunciabile per i narcotrafficanti internazionali. E' quanto sottolinea la Direzione centrale per i Servizi antidroga (Dcsa) nella Relazione annuale per il 2007, giunta alla sua 26esima edizione e consultabile on line sul sito della Ps
Il documento offre una dettagliata analisi sull'andamento del fenomeno del narcotraffico nella sua dimensione internazionale, nazionale e locale.
''Nel 2007 - si legge nella relazione - sono stati registrati, rispetto all’anno precedente, notevoli incrementi nei sequestri di droghe sintetiche (+193,67%), di eroina (+42,96%; 1.899,77 kg), nonché aumenti lievi nei sequestri di hashish (+0,42%)''. Complessivamente lo scorso anno sono stati sequestrati oltre 31mila chilogrammi di sostanze stupefacenti.
''Sono risultati invece in decremento i sequestri di cocaina (-15,32%; kg 3.927,64) e di marijuana (-8,77%). Peraltro il numero delle operazioni e delle denunce per cocaina sono state in incremento'', rispettivamente +9,06% e +3,52%.
Sempre ''nel corso del 2007, i decessi riconducibili all'abuso di sostanze stupefacenti rilevati dalle Forze di Polizia o segnalati dalle Prefetture si sono attestati a 589 casi, con un lieve incremento (+6,90%) rispetto al 2006''.




Nel 2007 nuovo record di produzione di oppio da eroina in Afghanistan. Ecco cosa stanno a fare le "forze di pace" inviate da Bush: a garantire l'incremento di produzione di droga e quello dei cadaveri in casa nostra.


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23 marzo 2008

Quest'anno Pasqua è un po' Natale

Il 23 marzo, oggi Pasqua, ovviamente capita di domenica; come ottantanove anni fa quando l'Italia risorse. 

http://www.noreporter.org/






Il manifesto dei fasci di combattimento (1919) - Programma di San Sepolcro

Italiani! Ecco il programma di un movimento genuinamente italiano. Rivoluzionario perché antidogmatico; fortemente innovatore antipregiudiziaiolo.

Per il problema politico:
Noi vogliamo:
a) Suffragio universale a scrutinio di lista regionale, con rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilità per le donne.
b) II minimo di età per gli elettori abbassato ai I 8 anni; quello per i deputati abbassato ai 25 anni.
c) L'abolizione del Senato.
d) La convocazione di una Assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello Stato.
e) La formazione di Consigli Nazionali tecnici del lavoro, dell'industria, dei trasporti, dell'igiene sociale, delle comunicazioni, ecc. eletti dalle collettività professionali o di mestiere, con poteri legislativi, e diritto di eleggere un Commissario Generale con poteri di Ministro.

Per il problema sociale:
Noi vogliamo:
a) La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i lavori la giornata legale di otto ore di lavoro.
b) I minimi di paga.
c) La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell'industria.
d) L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.
e) La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le industrie dei trasporti.
f) Una necessaria modificazione del progetto di legge di assicurazione sulla invalidità e sulla vecchiaia abbassando il limite di età, proposto attualmente a 65 anni, a 55 anni.

Per il problema militare:
Noi vogliamo:
a) L'istituzione di una milizia nazionale con brevi servizi di istruzione e compito esclusivamente difensivo.
b) La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di esplosivi.
c) Una politica estera nazionale intesa a valorizzare, nelle competizioni pacifiche della civiltà, la Nazione italiana nel mondo.

Per il problema finanziario:
Noi vogliamo:
a) Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze.
b) II sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense Vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi.
c) La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il sequestro dell' 85% dei profitti di guerra.


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20 marzo 2008

In nome dei padri

Il campione europeo dei cinquanta farfalla manifesta contro la secessione del narcostatarello kosovaro































Il forte velocista serbo Milorad Cavic; neo-campione e primatista europeo dei 50 farfalla, è andato alla premiazione con indosso una tee-shirt che riportava la seguente scritta 'Kosovo e' Serbia' chiaro messaggio contro la proclamazione dell'indipendenza del Kosovo, la stessa maglietta è stata utilizzata anche prima della finale dei 50 farfalla. Il nuotatore con tanto di bandiera serba sulle spalle ha poi cantato per intero l'inno prima di concedersi ai fotografi e ai giornalisti.

Per alcuni, quindi, la Patria non è morta!




Fonte : http://www.noreporter.org/


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16 marzo 2008

GF tedesco : espulsa per aver detto "Sieg Heil"

 

Germania, saluto nazi al GF

(15 marzo 2008)

Rebecca, concorrente della versione tedesca del Grande Fratello, è stata espulsa dalla casa per aver detto 'Sieg Heil'. Attoniti gli altri inquilini.

Il fatto è accaduto sulla rete RTL 2. Qualche tempo fa, un episodio analogo era costato l'espulsione ad un concorrente dell'edizione tedesca di un altro reality.


GUARDA IL VIDEO




CHE DIRE, SOLIDARIETA'!


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