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"Non cercate altrove, guardate al fascismo, imparate a conoscerlo e lo amerete, studiatelo e diventerà la vostra idea. Né per voi sarà mai una catena ma un vincolo d’amore verso una creazione più grande dell’umanità. Esso sarà per voi e per tutti l’alba di un nuovo giorno." Niccolò Giani "Presto tutte le fabbriche saranno socializzate e sarà esaminato anche il problema della terra e della casa perché tutti i lavoratori devono possedere la loro terra e la loro casa…" Nicola Bombacci
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12 maggio 2008

OTTIMO TREMONTI

La ricetta del neoministro: lotta al caro-mutui, cominciare a far pagare banche e petrolieri e cambiare la Costituzione. 















Quali italiani dovranno fare sacrifici ora? "Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri". E' questo il progetto del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha indicato proprio in banche e petrolieri i destinatari dei sacrifici annunciati da Silvio Berlusconi subito dopo le elezioni. "Qualche sacrificio devono iniziare a fare banche e petrolieri - ha spiegato - le banche dovranno pagare qualcosa in più di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie". Mentre per quanto riguarda i petrolieri Tremonti ha spiegato che "prendono più soldi perché è aumentato il prezzo".

"Posso escludere che abbiamo un tesoretto": lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti rispondendo alle domande di Lucia Annunziata durante la registrazione di 'In mezz'orà che gli chiedeva con quali fondi copriranno i primi provvedimenti annunciati dal governo (Ici, sicurezza, straordinari). "L'andamento delle entrate fiscali non è buono e questo non perché l'evasione da gennaio è ripartita - ha detto - basta guardare all'andamento dell'Iva sugli scambi interni che è negativo perché l'economia va male. Insomma tesoretto zero". Alla domanda se il governo avvierà una due diligence sui conti pubblici Tremonti ha spiegato che "sui conti c'é un controllo assoluto. Ci sono molti occhi sopra. Chiederemo quindi agli istituti nazionali e internazionali una valutazione aggiornata. Nei documenti dell'Ue c'é la parola 'rischio' su tante voci, chiederemo di discutere insieme i numeri di chiusura del 2007 e 2008 che purtroppo non sono buoni". Ma dove troverete le risorse? "Qualche idea ce l'ho, ma non la dico adesso. Siamo in una stagione non buona, ci saranno problemi e una situazione non facile. Non per colpa del governo Prodi che però ha fatto l'errore di non capire cosa stava succedendo nel mondo. Il governo Prodi è stato imprudente. In una stagione buona ha fatto la cicala e non la formica. Più entrate c'erano e più spese facevano".

Tremonti ribadisce la decisione di abolire l'Ici sulla prima casa. Poi si interverrà anche sul caro-mutui che 'strangola' le famiglie italiane. Lo ha detto lo stesso ministro durante la registrazione di 'In mezz'orà di Lucia Annunziata. "Abbiamo detto che azzeriamo l'Ici sulla prima casa. Seguiremo lo sgravio già ipotizzato e chiaramente castelli e ville non saranno compresi nel provvedimento. Ma poi parleremo anche dei mutui".

"Cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata. Se non funziona vedremo": così risponde il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante la registrazione di 'In mezz'orà di Lucia Annunziata alla domanda se Alitalia potrebbe tornare in mano pubblica. Più in generale il ministro spiega di avere avuto poco tempo ancora per 'guardare le carte', ma - afferma - "una cosa è sicura: un conto è fare campagna elettorale e un conto è essere al governo. Per Alitalia saranno seguite le procedure di legge. Ma mica aspetto che arrivi qualcosa dal cielo. One moment - ha aggiunto il ministro - wait a moment. Saremo dentro le procedure di legge e dentro quelle procedure guarderemo le offerte". Ma avremo una nuova Iri? "Io spero di no. L'impegno è per una cordata italiana e molti imprenditori si sono impegnati. Il rischio che la nostra compagnia andasse in mano ad un nostro concorrente nel turismo è stato evitato"

Il primo Consiglio dei ministri "operativo" si terrà a Napoli tra due settimane. E in quell'occasione il governo dovrebbe affrontare tre provvedimenti: l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e un pacchetto sicurezza. Lo ha confermato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti intervistato da Lucia Annunziata durante la registrazione di 'In mezz'orà che andrà in onda domani alle 14,30. "Lunedì - ha spiegato Tremonti - ci sarà il Consiglio dei ministri per completare la squadra di governo. Poi devo andare a Bruxelles (per partecipare all'Eurogruppo e all'Ecofin, ndr). Quindi penso che il Cdm di Napoli non sarà la prossima settimana ma quella dopo (cioé dal 19 al 25 maggio) lì ci sarà il primo Cdm operativo". Tremonti ha spiegato che questo non dipende da tentennamenti nel governo sulle decisioni da prendere ma dal fatto che "non abbiamo ancora la fiducia e la chiediamo al Parlamento questa settimana. Non si fa un decreto senza avere la fiducia". Alla domanda se saranno uno più decreti a tradurre il legge questi primi tre provvedimenti Tremonti spiega che si tratta di "cose che devono essere decise ma si deve agire di colpo e in fretta".

Per il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è "fondamentale cambiare la Costituzione insieme all'opposizione. Non fare più scontri ideologici che sono inutili". Lo ha spiegato lo stesso ministro durante la registrazione di 'In mezz'orà di Lucia Annunziata. "La Costituzione va cambiata - ha detto - perché come è stata modificata nel 2000-2001 blocca il paese". Questa disponibilità nei confronti dell'opposizione non vuole però dire che ci saranno accordi sottobanco: "Certo - sottolinea Tremonti - non ci sarà nessun inciucio". Sempre parlando dei rapporti con l'opposizione Tremonti spiega che anche il centrosinistra ha "più volte detto in campagna elettorale" di voler modificare la Costituzione. Il luogo naturale di questa discussione sarà il Parlamento "che deve tornare ad essere la piazza fondamentale del confronto. Avevamo la bozza Violante che era un testo molto buono" e da lì, fa capire Tremonti si potrebbe riniziare a discutere e poi "dall'autunno dobbiamo anche affrontare il federalismo fiscale".

Il primo confronto fra il nuovo esecutivo e i sindacati sarà sul provvedimento per la detassazione degli straordinari", afferma Tremonti. "Il primo punto di confronto sarà sul provvedimento che faremo a Napoli sugli straordinari. Su quel provvedimento dovremo discutere. Ma penso ci sia una logica di dialogo costruttivo da entrambe le parti". Tremonti avverte però che per quello sugli straordinari, che sarà un provvedimento sperimentale, ci sono dei limiti. "Limiti fondamentali di finanza pubblica e vincoli europei. Abbiamo il terzo debito pubblico più alto del mondo", ricorda Tremonti. Per quanto riguarda sia il provvedimento sull'Ici che quello sugli straordinari Tremonti precisa che "non abbiamo ancora testi scritti. Quando avremo una base di ragionamento la presenteremo. Ci vuole un po' di tempo anche perché quella sul lavoro è una misura che non c'é mai stata in Italia".


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permalink | inviato da nerononpercaso il 12/5/2008 alle 0:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

21 aprile 2008

Giulio Tremonti boccia Draghi e critica la follia del libero mercato

"A occhio è un po' come un'aspirina data per una malattia più grave": Giulio Tremonti, ministro dell'Economia in pectore, non esprime un giudizio tenero sul rapporto del Financial Stability Forum presentato dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, all'ultima riunione del G7. Rapporto in cui si indica la strada per affrontare e prevenire le crisi dei mercati finanziari. Ma per il futuro inquilino di via XX Settembre si tratta di una ricetta "non sufficiente", perché si affida a "strumenti vecchi e fumosi", e "reticente", perché "omette di parlare di nazionalizzazioni e di aiuti di Stato". "Verso un nuovo mondo - afferma - non si può andare con idee e strumenti vecchi". Tremonti ripete più volte ai giornalisti di parlare non come futuro ministro, ma esclusivamente come presidente dell'Aspen Institute Italia, che a Parigi ha organizzato una due giorni a porte chiuse in cui economisti europei e statunitensi si sono confrontati proprio sull'attuale situazione di crisi dei mercati e dell'economia. "C'è la consapevolezza di una crisi generale molto profonda e che non è finita - spiega - Una crisi non solo economica, ma anche sociale, con l'impoverimento del ceto medio, e fatta di tensioni geopolitiche". In questo quadro, per Tremonti, è l'ora di cambiare approccio e di ripensare il sistema dei mercati, ricorrendo a strumenti nuovi e percorrendo vie nuove per generare crescita e sviluppo. A partire da quello che è un suo vero e proprio pallino, vale a dire l'emissione di titoli di debito europeo per finanziare investimenti europei, i cosiddetti eurobond. E per quel che riguarda le proposte contenute nel rapporto del Financial Stability Forum, spiega come secondo lui è un po' come "chiudere la porta dopo che sono scappati i buoi". "Non è un testo che uno poi si va a rileggere. Nelle sue conclusioni - sottolinea Tremonti - non c'è mai la parola nazionalizzazione. Si omette così il passaggio più significativo. Dove si fa l'elenco degli strumenti da utilizzare si parla di iniezione di liquidità e di altre cose fumose. Ma il rapporto è reticente sulla parola chiave 'aiuti di Stato'. Non si parla di 'salvataggi'. E se un rapporto del genere non parla di cose reali, come le nazionalizzazioni che sono state fatte e si faranno ancora, siamo di fronte a quel tipo di cultura, di tecnica, che non basta più per gestire cose che sono cambiate. Verso un nuovo mondo non si può andare con idee e strumenti vecchi". Per il futuro ministro, infatti, "viviamo in tempi non ordinari, ma in tempi straordinari. Non è più - spiega - un problema di crescere dello 0,3 o dello 0,2%. Questo tipo di modellini basati sulle previsioni di crescita dello zero-virgola non funziona più. E tutto il set di strumenti finora applicati alla crisi dei mercati - sostiene - è come la pennicellina portata dagli alleati nel 1945: dopo mezzo secolo non è più l'antibiotico più efficace". Tremonti fa un parallelo con la crisi del '29: ''Tutto avviene fuori da ogni controllo. Ma nel '29 i controlli non c'erano. Oggi ci sono, ma sono domestici, nazionali, dunque insufficienti e inadeguati per fronteggiare i problemi sollevati dalla diffusione dei nuovi strumenti finanziari, come gli equity fund per i quali l'unica regola è non avere regole". 

http://www.ansa.it/

7 aprile 2008

Serve un ordine nuovo

Così Tremonti sostiene la necessità di metter freno al liberoscambismo

Il caos sui mercati finanziari e nel commercio è globale. Per questo serve un nuovo ordine, basato su regole e magari su una nuova Bretton Woods. Giulio Tremonti, in videochat con i lettori del Corriere.it, torna a ribadire le tesi esposte nel suo libro La paura e la speranza. A sintetizzare il pensiero dell'ex ministro dell'Economia dei governi Berlusconi (l'unico ad avere già il posto assicurato in caso di vittoria del Pdl), basta una frase: “Il mercato fin dove è possibile, il governo quando è necessario”. Ma concretamente, chiede un lettore, cosa farà per combattere questo eccesso di "mercatismo"? “Per rispondere cito un esempio. Quando facevo il ministro, in una riunione del G7 mi rifiutai di firmare un documento che citava la formula "free trade" (libero commercio) preferendo la formula "fair trade" (commercio corretto). Alla fine venne scelto un compromesso: "rules based trade", commercio basato su regole. Se tornassi, chiederei di ripristinare quella formula”. Tremonti rifiuta però l'etichetta di "protezionista": “Prima di tutto il protezionismo nazionale in Europa è vietato. Ma si potrebbe fare come l'America. Se c'è un prodotto penalizzato da dumping, concorrenza asimmetrica o sleale, hai il diritto di intervenire. Ne ho parlato spesso con la Bonino. Lei ha chiesto i dazi per i compressori d'aria: ecco, per me ha fatto bene, anche se lei poi si dichiara contro i dazi. Con una precisazione: non è che con i dazi risolvi tutto, ma almeno ti permettono di guadagnare un po' di tempo per affrontare il problema”.

EURO - A proposito della questione prezzi, Tremonti ricorda un suo vecchio cavallo di battaglia: l'euro di carta. “Il passaggio alla moneta unica ha distrutto un elemento fondamentale: la capacità di calcolo della popolazione. La nostra proposta era quella di prevedere, per alcuni anni, una doppia circolazione: l'euro andava bene per i bilanci degli Stati e delle grandi società, ma per comprare una pizza o un paio di jeans bisognava continuare a pagare in lire”.
ARRABBIATO - Qualcuno gli fa notare che appare sempre un po' arrabbiato. “E' che ho fatto il ministro dell'Economia in un periodo molto difficile: gestire il terzo debito del mondo senza essere la terza economia del mondo, e per di più in recessione, ti prova nella psiche e nel fisico...” “Certo - aggiunge il vicepresidente di Forza Italia - è più facile fare il ministro quando le cose vanno bene. Quando però fai il ministro in un periodo difficile, passato questo puoi dire: 'Ho fatto anche delle cose giuste'”.

http://www.noreporter.org/

http://www.corriere.it/






Insomma...anche Tremonti ha capito che il libero mercato è na puttanata colossale, adesso la domanda sorge spontanea....che ci fa ancora in quella fogna?

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