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"Non cercate altrove, guardate al fascismo, imparate a conoscerlo e lo amerete, studiatelo e diventerà la vostra idea. Né per voi sarà mai una catena ma un vincolo d’amore verso una creazione più grande dell’umanità. Esso sarà per voi e per tutti l’alba di un nuovo giorno." Niccolò Giani "Presto tutte le fabbriche saranno socializzate e sarà esaminato anche il problema della terra e della casa perché tutti i lavoratori devono possedere la loro terra e la loro casa…" Nicola Bombacci
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7 aprile 2008

Serve un ordine nuovo

Così Tremonti sostiene la necessità di metter freno al liberoscambismo

Il caos sui mercati finanziari e nel commercio è globale. Per questo serve un nuovo ordine, basato su regole e magari su una nuova Bretton Woods. Giulio Tremonti, in videochat con i lettori del Corriere.it, torna a ribadire le tesi esposte nel suo libro La paura e la speranza. A sintetizzare il pensiero dell'ex ministro dell'Economia dei governi Berlusconi (l'unico ad avere già il posto assicurato in caso di vittoria del Pdl), basta una frase: “Il mercato fin dove è possibile, il governo quando è necessario”. Ma concretamente, chiede un lettore, cosa farà per combattere questo eccesso di "mercatismo"? “Per rispondere cito un esempio. Quando facevo il ministro, in una riunione del G7 mi rifiutai di firmare un documento che citava la formula "free trade" (libero commercio) preferendo la formula "fair trade" (commercio corretto). Alla fine venne scelto un compromesso: "rules based trade", commercio basato su regole. Se tornassi, chiederei di ripristinare quella formula”. Tremonti rifiuta però l'etichetta di "protezionista": “Prima di tutto il protezionismo nazionale in Europa è vietato. Ma si potrebbe fare come l'America. Se c'è un prodotto penalizzato da dumping, concorrenza asimmetrica o sleale, hai il diritto di intervenire. Ne ho parlato spesso con la Bonino. Lei ha chiesto i dazi per i compressori d'aria: ecco, per me ha fatto bene, anche se lei poi si dichiara contro i dazi. Con una precisazione: non è che con i dazi risolvi tutto, ma almeno ti permettono di guadagnare un po' di tempo per affrontare il problema”.

EURO - A proposito della questione prezzi, Tremonti ricorda un suo vecchio cavallo di battaglia: l'euro di carta. “Il passaggio alla moneta unica ha distrutto un elemento fondamentale: la capacità di calcolo della popolazione. La nostra proposta era quella di prevedere, per alcuni anni, una doppia circolazione: l'euro andava bene per i bilanci degli Stati e delle grandi società, ma per comprare una pizza o un paio di jeans bisognava continuare a pagare in lire”.
ARRABBIATO - Qualcuno gli fa notare che appare sempre un po' arrabbiato. “E' che ho fatto il ministro dell'Economia in un periodo molto difficile: gestire il terzo debito del mondo senza essere la terza economia del mondo, e per di più in recessione, ti prova nella psiche e nel fisico...” “Certo - aggiunge il vicepresidente di Forza Italia - è più facile fare il ministro quando le cose vanno bene. Quando però fai il ministro in un periodo difficile, passato questo puoi dire: 'Ho fatto anche delle cose giuste'”.

http://www.noreporter.org/

http://www.corriere.it/






Insomma...anche Tremonti ha capito che il libero mercato è na puttanata colossale, adesso la domanda sorge spontanea....che ci fa ancora in quella fogna?

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