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"Non cercate altrove, guardate al fascismo, imparate a conoscerlo e lo amerete, studiatelo e diventerà la vostra idea. Né per voi sarà mai una catena ma un vincolo d’amore verso una creazione più grande dell’umanità. Esso sarà per voi e per tutti l’alba di un nuovo giorno." Niccolò Giani "Presto tutte le fabbriche saranno socializzate e sarà esaminato anche il problema della terra e della casa perché tutti i lavoratori devono possedere la loro terra e la loro casa…" Nicola Bombacci
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25 marzo 2008

Maestri di Vita, nona puntata - Ernst Junger

 




ERNST JUNGER (1895-1998) - Eroe decorato della della Prima Guerra Mondiale con la Croce al Merito, patisce la sconfitta del proprio paese e dell'idea dagli "imperi centrali" in lotta con le giovani "democrazie occidentali". Nel dopoguerra milita in vari movimenti restando affascinato inizialmente anche dal movimento nazionalsocialista. Nel frattempo, da filosofo ed entomologo intrattiene relazioni coi più importanti intellettuali tedeschi del tempo: da Schmitt a Heidegger e teorizza la sua "Rivoluzione Conservatrice" scegliendo per sé la via dell'apolitia. Muore a 103 anni, dopo aver attraversato per intero il secolo più denso di avvenimenti della storia.
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CITAZIONI



Il treno si ferma a Bazancourt, piccola città della Chamrpagne. Scendemmo. Con rispettosa incredulità tendemmo l’orecchio al rimbombo lento e ritmato del fronte, a quella melodia da laminatoio che poi, per lunghi mesi, ci sarebbe stata familiare.



Per me ogni passo è un passo verso lo scopo, e vale anche per i passi indietro.



Lo stretto viottolo saliva tra le gigantesche conifere e blocchi di roccia coperti di muschio. Un piccolo ruscello scorreva sul sentiero sotto campane di vetro che parevano bollicine gelate. A destra correva, divisa in molti rami, tra bianchi mucchi di ghiaia, la Teberda, e poi l'Amanaus che viene alimentato dai ghiacciai. Ero allegro, una specie di ebbrezza d'alta quota... Ancora una volta guardai dal fondo della valle i giganti, vidi la cresta, i pinnacoli, i dirupi. Il pensiero volteggiava ardito e nobile tra quelle rocce, misto a un senso di tenebroso terrore della potenza. Questi paesaggi scoprono l'elemento cosmico, mettono a nudo la struttura del mondo.



Oggigiorno è molto meglio essere dei criminali che non dei borghesi.



La più amara disperazione di una vita e' il non essere riusciti a riempire sé stessi, il non essere cresciuti.



Nessuno ormai può negare che il vecchio ordine di cose è insostenibile, né sopravvivono dubbi sull’avvento di nuove forze.



G
randi scuole del pensiero progressista sono contrassegnate dalla mancanza, al loro interno, di qualsiasi rapporto con le forze primigenie. Un autentico rapporto col mondo delle forme non è alla loro portata (...); nell’età borghese, tutto si è liquefatto in idee, concetti o meri fenomeni, e i due poli di questo liquido spazio sono stati la ragione e il sentimento.



L
a vita non può essere ridotta ad una sola dimensione. E' indispensabile intuire, trovare, ancorare a "qualcosa d'altro". Questo è senza dubbio il compito delle religioni, cui ogni persona di senno, anche qualora non ne senta il vincolo, darà nei grandi conflitti il proprio sostegno, là dove, per esempio, esse sono alla mercé del razionalismo ateistico della pianificazione, con tutta la sua arroganza.



L'Anarca è il ribelle singolo, i partigiani sono un collettivo (...). Il Partigiano si muove all'interno del partitismo sociale o nazionale, l'Anarca se ne tiene fuori. Peraltro, egli non può sottrarsi al partitismo, poiché vive nella società (...). Il partigiano agisce ai margini: serve le grandi potenze, che lo equipaggiano di armi e di parole d'ordine.



Un'onda impetuosa mi sollevò e mi gettò avanti con irresistibile violenza. Mi precipitai come un diavolo urlante sulla pianura e mi buttai a capofitto nella mischia. Il mio fucile era carico e tuttavia lo afferrai per il calcio come una clava e incominciai a menar colpi attorno a me, senza distinguere amici e nemici, finché caddi al suolo esangue.



La massa vede riaffermata la propria esistenza, soltanto dal singolo dotato di grandezza.



Le risoluzioni prese nell’ambito del partito nazional-socialista non hanno affatto un’importanza esclusiva per questo partito. Dal momento, infatti, che esso attualmente rappresenta l’arma più forte e temibile della volontà nazionale, ogni sua azione o rinuncia andrà necessariamente a colpire tutte le forze che vogliono contribuire alla affermazione di questa volontà in Germania (...); ma come ci si può assumere la responsabilità di suscitare la parvenza di un fronte comune con forze la cui vicinanza è intollerabile per un partito intitolato ai lavoratori tedeschi?



Quel che importa non è vedere la soluzione, ma l’enigma.


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permalink | inviato da nerononpercaso il 25/3/2008 alle 23:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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