nerononpercaso | nero non per caso | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

 
nerononpercaso 
Hasta la vista antifascista....
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  HOME
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 
  cerca


 

Diario | Cronaca | Politica | Presenti! | Musica | Cazzi miei | Manifesti | Area Cazzeggio | Economia | Notizie varie | Maestri di Vita | Video | la mappa degli inceneritori | pillole ideologiche | Iniziative | Anniversari | Comunicati |
 
"Non cercate altrove, guardate al fascismo, imparate a conoscerlo e lo amerete, studiatelo e diventerà la vostra idea. Né per voi sarà mai una catena ma un vincolo d’amore verso una creazione più grande dell’umanità. Esso sarà per voi e per tutti l’alba di un nuovo giorno." Niccolò Giani "Presto tutte le fabbriche saranno socializzate e sarà esaminato anche il problema della terra e della casa perché tutti i lavoratori devono possedere la loro terra e la loro casa…" Nicola Bombacci
1visite.

21 aprile 2008

Giulio Tremonti boccia Draghi e critica la follia del libero mercato

"A occhio è un po' come un'aspirina data per una malattia più grave": Giulio Tremonti, ministro dell'Economia in pectore, non esprime un giudizio tenero sul rapporto del Financial Stability Forum presentato dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, all'ultima riunione del G7. Rapporto in cui si indica la strada per affrontare e prevenire le crisi dei mercati finanziari. Ma per il futuro inquilino di via XX Settembre si tratta di una ricetta "non sufficiente", perché si affida a "strumenti vecchi e fumosi", e "reticente", perché "omette di parlare di nazionalizzazioni e di aiuti di Stato". "Verso un nuovo mondo - afferma - non si può andare con idee e strumenti vecchi". Tremonti ripete più volte ai giornalisti di parlare non come futuro ministro, ma esclusivamente come presidente dell'Aspen Institute Italia, che a Parigi ha organizzato una due giorni a porte chiuse in cui economisti europei e statunitensi si sono confrontati proprio sull'attuale situazione di crisi dei mercati e dell'economia. "C'è la consapevolezza di una crisi generale molto profonda e che non è finita - spiega - Una crisi non solo economica, ma anche sociale, con l'impoverimento del ceto medio, e fatta di tensioni geopolitiche". In questo quadro, per Tremonti, è l'ora di cambiare approccio e di ripensare il sistema dei mercati, ricorrendo a strumenti nuovi e percorrendo vie nuove per generare crescita e sviluppo. A partire da quello che è un suo vero e proprio pallino, vale a dire l'emissione di titoli di debito europeo per finanziare investimenti europei, i cosiddetti eurobond. E per quel che riguarda le proposte contenute nel rapporto del Financial Stability Forum, spiega come secondo lui è un po' come "chiudere la porta dopo che sono scappati i buoi". "Non è un testo che uno poi si va a rileggere. Nelle sue conclusioni - sottolinea Tremonti - non c'è mai la parola nazionalizzazione. Si omette così il passaggio più significativo. Dove si fa l'elenco degli strumenti da utilizzare si parla di iniezione di liquidità e di altre cose fumose. Ma il rapporto è reticente sulla parola chiave 'aiuti di Stato'. Non si parla di 'salvataggi'. E se un rapporto del genere non parla di cose reali, come le nazionalizzazioni che sono state fatte e si faranno ancora, siamo di fronte a quel tipo di cultura, di tecnica, che non basta più per gestire cose che sono cambiate. Verso un nuovo mondo non si può andare con idee e strumenti vecchi". Per il futuro ministro, infatti, "viviamo in tempi non ordinari, ma in tempi straordinari. Non è più - spiega - un problema di crescere dello 0,3 o dello 0,2%. Questo tipo di modellini basati sulle previsioni di crescita dello zero-virgola non funziona più. E tutto il set di strumenti finora applicati alla crisi dei mercati - sostiene - è come la pennicellina portata dagli alleati nel 1945: dopo mezzo secolo non è più l'antibiotico più efficace". Tremonti fa un parallelo con la crisi del '29: ''Tutto avviene fuori da ogni controllo. Ma nel '29 i controlli non c'erano. Oggi ci sono, ma sono domestici, nazionali, dunque insufficienti e inadeguati per fronteggiare i problemi sollevati dalla diffusione dei nuovi strumenti finanziari, come gli equity fund per i quali l'unica regola è non avere regole". 

http://www.ansa.it/

7 aprile 2008

Serve un ordine nuovo

Così Tremonti sostiene la necessità di metter freno al liberoscambismo

Il caos sui mercati finanziari e nel commercio è globale. Per questo serve un nuovo ordine, basato su regole e magari su una nuova Bretton Woods. Giulio Tremonti, in videochat con i lettori del Corriere.it, torna a ribadire le tesi esposte nel suo libro La paura e la speranza. A sintetizzare il pensiero dell'ex ministro dell'Economia dei governi Berlusconi (l'unico ad avere già il posto assicurato in caso di vittoria del Pdl), basta una frase: “Il mercato fin dove è possibile, il governo quando è necessario”. Ma concretamente, chiede un lettore, cosa farà per combattere questo eccesso di "mercatismo"? “Per rispondere cito un esempio. Quando facevo il ministro, in una riunione del G7 mi rifiutai di firmare un documento che citava la formula "free trade" (libero commercio) preferendo la formula "fair trade" (commercio corretto). Alla fine venne scelto un compromesso: "rules based trade", commercio basato su regole. Se tornassi, chiederei di ripristinare quella formula”. Tremonti rifiuta però l'etichetta di "protezionista": “Prima di tutto il protezionismo nazionale in Europa è vietato. Ma si potrebbe fare come l'America. Se c'è un prodotto penalizzato da dumping, concorrenza asimmetrica o sleale, hai il diritto di intervenire. Ne ho parlato spesso con la Bonino. Lei ha chiesto i dazi per i compressori d'aria: ecco, per me ha fatto bene, anche se lei poi si dichiara contro i dazi. Con una precisazione: non è che con i dazi risolvi tutto, ma almeno ti permettono di guadagnare un po' di tempo per affrontare il problema”.

EURO - A proposito della questione prezzi, Tremonti ricorda un suo vecchio cavallo di battaglia: l'euro di carta. “Il passaggio alla moneta unica ha distrutto un elemento fondamentale: la capacità di calcolo della popolazione. La nostra proposta era quella di prevedere, per alcuni anni, una doppia circolazione: l'euro andava bene per i bilanci degli Stati e delle grandi società, ma per comprare una pizza o un paio di jeans bisognava continuare a pagare in lire”.
ARRABBIATO - Qualcuno gli fa notare che appare sempre un po' arrabbiato. “E' che ho fatto il ministro dell'Economia in un periodo molto difficile: gestire il terzo debito del mondo senza essere la terza economia del mondo, e per di più in recessione, ti prova nella psiche e nel fisico...” “Certo - aggiunge il vicepresidente di Forza Italia - è più facile fare il ministro quando le cose vanno bene. Quando però fai il ministro in un periodo difficile, passato questo puoi dire: 'Ho fatto anche delle cose giuste'”.

http://www.noreporter.org/

http://www.corriere.it/






Insomma...anche Tremonti ha capito che il libero mercato è na puttanata colossale, adesso la domanda sorge spontanea....che ci fa ancora in quella fogna?

sfoglia
marzo        maggio
 
 
Meteo Feltre - Servizio gratuito offerto da Meteo Webcam