nerononpercaso | nero non per caso | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

 
nerononpercaso 
Hasta la vista antifascista....
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  HOME
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 
  cerca


 

Diario | Cronaca | Politica | Presenti! | Musica | Cazzi miei | Manifesti | Area Cazzeggio | Economia | Notizie varie | Maestri di Vita | Video | la mappa degli inceneritori | pillole ideologiche | Iniziative | Anniversari | Comunicati |
 
"Non cercate altrove, guardate al fascismo, imparate a conoscerlo e lo amerete, studiatelo e diventerà la vostra idea. Né per voi sarà mai una catena ma un vincolo d’amore verso una creazione più grande dell’umanità. Esso sarà per voi e per tutti l’alba di un nuovo giorno." Niccolò Giani "Presto tutte le fabbriche saranno socializzate e sarà esaminato anche il problema della terra e della casa perché tutti i lavoratori devono possedere la loro terra e la loro casa…" Nicola Bombacci
1visite.

16 luglio 2008

a fuoco!

è sempre più crisi, è sempre più capitalismo...




























 



Sono 140 i miliardi di euro andati in fumo nelle Borse del Vecchio Continente. Si chiude così un'altra giornata di profondo rosso per i mercati finanziari, che pagano le conseguenze di una crisi dei mutui subprime ancora lontana dalla conclusione. Il caso dei due colossi dei mutui Usa, Fannie Mae e Freddie Mac, in soccorso dei quali si è mosso il Tesoro degli Stati Uniti, non ha fatto che riaccendere il panico.

A bruciare quei 140 miliardi di euro di capitalizzazione in questo martedì nero dei mercati finanziari sono stati i 600 maggiori titoli quotati sui listini del Vecchio continente. E in profondo rosso hanno infatti chiuso tutti i principali mercati europei. Londra ha finito in ribasso del 2,42% a 5.171,90 punti, il Dax di Francoforte ha archiviato la seduta in calo dell'1,91% a 6.081,70 punti. A Parigi il Cac-40 ha registrato un pesante -1,96%, terminando le contrattazioni a quota 4.061,15.

Numeri da brivido dunque nonostante il recupero finale che ha riguardato un po' tutti i listini europei in seguito al tonfo del prezzo del petrolio, scivolato sotto i 140 dollari al barile. Una caduta improvvisa, che è stata determinata proprio dalle parole allarmanti del numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, che, parlando dell'economia americana, ha detto di aspettarsi rischi al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita.

Previsioni che non hanno certo dato coraggio ai mercati finanziari, ma che hanno almeno avuto l'effetto di ridurre drasticamente, nel giro di pochi minuti, il prezzo del barile, che in mattinata era tornato vicino ai suoi massimi.

A MILANO IL TITOLO PEGGIORE E' PARMALAT
A Milano, maglia nera tra le società a maggiore capitalizzazione è stata Parmalat (-7,81%) che lunedì sera aveva rivisto al ribasso i target 2008 alla luce dell'accentuarsi della crisi economica e finanziaria. In particolare, la società ha precisato che la situazione di rallentamento economico a livello internazionale "ha inciso, in maniera maggiore di quanto previsto nello scorso mese di maggio, sull'andamento economico delle controllate Parmalat Australia e Parmalat Sud Africa". Male anche Seat Pagine Gialle (-5,1%) sulla scia delle concorrente inglese Yell (-7,33% a Londra), su cui ha pesato il taglio di prezzo obiettivo a 55 pence da 140 operato dal Credit Suisse.

Gli ordini di vendita hanno penalizzato Saipem (-4,91%), esclusa dalla lista dei titoli europei preferiti di Lehman Brothers, Buzzi Unicem (-4,79%), Tenaris (-4,45%) e Fastweb (-4,3%).

Pesante Telecom Italia (-4,26%), con il titolo che rivede i livelli del 1998, dopo i problemi emersi in Sud America, con l'arresto dell'ex presidente di Brasil Telecom, e il sequestro di 49 milioni di dollari da parte del Governo della Bolivia. E' stata inoltre un'altra giornata nera per le banche (-3,81% il sottoindice stoxx), depresso dalle difficoltà del settore statunitense e dal tonfo di Fortis (-11,24% ad Amsterdam), su cui sono in corso accertamenti dal parte dell'autorità di Borsa olandese.

A Piazza Affari hanno perso terreno UniCredit (-3,94%), Mps (-3,7%) e Intesa SanPaolo (-3,34%). In controtendenza invece Bpm (+2,02%) dopo che le indiscrezioni sull'esito dell'ispezione di Bankitalia hanno rilanciato la speculazione su possibili operazioni straordinarie in arrivo. Nel resto del listino sono andate a picco Data Service (-12,69%), Eutelia (-11,84%), Risanamento (-11,24%) e Chl (-11,04%). In luce invece Montefibre (+8,28%), Socotherm (+3,79%), e Brioschi (+2,83%).


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. capitalismo finanza

permalink | inviato da nerononpercaso il 16/7/2008 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 marzo 2008

La lenta agonia del capitalismo

 
BORSE EUROPEE, IN FUMO CIRCA 304 MILIARDI DI EURO
In Europa uno scossone che porta i titoli ai minimi dal 2005, e anche in Asia i mercati non potevano reagire peggio al taglio del tasso di sconto di 25 punti base, ora al 3,25%, annunciato dalla Federal Reserve Usa con una mossa a sorpresa a tarda notte che non sembra servitas. A New York la seduta è impostata al ribasso anche se il Dow Jones lima in parte le perdite grazie ai guadagni superiori al 10% di JPMorgan, pronta a mettere le mani su Bear Stearns a un prezzo stracciato che equivale al 90% in meno della quotazione di Borsa della scorsa settimana.

E' poi un'altra seduta di passione per le banche, da una parte all'altra dell'emisfero, con Mitsubishi Ufj Financial scivolata a Tokyo a livelli che non vedeva da febbraio 2004 mentre Ubs (-14% a 24,5 franchi) a Zurigo scende ai minimi da nove anni nonostante i mercati scommettano su un maxi-taglio da un punto percentuale del tasso sui Fed Fund alla riunione della Fed di domani. In Giappone il Nikkei 225 e in Europa il Dow Jones Stoxx 600 sono schiacciati ai livelli del 2005. "Questo mostra l'ampiezza della crisi - commenta un gestore da Parigi - E' come il gioco del domino, sembra non avere fine". E forse anche Abby Joseph Cohen, la mitica analista nota per le sue previsioni rialziste sull'andamento della Borsa, non prevedeva una crisi di queste proporzioni, quando ha lasciato il posto di responsabile Goldman Sachs per le stime legate all'andamento dell'indice S&P 500 a David Kostin.

Quest'ultimo ha messo in conto invece che l'indice S&P 500 potrebbe scendere del 10% a 1.160 punti prima di risalire la china a 1.380 punti a fine anno. Abby Cohen nella sua ultima previsione aveva invece scommesso sull'indice a quota 1.675,0 punti a fine 2008, il che significa un rialzo del 32% dagli attuali valori. Nel Vecchio Continente sono andati in fumo circa 304 miliardi di euro (la capitalizzazione del DJ Stoxx 600 è scesa a 7.090 miliardi di euro). Da inizio anno l'indice paneuropeo ha perso il 20,4% e, in termini di capitalizzazione, significa che i listini europei hanno bruciato 1.817 miliardi di euro. E' il tonfo più consistente dal 21 gennaio, il lunedì nero in cui la sola Europa aveva bruciato 437 miliardi di euro, e della crisi del mercato dei capitali si intravedeva solo la punta dell'iceberg. Su tutti e 18 i mercati nazionali gli indici hanno chiuso in calo con perdite tra il 3 e il 4 per cento. Gli investitori sono settati sul 'panic mode', ironizzano nelle sale operative, mentre nell'epicentro della bufera si trovano i titoli finanziari. Deutsche Bank ha perso il 6%, Bnp il 4,7 per cento. Maglia nera per Siemens (-17%) che ha tagliato di 900 milioni di euro le stime per il trimestre in corso. Una traccia anche per le altre società quotate sul DJ SToxx 600 che, secondo i timori degli analisti, vedranno i loro utili nel corso dell'anno "crescere solo del 3,5% contro le stime a fine 2007 che indicavano una crescita dell'11 per cento".

Nella notte, per scongiurare il fallimento che avrebbe potuto affondare il sistema finanziario globale, la banca centrale Usa ha concordato di sostenere con fondi per 30 miliardi di dollari massimi la copertura degli asset di Bear Stearns con maggiori problemi di liquidità, ed ha annunciato provvedimenti d'urgenza per rafforzare la liquidità sui mercati e promuovere il loro ordinato funzionamento, condizioni essenziali per la crescita economica. "L'attuale crisi finanziaria negli Stati Uniti verrà probabilmente giudicata come la più grave dalla fine della seconda guerra mondiale". Lo afferma l'ex presidente della Fed Alan Greenspan, in un editoriale pubblicato oggi dal Financial Times. La crisi, aggiunge, "finirà quando i prezzi delle case si stabilizzeranno e con essi anche i prezzi dei prodotti finanziari collegati ai prestiti ipotecari".

 Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee.
- Londra -3,86%
- Parigi -3,51%
- Francoforte -4,10%
- Madrid -2,81%
- Milano -3,39%
- Amsterdam -3,79%
- Stoccolma -4,07%
- Zurigo -5,02%.

A SORPRESA LA FED TAGLIA COSTO DEL DENARO

La Federal Reserve, con una mossa a sorpresa, ha tagliato il tasso di sconto di 25 punti base, al 3,25%. Lo si legge in una nota.

Con una mossa a sorpresa, la Federal Reserve annuncia domenica (già lunedì 17 in Italia) due iniziative straordinarie a breve distanza dalla riunione del Fomc (il Federal Open Market Committee, il Board di politica monetaria) in programma martedì 18 marzo, dal quale ci si attendeva un taglio robusto dei Fed Fund di almeno lo 0,5%. La crisi di Bear Stearns ha invece spinto Ben Bernanke, il numero uno della banca centrale Usa, ad accelerare i tempi e a decidere manovre destinate a rafforzare la liquidità dei mercati e a promuovere il loro ordinato funzionamento, condizioni essenziali per la crescita economica. In primo luogo, Il Board ha votato all'unanimità di autorizzare la Fed di New York a creare linee di credito, pronte già per lunedì, per migliorare la capacità dei principali operatori di versare risorse al settore delle cartolarizzazioni. Le linee di credito saranno in vigore per un periodo di almeno sei mesi e potranno essere prorogate a condizioni di garanzia. L'estensione del credito ai dealer primari potrà essere fatta sulla base di titoli in garanzia, inclusa la vasta gamma di titoli di debito con investment grade. Il tasso di interesse addebitato su tale credito sarà pari a quello di credito principale, o tasso di sconto, presso la Federal Reserve Bank of New York. In secondo luogo, la Fed spiega di aver approvato con voto unanime la richiesta da parte della Fed di New York di tagliare il tasso di sconto dal 3,5%, al 3,25%, con effetto immediato. Il Board ha inoltre deciso l'aumento della durata massima dei prestiti al tasso di sconto (o anche primary credit) a 90 giorni rispetto ai precedenti 30 giorni.


http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_41015630.html


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. economia finanza

permalink | inviato da nerononpercaso il 18/3/2008 alle 1:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
giugno        settembre
 
 
Meteo Feltre - Servizio gratuito offerto da Meteo Webcam