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"Non cercate altrove, guardate al fascismo, imparate a conoscerlo e lo amerete, studiatelo e diventerà la vostra idea. Né per voi sarà mai una catena ma un vincolo d’amore verso una creazione più grande dell’umanità. Esso sarà per voi e per tutti l’alba di un nuovo giorno." Niccolò Giani "Presto tutte le fabbriche saranno socializzate e sarà esaminato anche il problema della terra e della casa perché tutti i lavoratori devono possedere la loro terra e la loro casa…" Nicola Bombacci
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30 aprile 2008

Pierangelo Buttafuoco : commenti alle elezioni

Buttafuoco e il dopo elezioni

Io, sceso dal carro del vincitore

Quel mondo di perfetti brutti ceffi verso la gloria del Campidoglio e i ministeri tutti: auguri e baci

Sceso che sono dal carro dei vincitori faccio ciao con la mano e nel vederli andare via verso la gloria del Campidoglio, di Palazzo Chigi e dei ministeri tutti, canto anch’io nella retrovia dei fatti miei: “Sole che sorgi, libero e giocondo”. E nel mentre che ci troviamo, una volta per tutte, facciamolo sapere ai giornalisti storditi dai troppi bracci alzati nel saluto romano visti il 28 aprile: questa non è una canzone da fasci coatti (sebben fasci coatti siamo), è il “Carmen saeculare” di Orazio, tradotto da Ettore Petrolini e musicato da Giacomo Puccini perché – ebbene, sì – ci fu un tempo dove l’egemonia culturale era tutta zozzona. Orazio era un Sanguineti, Petrolini era un Dario Fo e Puccini, insomma, un Nicola Piovani. Ma senza l’aura immacolata della democrazia.
Sceso che sono dal carro dei vincitori faccio ciao a me stesso bambino quando stretto tra mamma e papà, a Catania, cantavo ai comizi di Giorgio Almirante: “Roma divina, a te sul Campidoglio, ove eterno verdeggia il sacro alloro”. L’ultima volta che questo bellissimo inno è stato cantato è successo quasi undici anni fa, in tivù, a “Sali & Tabacchi”. In un meraviglioso albeggiare al Gianicolo. Cantò il grande Vincino, in omaggio alla sua brevissima militanza tricolore nel raggruppamento della Giovane Italia a Palermo. Negli anni di Paolo Borsellino e di Pierluigi Concutelli. Mandandolo in onda ebbi il brivido della potente marachella. “Se è per questo abbiamo trasmesso anche La Marcia delle Legioni”, mi ricorda Stefano Di Michele. Se solo lo viene a sapere Piersilvio, poveruomo, ci perde la faccia con Fabio Fazio.
Sceso che sono dal carro dei vincitori faccio dunque ciao e tanti baci. Come con Ignazio La Russa che è sbucato fuori apposta dall’auto blu e mi ha detto: “Baciamoci”. Tanti baci e tanti ciao mentre tanta carne di anni passati a fare quelli che fanno schifo a tutti oggi più che mai – più dell’altra volta – si prende la rivincita. E che vincita: come potevano immaginare di farcela quelli della democrazia se poi pensavano di mettere in trappola la destra, la marea e i camerati con un Gianni Alemanno capace di pagare un romeno che facesse uno stupro giusto il tempo di calare l’asso della sicurezza? Così: “Il marcio su Roma”. Manco in una sceneggiatura di Sergio Citti. E ancora ieri, sulla Repubblica, ancora il racconto della “marea” malgrado il principe Carlo Caracciolo sia un estimatore di Alemanno, forse ben più di Carlo Petrini, quello dello Slow Food; malgrado Alemanno abbia quella virtù di essere perfino di sinistra senza essere ideologico.
Sceso che sono dal carro dei vincitori li accompagno con gli auguri e il rewind di anni e anni fa: io e Stefania Prestigiacomo facevamo da madrina e padrino alla campagna elettorale di Fabio Granata, a Siracusa. Un cortocircuito di giovinezza, militanza e politica. E poi dice che la destra è retrograda: il ministro è lei, lei è la bandiera, io, invece, sono sceso dal carro e Fabio, finalmente arrivato a Roma, oggi dovrà vedersela coi lupi moderati e sgamati che gli vorranno soffiare il suo meritato posto di organizzatore culturale per “declinare” così la sua guerra per la bellezza. Il rewind mi riporta alle sere passate con Beppe Niccolai, il profeta del socialismo tricolore, il campione del romanticismo impolitico, il capo di tutti quelli che volevano fare Tabula Rasa quando nel piccolo partito del risentimento – quello di ieri – cominciava ad allignare l’acidità del piccolo orticello dal quale attingere cavoli, carciofi e altre onorificenze ricche di fibre: di quelle che regolano la digestione. Fosse anche dopo aver inghiottito i peggiori rospi. Il rewind colora spassi e frattaglie sentimentali di ottima grana: non era bellissima cosa fare politica e stare in consiglio comunale, provinciale, tentare perfino di entrare in Parlamento, a Palermo, prendere tantissimi voti e non concludere niente? Bellissimo certo, ma sceso che sono dal carro dei vincitori non posso che concedere la soddisfazione. Rubo un troppo privato sms: “I nostri voti andavano sempre in frigorifero ma ora ci siamo rifatti. Chissà se lassù lui è contento”. Dove per lui non s’intende “lui”, ma i tanti altri “lui”, i bravi fondatori del Msi che sono passati avanti, lassù, e si sono persi questo pomeriggio di sazio.
Sceso che sono dal carro dei vincitori so per certo che il Partito della Libertà – quello di oggi – sarà la negazione dell’estetica ma gli espugnatori, nel prendere possesso dei salotti buoni, dei festival, delle cosucce di potere e delle tivù, sono uno spettacolo così come sono: improponibili. Ha ragione Angelo Mellone, sveglio sciamano delle idee, a lamentarsi: “Da quando La Stampa mi ha definito il Santoro di destra non ho più pace”. Occhio azzurro, piglio guerriero, charme militare, Mellone avrà da mettere a frutto la santa pazienza doppia: quella per i ruffiani e quella per lo spoils system zoppo. Sarà sempre zoppo mr. Spoils. Se la prima stagione del berlusconismo in Rai per Alleanza nazionale fu solo ricotta di zoccole, quella della destra alla prova del potere culturale nell’epoca del Cav. III, al meglio sarà solo sostituzione di figurine. Ha proprio ragione Mellone. Sarà un fiorire di Dandini di destra, di Ammanniti di destra, di Montezemolo di destra, di Mieli di destra, di un Secolo d’Italia di destra perfino: a furia di scoprire come propri, i miti della sinistra, Luciano Lanna, il grande guru di quel capolavoro che fu “Fascisti immaginari” dovrà nazionalpoppizzare tutto al contrario. E cominciare col dire che la Resistenza è come la Corazzata Potemkim: una boiata pazzesca.
Giusto adesso che sono sceso dal carro mi sono perso il capolavoro di un Silvio Berlusconi che giustamente il 25 aprile se lo festeggia con Peppino Ciarrapico, ma va bene così, l’Italia brontolona della religione civile antifascista chiude bottega nel frattempo che il Pdl, purtroppo, calerà le braghe alla Patria per farla puttana a disposizione dei padroni forestieri peggio di quanto avevano fatto quelli del Cln con masticogne e sigarette. Sceso che sono dal carro dei vincitori capisco e comprendo quanti lunedì ventotto aprile, dopo la messa in memoria di Benito Mussolini, sono poi andati a festeggiare Alemanno. Detto questo, questo non è fascismo, solo gli indipendenti e molto professional ciuchi della stampa estera possono ancora credere alla stupidaggine del luogo comune. Detto questo, infatti, questo è solo un infarto. Gli è che la linea di confine della Corazzata Potemkim è stata oltrepassata: il carro dei vincitori in fuga verso la gloria del Campidoglio, di Palazzo Chigi e dei ministeri tutti, si lascia alle spalle la boiata pazzesca di un intero libro di potentissimi tabù, primo tra tutti quello della consuetudine al potere della casta dei socialmente presentabili. Già da ieri, a Roma, ci sono almeno tremila disoccupati di lusso, tutti quelli dell’establishment, quelli che danno del tu ai direttori dei giornali, quelli che fanno colazione con i capistruttura Rai, quelli che passano da Atene in Toscana e fanno andata e ritorno in tutti i posti giusti: compresa l’anticamera da Gianni Letta. Basterebbe convincere Gianluca Iannone, leader di Casa Pound, a far da solo e da solo riuscirebbe tra assessorati e municipalizzate ad accendere a Roma quelle luci d’eversione e fantasia che alcuni di quelli che stanno sul carro, adesso, vorrebbero di sicuro far divampare, figli come sono di Giampiero Rubei. E’ a maggior ragione in questa era di Cav. III che la grande stampa e il rotocalco enciclopedico dei chi è chi dovrà aggiornarsi. Rubei è quello che ha portato il grande jazz in Italia, magari a suo tempo lo fece perché il jazz lo praticava Romano Mussolini, però lui è il sublime Cesare dell’avanguardia, fu l’allievo di Konrad Lorenz, il creatore dell’Alexanderplatz, il covo dove non potendo recitarci dentro (suonavano e recitavano i grandi artisti lì) si recitava fuori. Con tanto di urla del vicinato. Ed era così automatico il momento dello spettacolo che toccava ripetersi, in petrolinate, anche nei campi scuola del Fronte della Gioventù, l’epoca quella in cui Maurizio Gasparri aveva il baffo, Teodoro Buontempo dormiva dentro la sua Cinquecento e l’unico rapporto organico con l’editoria era il ciclostile. Era il partito quello – quello stesso che Gianfranco Fini ha cancellato appena ieri con un colpo di penna per portarsi al livello del predellino di Silvio III – quel partito dove si aggiravano le facce improbabili della plebaglia meridionale, dei notabili ciociari, dei burini danarosi, degli studenti col tricolore, dei reduci di Salò e anche dei tanti in ritardo con l’attualità, alcuni dei quali fino a ieri rimasti in quota a Daniela Santanchè per chiederle “convegni sul corporativismo e la socializzazione”. Naturalmente Berlusconi saprà digerire tutto ciò. Di quel mondo fatto di librerie estemporanee e di magnifici pazzi, non resterà traccia. E così come il Cavaliere ha realizzato il massimo sogno sovversivo del Sessantotto, “La fantasia al potere”, così porterà a compimento quello che la sempre maledetta Legge Scelba non potè fare: scioglierà, anzi, ha già sciolto nel suo morbido abbraccio il partito. Quello di partito, intendo. Quello fascista.
Ma ora che sono sceso dal carro dei vincitori me la godo tutta la nostalgia delle fogne in un pomeriggio romano di tassinari mentre Angelo Sicali, Santo Castiglione e Granata ovviamente, stanno festeggiando con Alemanno. Tutto il gruppo dei rautiani in completamento con la Nuova Destra di Umberto Croppi (artefice con Silvio Leoni della campagna elettorale del sindaco di Roma) e Paola Frassinetti. Insomma, è tutto il nucleo duro degli avversari storici di Gianfranco Fini, giusto per valorizzare la presentazione del gruppo. Se la sono goduta alla grande e non posso che partecipare adesso, dall’angolo dei fatti miei, con le poche armi della simpatia. Nomi, cognomi e facce di un libro tutto nuovo.
A proposito: aggiornamento, aggiornamento degli archivi, sarà comandamento e parola d’ordine per i giornali sul chi è chi della destra nell’era del Cav. III. Vi basti sapere chi è quel meraviglioso Santo Castiglione. Si fregia del titolo di “Gomma!”. E Santogomma! sta a significare che quando sgancia un ceffone lui, cancella letteralmente il ceffonato. E’ un fior di manager lui, oggi, ieri un eroe del quartiere e della militanza ma il carro dei vincitori non può essere solo inzeppato di sciacquapalle e di furbastri, ci devono pur essere i forti di carattere. Quando nei computer di tutta Roma sono arrivate le mail che elencavano i precedenti penali dell’ancora candidato sindaco, magari per timorare i bravi sacerdoti, le anime pie e i benpensanti, nessuno tra i tecnici della comunicazione democratica s’interrogava del contrario: e se fosse una meraviglia votare per i brutti ceffi? La foto più bella di tutta la campagna elettorale è quella del matrimonio di Marcello De Angelis – il senatore, direttore di Area, il musicista – sposato appunto dal non ancora sindaco Alemanno, sposato appena qualche ora prima del responso elettorale. Qualche cretino di giornalista avrà pure avuto cura di prendere e pubblicare i precedenti penali dello sposo, dell’officiante e perfino quelli della sposa, come se fosse proprio un pranzo di gala cambiare la faccia ad un mondo ma la vera foto che ha cambiato tutto è quella di Alemanno trionfante ad una finestra circondato da collaboratori tutti con regolamentare cravatta larga, tutti seri seri e rapati in testa, tutti serrati nella posa della circostanza seria e troppo seria da crapa lucida, tutti quanti risultanti perfetti brutti ceffi. Chissà i commenti: la marea, il marcio su Roma. Come faranno all’Auditorium quando arriveranno questi? E questa volta non basteranno le zoccole a neutralizzarli. Ormai il gioco è scoperto. Né il generone potrà più di tanto. Tutte le stupidaggini che Alemanno potrà fare – e lo diciamo sapendo che non le farà – non saranno imbecillità di destra, ma tipiche stupidaggini di sinistra: ancora qualche Ogm, qualche prudenza democratica, qualche bicchiere con Fuksas. Magari imiterà la sinistra in tema di cultura quando ormai il modello di cultura della sinistra è troppo loffia e vecchia trama di quattro amici in combriccola autoreferenziale, ci penseranno i camerati a far scappare il pubblico dagli eventi con sempre nuovi convegni su corporativismo e socializzazione. Vorrà dire che si spenderanno i soldi per le buche, le periferie e la metropolitana.
Sceso che sono dal carro dei vincitori, col mio di ceffo beato di cose troppo vecchie ormai, sceso che sono anche in compagnia di quelli che non hanno colto l’occasione ma che meriterebbero di starci sul carro – e mi raccomando con mio compare Gasparri: recupera Fabio Fatuzzo! – sceso dal carro, dicevo, so bene che è finita, finita per sempre. Ho una foto ricordo di un 28 aprile di chissà quanti anni fa a Predappio. Ci sono Raffaele Stancanelli e Nino Strano con polo aderentissima e suo solito notevole tratto elegante, e non so che farne. Non c’è che il Silvio III ormai: “Sui Colli nostri i tuoi cavalli, doma. Tu non vedrai nessuna cosa al mondo, maggior di Roma”. Cambiando tutto sono cambiati quelli che non dovevano cambiare mai. Cambiando tutto mi sono permesso di non cambiare, cavallerescamente Francesco Rutelli – che fu un grande sindaco – un bacio se lo merita, ma sceso che sono dal carro dei vincitori faccio ciao con la mano e nel vederli andare via verso la gloria del Campidoglio, di Palazzo Chigi e dei ministeri tutti, dico: ascenda pure il coro. E dunque: “Sole che sorgi, libero e giocondo”.

di Pietrangelo Buttafuoco

http://www.ilfoglio.it/soloqui/212


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permalink | inviato da nerononpercaso il 30/4/2008 alle 15:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 aprile 2008

Cambiare velocità [di Gabriele Adinolfi]

Bilancio post elettorale e pre strategico


Finita la bagarre e svaniti gli auspici della vigilia, così numerosi quanto generalmente privi di senso, si può iniziare a ragionare in virtù di un quadro nuovo. Facciamolo serenamente e non capziosamente, evitando di far coincidere per forza l'analisi con i nostri desideri e proiettando i nostri progetti sul quadro reale. Sarebbe ora che questo modo di ragionare cessasse di essere un esercizio isolato e venisse finalmente concepito come necessità comune.


Plebiscito Berlusconi


Innanzitutto ha stravinto Berlusconi, e con lui Bossi. A ridimensionare il plebiscito non son bastati nemmeno il basso profilo e la campagna al ribasso del PdL. C'è da chiedersi ora cosa farà Berlusconi della carta bianca ottenuta e come cercherà di affrontare la paventata crisi apocalittica del prossimo biennio. Sicuramente non presenterà ricette “democristiane” (chi sostiene che il PdL sia la nuova Dc non ha capito granché). Tra Lega, Tremonti e lo stesso Berlusconi, la linea che si profila è quella di un populismo poujadista (dal nome del partito in cui nacque politicamente Le Pen) e tale vocazione comporta necessariamente più di una linea di scontro oltre a prospettare qualche possibilità interessante in chiave populista ed europea. Staremo a vedere: ma lo scenario non è privo d'interesse


Crack Veltroni


Ha fallito Veltroni. Benché tutti abbiano corso mafiosamente per lui, più ancora di quanto fecero lo scorso anno in Francia per Sarkozy, l'insulso non è riuscito a far altro se non svuotare inutilmente la costola di sinistra. Ora promette un'opposizione corretta ma, a differenza di quanto sarebbe accaduto se lo scarto fosse stato minimo, non ha altre prospettive se non quelle di radicarsi e di lavorare per una campagna di aggressione leninista che sarà spietata e feroce non appena la maggioranza sarà in difficoltà. Il che ci permette d'immaginare ipotetici scenari conflittivi non privi d'interesse e di possibilità d'intervento di qui a un anno e mezzo


Nemmeno Hitler


Chi ha subito la più cocente sconfitta è stata la sinistra più idiota di tutte le epoche storiche (un record davvero strabiliante, eppur raggiunto!); la sinistra del fondamentalismo pacifista, socialdemocratico, gay e alterglobal è riuscita a centrare per i destini del comunismo lo stesso risultato che aveva colto Hitler; per il momento si può dire che sia sparito. La salva soltanto, in prospettiva di ripartenza, l'operato difficile e degno di merito di Ferrando.


Casinisti


I democristiani doc non stanno benissimo. Benché abbiano centrato, unici nel lotto, uno score tale da portarli in Parlamento, i casinisti sono politicamente sconfitti, come giustamente sottolineava ieri Mastella, in quanto non hanno alcun peso né capacità di ricatto e si ritrovano a nuotare a largo senza approdi sperando tanto di non affogare quanto di non essere risucchiati dal governo o dall'opposizione. Se il Vaticano non li ha voluti riconoscere oltre il minimo indispensabile una ragione doveva pur esserci; e infatti c'è: non hanno colto i tempi e sono fuori tempo massimo, un po' come Storace seppur con qualche mezzo in più.



Nostalgie e localismi

Ed eccoci ad altri dati inequivocabili di questa consultazione elettorale, dati che annunciavamo già ieri in chiusura dei seggi, alle 15 in punto, e che riproponiamo. Innanzitutto patendo dall'inconsistenza del “primarepubblichismo”. Nel prevedere la sconfitta dei blocchi “nostalgici” avevamo infatti scritto: “l'attrito dei refrattari che pretendono di fare quadrato solo sulle parole o alzando recinti intorno ai loro ghetti non ha politicamente senso perché non va nemmeno controcorrente, è semplicemente inerte. Ed è così che gli stati maggiori di tutte le minoranze rivoluzionarie o controrivoluzionarie hanno deciso di fare di queste sacche un serbatoio e un pungolo, considerandole quindi una riserva, una retroguardia. Non è un caso se la Chiesa, che la politica la sa fare meglio di chiunque altro, si è rifiutata di benedire il rilancio del partito cattolico e ha preferito affondare i suoi tentacoli in tutti gli schieramenti. Non è neppure un caso se i comunisti si sono accordati con il centrosinistra laddove ci sono gestione reale, denaro e potere da acquisire: nelle municipalità e nelle provincie”. E aggiungiamo che l'identità localista si consolida e si rafforza come attestano i risultati della Lega, dell'Autonomia Sud e della SVP


Il magma e dentro il magma


Ribadiamo che sbaglia chi crede che questo magma grigio e incolore significhi la vittoria finale del capitalismo e del qualunquismo e la fine della storia e/o della politica. Sempre ieri scrivevamo: “le compagini che hanno una tradizione politica da cui prendono le mosse (fascisti, comunisti, clericali, laicisti) hanno dovuto misurarsi con nuovo lessico e con nuova gestualità in un nuovo magma. Solo i più avveduti dei rispettivi schieramenti (davvero pochi per quel che concerne i fascisti) hanno colto il significato di questa mutazione che non è tanto la prova della vittoria del capitale sull'autenticità della vita quanto la cartina di tornasole di una transizione sociale, culturale, economica e persino geopolitica che è l'effetto dell'allargamento - e della configurazione - di diversi blocchi di potenza nello scacchiere mondiale. O, se vogliamo, dell'attrito che viene dalla crisi dell'unipolarismo americano e dalla crescita, su piani diversi e in direzioni diverse, di Russia, Cina, Europa, India, crescita che sta coinvolgendo, travolgendo e sconvolgendo gli stati nazionali a dimensione ridotta. Il movimento magmatico accomuna nel percorso ogni cosa e ogni soggetto ma chi non sia un individualista, un soggettivista, un narcisista, un ombelicocentrico bensì abbia un radicamento profondo, porta con sé le linee di faglia e affila le sciabole per lo scontro, in attesa che la dinamica si completi e apra la strada a nuove possibilità. Ed è così che le minoranze rivoluzionarie o controrivoluzionarie stanno ragionando; che si tratti di comunisti, preti, atlantisti, israeliani, massoni, tutti stanno muovendosi per essere quelli che resteranno in piedi quando la discesa di questa montagna russa sarà conclusa. Dietro accattivanti sorrisi tutti i libidinosi del potere sono pronti a combattersi senza esclusione di colpi; ma questa conflittualità, lungi dall'essere sospesa, viene rimossa dal palcoscenico perché è alle strutture stesse del teatro che si punta.” Lo scrivevamo ieri e lo scriviamo di nuovo oggi.


Sventiamo rigurgiti di strategie della tensione


Passiamo ora agli ambienti politici ritenuti depositari di idee forti. Dell'estrema sinistra abbiamo già detto. Se avesse avuto l'intelligenza e il coraggio di presentare qualche bandiera rossa, dei pugni chiusi, di dipingere falci e martelli, ora sarebbe tranquillamente al livello dell'UdC; nello sbando masochistico di cui è stata vittima si ritrova invece priva di prospettive che non siano di piccolo cabotaggio amministrativo. Ma lo scarso peso contrattuale e la riduzione dei mezzi disponibili non solo rischiano di gettare allo sbando una serie incalcolabile di clan e tribu ma potrebbero dettare qualche cattivo consiglio in chiave di strategia della tensione. Sarà un bene che colà le persone intelligenti vigilino affinché non ci siano ricadute in tal senso e che non esitino a spaccare la faccia ai sobillatori. E comunque perché nell'opposto schieramento non si cada in provocazioni servono una sana e spiccata gerarchia e una logica di sistemi di forze che rompa la sensazione del ghetto e dell'accerchiamento. Per questo compito, che mi sento di poter assolvere in qualche misura io stesso, mi appello ai più responsabili.


L'estrema destra


Passiamo così all'estrema destra. Scrivevo ieri, sempre alle 15, che qualcosa di buono ha fatto, se non altro in maturazione tattica, ed esortavo a brindare con il bicchiere mezzo pieno. Volevo scongiurare uno scoramento privo di senso; ma non voglio neppure che per non scoraggiarsi si finisca col sopravvalutare scelte ed impegni. Di certo l'impegno ha pagato in minima parte anche se il suo risultato principale è più che altro esperienza e spirito di corpo. Per il resto, eccezion fatta di pochi luoghi di radicamento militante, si deve prendere atto di un disarmante determinismo. Nel quadro politico in cui si è fossilizzata la destra d'ispirazione missina e paramissina il valore degli uomini c'entra poco, al massimo questi possono, per stupidità, mancare l'en plein del piccolo capitale a loro disposizione, ma aumentarlo senza un radicale cambio di concezione è impossibile. Tant'è che la Destra Tricolore fa una percentuale praticamente identica a quella di Rauti nel 96 nel dopo-Fiuggi e FN rastrella quella di Fascismo e Libertà + i cani sciolti. Il che significa che esiste un elettorato refrattario che viene attirato dal simbolo; che quello è e che non si muove né si muoverà fintanto che chi pretende di rappresentarlo avrà la solita mentalità gretta del piazzista della cassa di risparmio.
Quest'immobilità è stata dimostrata già alle europee del 2004 quando solo una legge elettorale strampalata e un caso fortutito produssero due europarlamentari mentre l'estrema destra, all'indomani di Gerusalemme, centrava complessivamente la stessa percentuale delle europee del 1999, ovvero non incideva minimamente sulla realtà, incapace di cogliere persino un momento particolaremente favorevole per un'elezione, quella europea, che facilita le scelte ideologiche. Insomma cos'è cambiato a un decennio circa dalle prime espressioni post/fiuggiane? Che la rifondazione missina è diventata una rifondazione missino/alleanzista e che l'estremismo fascista è diventato un estremismo cattopopulista. Ovvero: marcia indietro a tutto raggio.


Piantiamola con la litania dei cornuti


Quindi a mio avviso, malgrado la possibile affermazione nella provincia romana del cartello Fiamma-Buontempo, che comunque nascerebbe da altre fondamenta, per l'insieme siamo al capolinea; al capolinea di una concezione partitica fondata sul tentativo di capitalizzazione del voto cornuto o, se volete, del voto cornificato. Perché se è vero che il pieno del voto refrattario è stato un buon risultato vista la linea di tendenza (e per merito dei pochi veri militanti ha superato di una trentina di migliaia di voti lo stesso mio pronostico) è pur vero che un governo di "destra" che affronterà una congiuntura difficile o farà miracoli restringendo quindi gli spazi di manovra alla sua destra o farà degli sfracelli che rilanceranno la sinistra. Quindi le prospettive per un partito identico a quello che si è presentato ieri sono di calo se non di crollo. Paradossalmente hanno più avvenire i comunisti postarcobalenici che non le destre tricolori. Pertanto a chi esalta il risultato santanchian/storaciano di ieri e pensa di poter ripartire di lì io dico che si sbaglia di grosso. Dico anche che, per mancanza di dirigenti, di quadri e financo di tempra umana, questo partito nasce morto ed è oggi al suo punto zenit. Non esiterei a cambiar pagina e prospettive.



Rilancio l' S.O.S.

Sempre ieri in chiusura del mio commento a urne chiuse scrivevo: “quand'anche quanto affermo dovesse essere comunemente approvato non sarà assolutamente colto dai più prima di sedici mesi, ovvero quando si metabolizzerà il post-europee. So quindi perfettamente che oggi sto sparando un colpo a salve ma voglio comunque lanciare un S.O.S. che nello specifico è l'acronimo di Strategia, Organizzazione, Stile. Da queste tre qualità è possibile partire, sì da capitalizzare per il bene comune quanto i singoli o le singole comunità hanno offerto fino ad oggi di bello e di concreto; sì da riuscire ad essere presenti nel cuore dei conflitti e da poter contribuire a determinare i nostri destini invece di continuare a subirli per poi sfogarci ululando rabbiosi alla luna.”


Una molla pronta a scattare


Mi riprometto di fare di più e conto tra l'altro di realizzare in breve un documento di proposta programmatica. Per intanto mi soffermo sulle seguenti considerazioni.

  • Il nostalgismo primarepubblicano è finito, non ha prospettive e non ha nemmeno uomini validi per rappresentarlo.

  • Lo scenario che si sta preparando è interessante e ricco. C'è posto e spazio per una minoranza qualificata e decisa.

  • Perché essa si affermi deve innanzitutto partire dai fondamentali.

  • La conditio sine qua non è di smetterla di seguire le parole d'ordine routinarie e d'inseguire somme disinvolte con i refrattari e con gli scarti del teatrino della politica show.

  • Essa deve liberarsi dai condizionamenti psicologici e dai pregiudizi paralizzanti dettati dalla stupidità e dai suoi luoghi comuni.

  • Per giungere a tanto deve approfittare della pausa che il tatrino politicante le offre per richiudersi su se stessa come una molla pronta a scattare.

  • A nulla servirebbe il diluirsi in un liquido annacquante, peraltro periferico. Se si devono stabilire contatti politici spregiudicati è sempre meglio farlo in diretta che non delagarli a dei marescialli che hanno ben altra idea della vita e della guerra.

Per un discorso più articolato rimando alle prossime settimane. Per ora mi limito a questo, e a una valutazione sugli esiti elettorali che alla fin fine mi paiono ottimi perché forieri d'immense possibilità a patto di rompere il gesso in cui ci si è imprigionati e anchilosati.

In alto i cuori e raggianti i sorrisi: voltiamo pagina e cambiamo velocità!


Gabriele Adinolfi



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permalink | inviato da nerononpercaso il 15/4/2008 alle 18:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 aprile 2008

Una sconfitta a metà

Non ce l'abbiamo fatta. Non abbiamo raggiunto il tanto sognato 4%.
Gianluca non è stato eletto, e come lui Giuliano e Piero.
Ma sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno, non mezzo vuoto, il 2,4% che abbiamo ottenuto alla camera e 2,1% al senato non è un risultato da buttare visto che la nostra area politica era abituata allo zero virgola da anni e anni. Erano precisamente 12 anni che non si superava il 2%...scusate se è poco...
Abbiamo lavorato bene, Daniela Santanchè è riuscita a raggiungere il cuore di quasi un milione di italiani, adesso dobbiamo coltivare questo progetto, farlo crescere, con la speranza che questa alleanza con La Destra di Storace vada avanti. Abbiamo dalla nostra anche il Fronte Nazionale e buona parte di Azione Sociale, LA COSA NERA c'è, e spero si uniscano a noi anche i camerati di Forza Nuova, che in questa tornata elettorale si sono alleati con il Movimento Idea Sociale di Pino Rauti e non hanno superato lo 0,3%.
Sorprende, e non poco, il totale fallimento della Sinistra Arcobaleno che s'è ritrovata senza deputati e senza senatori, i comunisti sono fuori dal parlamento per la prima volta da 60 anni a questa parte(godo terribilmente:D).

Le estreme condannate all'extraparlamentarismo...noi al ghetto siamo abituati, adesso voglio proprio vedere i compagni come si comporteranno senza i paraculi dei potenti di turno...

Chi vivrà vedrà, eja eja alalà.


Michele
nerononpercaso







Grafico dei voti de La Destra-Fiamma Tricolore alla camera dei deputati, siamo stati sempre stabili, tra il 2,3% e il 2,5%

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permalink | inviato da nerononpercaso il 15/4/2008 alle 3:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

13 aprile 2008

Comizio Finale al Pantheon di Luca Romagnoli

GRAZIE AGLI AMICI DELLA DESTRA E
GRAZIE AI MIEI CAMERATI DELLA FIAMMA,
GRAZIE AI NOSTRI MILITANTI CHE HANNO SOSTENUTO
CON IL LORO ENTUSIASMO IMPAREGGIABILE, QUESTA NOSTRA CAMPAGNA ELETTORALE.

E GRAZIE A TUTTI NOI
PER AVER NUTRITO DI CONTENUTI INNOVATIVI, IN UNA PAROLA RIVOLUZIONARI, IL NOSTRO PROGETTO

E SOPRATTUTTO GRAZIE ALLA FIAMMA CHE ANCORA UNA VOLTA, CON CARNE E CERVELLO, HA RIAFFERMATO E DIFESO LA STORIA E L'IDENTITÀ

15 MINUTI, MI HAI DETTO CARO FRANCESCO, ME NE BASTANO 10
PER DIRE AL NOSTRO POPOLO PERCHÈ VOTARE PER LA DESTRA-FIAMMA:

INTANTO PERCHÉ LE PIÙ CONCRETE PROPOSTE IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE LE ABBIAMO, AL SOLITO, FATTE NOI.
E ANCHE SEMPLICITA' E FRANCHEZZA È ANCORA UNA VOLTA NOSTRA.
ECCONE POCHISSIMI ESEMPI:

1) ALL'EMERGENZA ABITATIVA RISPONDIAMO CON DIRITTO ALLA PROPRIETA' DELLA CASA ATRAVERSO IL MUTUO SOCIALE.
SI, PROPRIO COSI' SIGNORI BANCHIERI, VOGLIAMO TOGLIERE DALLE VOSTRE MANI I MUTUI USURARI E FAR SI CHE LO STATO, LE REGIONI, EROGHINO MUTUI E COSTRUISCANO CASE DECENTI E AL SERVIZIO DELLE NECESSITÀ DEGLI ITALIANI;

2) AL CAROVITA, DOVUTO ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE, CHE EQUAMENTE SI SPARTISCONO COOP E MULTINAZIONALI E CAPITALISMO ITALIANO,
SOLO NOI ABBIAMO IL CORAGGIO DI CONTRAPOPORRE LA RICHIESTA DEL BLOCCO DEI PREZZI, COME PURE BLOCCO E ANZI RIBASSO DEL TETTO MASSIMO DEI MUTUI BANCARI E DEGLI INTOLLERABILI TASSI USURARI;

3) ALL'IMMIGRAZIONE, RISPONDIAMO CHE NON CI SONO LAVORI CHE GLI ITALIANI NON VOGLIONO PiU' FARE, MA SALARI VERGOGNOSI CHE GLI ITALIANI NON POSSONO PiU' ACCETTARE. ALL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA RISPONDIAMO CHE A CASA NOSTRA NON SI ENTRA SE NON SI HA UN TETTO, UN LAVORO, I MEZZI DI AUTOSOSTENTAMENTO E NON SI SA CHI, PERCHE', E DA DOVE SI VIENE.
ALTRO CHE IL VOTO AGLI IMMIGRATI, NON E' BASTATO LO SCEMPIO DELLA BOSSI-FINI, CHIEDIAMO L'IMMEDIATO RESPINGIMENTO ALLA FRONTIERA DI PROVENIENZA E RIVENDICHIAMO LA PREFERENZA NAZIONALE PER QUELLO CHE RESIDUA DI STATO SOCIALE.

SPIACE CHE ANCHE BERLUSCONI ABBIA SEGUITO FINI SULLA STRADA BECERA DELL'IPOCRISIA ELETTORALE, PERCHÈ, VEDETE, NON SI MENTE SPUDORATAMENTE, COME FACEVA LA PIÙ CLIENTELARE POLITICA CENTROSINISTRORSA ITALIANA:
LO HANNO FATTO ANNUNCIANDO CONTEMPORANEI AUMENTI DI PENSIONI, STIPENDI E RIDUZIONE DELLE TASSE.
LO HANNO FATTO CHIEDENDO UN VOTO UTILE QUANDO E' PALESE ORMAI A TUTTI CHE SONO D'ACCORDO PER GOVERNARE INSIEME.
ALLORA SE NON VOLETE RIVEDERE DINI, AMATO, D'ALEMA, LA BONINO, PERSINO DI PIETRO GIOSAMENTE COLLEGHI NELLO STESSO GOVERNO CON BERLUSCONI, MAGARI CON UN PIZZICO DI CENTRISMO DELL'UDC.

L'UNICO VOTO UTILE E' QUELLO ALLA DESTRA FIAMMA.
UN VOTO "SENZA SE E SENZA MA"

PERCHE SIAMO E POSSIAMO RAPPRESENTARE GENTE CHE PRATICA QUELLO CHE PREDICA

PERCHÈ CHI RINNEGA IL PADRE TRADIRÀ SEMPRE
 
PERCHE SIAMO GENTE CHE VUOLE ANCHE, NON SOPRATTUTTO, MA ANCHE SOGNARE, E SENTIRE

A BOSSI CHE QUALCUNO PREFERISCE COME ALLEATO, SALVO POI SPESSO PENTIRSENE, RICORDIAMO CHE NOI RIVENDICHIAMO LA NOSTRA ROMANITÀ, CON L'ORGOGLIO E LA FIEREZZA DI ESSERE FULCRO DELLA CIVILTÀ INSEGNATA AL MONDO, E SENZA INFINGIMENTI OPPONIAMO LA GRANDEZZA E L'UNITÀ DELLA NAZIONE ITALIANA AI DELIRI PADANI.

PERCHE' SI EVOLVE, SI AGGIORNA, SI CAMBIA, ANCHE, MA NON SI STRAVOLGE E NON SI RINNEGA.

RADICI FORTI CHE NON GELANO, LE ABBIAMO NUTRITE E CONTINUANO E CONTINUERANNO A DARE GERMOGLI NEL FUTURO.

PERCHE' UN MARCHIO DA FUSTINO DI DETERSIVO NON LO ABBIAMO ACCETTATO: NON SERVE A SOSTITUIRE UN SIMBOLO, E COME SE SI CHIEDESSE AD UN CRISTIANO DI TOGLIERE LA CROCE E SOSTITUIRLA CON UN NOME O UN GRAFISMO, NEGANDO LA STORIA SI, MA SOPRATTUTTO I VALORI , LA FEDE, E LA PROSPETTIVA.

GLI ALTRI PROPONGONO SOLO UN MARCHIO, DA DETERSIVO DICEVO, PERCHÉ DEVE SERVIRE A LAVARE COSCIENZE, DEVE SERVIRE PER SMACCHIARE TRADIMENTI E DILUIRE BUGIE E CASTRONERIE DI QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE E FORSE DI SEMPRE.

CHIEDO AGLI ELETTORI DI AVERE IL MAGNIFICO CORAGGIO CHE HANNO AVUTO, HANNO, E AVRANNO SEMPRE I NOSTRI MILITANTI, DI PORTARE LA FIAMMA NON SOLO NEL CUORE, MA NELL'ATTIVISMO.
CHIEDO AGLI ELETTORI DI AVERE IL CORAGGIO CHE ABBIAMO AVUTO NOI. PERCHE' ABBIAMO IL CORAGGIO DI GUARDARVI NEGLI OCCHI E DIRE ANCORA UNA VOLTA : "NON HO TRADITO!"
IL CORAGGIO DELLE IDEE, DELL'IDENTITÀ, DELL'ASSOLUTO VALORIALE DA DIFENDERE E RILANCIARE.
PER DIMOSTRARE ANCORA UNA VOLTA CHE C'E' UNA FIAMMA CHE RIMANE E RIMARRA' SCOLPITA IN TANTI CUORI A SCALDARE SENTIMENTI E NUTRIRE IDEE E PROGETTI.
ORGOGLIOSI DI ESSERE ANCORA GENTE CHE AMA RICORDARE E PRATICARE IL "VINCE SEMPRE CHI PIU' CREDE!"



LUCA ROMAGNOLI

12 aprile 2008

VOTA L'INNO PIU' IDIOTA

 POPOLO DELLA LIBERTA'



PARTITO DEMOCRATICO




Allora, va bene tutto, ma cantare l'inno del PDL davanti all'EUR è un pugno sui coglioni.

CHE SCHIFO!

12 aprile 2008

DOMANI SI VOTA...

...QUINDI NON FATE GLI STRONZI E VOTATE LA SQUADRA DEL CUORE :D:D:D




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12 aprile 2008

Gianluca Iannone racconta la sua campagna elettorale[da VivaMafarka]

da VivaMafarka.com



sono stato circa un'ora a spiegare ad un mio amico pugile come si vota qui a roma.
il soggetto è quello che noi chiamiamo "un bel tamburo".
(tale espressione colorita sta a indicare una persona dalle non facili facoltà di comprensione...)


"come devo fa per votare?"
"allora a roma si vota su 5 schede.
sulla scheda blu barra il simbolo e scrivi DAVENIA, su quella grigia barra il simbolo e scrivi il nome del candidato del tuo municipio.su tutte le altre barra solo il simbolo.chiaro?"
"ma per votare a te come devo fare?"
"devi barrare solo il simbolo"
"su quale?"
" su una delle altre che ti frega! mica fai il voto disgiunto..."
"che è il voto disgiunto?"
"lascia perde, per votare me barri il simbolo sulla scheda rosa."
"rosa?"
"si su quella rosa"
"...e il nome lo devo scrivere?"
"no non lo devi scrivere...barra solo il simbolo e mi hai votato."
"e per il comune?"
"il comune è la scheda blu.barri il simbolo e scrivi DAVENIA"
"e al municipio?"
"che municipio sei?"
"primo"
"bene barri il simbolo e scrivi DISTEFANO"
"ma di che colore è la scheda?"
"grigia, la scheda è quella grigia"
"ah ho capito...senti ma per votà manolo come devo fà?"
"manolo non lo puoi votare perchè sta alla provincia e non è il tuo colleggio"
"senti io c'ho paura de impicciame cò ste cose..."
"guarda è facile, l'importante e che non sopvrapponi le schede altrimenti quando segni la prima, annulli l'altre per via del materiale della carta."
"oddio, che vuol dì?"
"niente non vuol dì niente.quando ti danno le schede, parti da quella blu
la compili, la richiudi e la metti via.e poi vai avanti così.una alla volta.
non te poi sbaglià!
prima la blu che c'ha la preferenza.
poi la grigia, che c'ha la preferenza e poi tutte le altre."
"e per il sindaco?"
"va automaticamente, non ti preoccupà."
"gianlù te posso di una cosa...?"
"dimmi che cosa c'è che non ti è chiaro?"
"no m'è abbastanza chiaro è che..."
" è che?"
"gianlù io sò daltonico."
--------------------------------------------------


ore 4-00 del mattino.
roma è deserta.
io e pandoro in macchina. e basta.
c'è solo la nostra macchina di ritorno da Firenze...becchiamo un semaforo rosso.siamo stanchi morti.
non c'è nessuno per la strada...

"a Pandò passa che non lo vedi che la città è deserta?"
"c'hai ragione, vado..."

appena passiamo - dal nulla - compare una volante.
e ci saluta:"accostate!"

incredibile...

i 2 poliziotti scendono.
uno va al finestrino di pandoro.
l'altro viene al mio...
"documenti?"
"guardi non ce l'ho, le dò le mie generalità"
"mi segua alla volante"

nel momento in cui scendo dall'automobile, anche pandoro scende.
l'altro poliziotto ha la sua patente in mano.
guarda il documento, poi guarda me e poi riguarda pandoro.
"mi scusi" mi fà
mi giro e gli dico "mi dica?"
"ma lei è il papà?"

resto di stucco.
vabbè che sò vestito in giacca e cravatta ma cazzo!
come se fa a scambiamme per il padre de pandoro!
siamo coetanei cristo!

"basta, non te le dò più le generalità!"
risalgo in macchina
e penso che forse nel mio look c'è qualcosa che non và...
--------------------------------------------------------------------------



cena elettorale in piedi in una villa della roma bene.
quasi ore 20.
mentre io entro, il prode pandoro va a parcheggiare l'automobile.
poso il soprabito e il padrone di casa mi presenta
a tutti gli altri invitati.
sono tutti cordiali e sorridenti.
è una strana  situazione, di quelle che si sviluppano lentamente sempre a metà strada tra imbarazzo e tensione...
la casa è molto bella.
al piano terra, dove stiamo, c'è una bella porta a vetri che apre su un giardino con piscina e noi siamo entrati da lì.
ci sono anche gli altri miei fratelli e anche loro sono candidati e anche loro sono vestiti bene.
sembra una riunione della mafia italo americana.
sorrisi e strette di mano.

improvvisamente un botto alle mie spalle.
SBAMMMMM
la sala è immobile.
tutti guardano alle mie spalle.
nessuno muove un dito.
credo  sia caduto un  cameriere sul tavolo,
 o  qualche signore abbia avuto un malore sbattendo la testa sul tavolino di cristallo...
insomma in 1 secondo la mia immaginazione  galoppa.
ho paura a girarmi...
e allora mi giro di scatto.
e cosa vedo?

vedo la faccia di pandoro schiacciata sul vetro della porta finestra...
era troppo pulita
e non aveva visto il vetro.
e anche dopo la botta non accettava l'idea che là ci fosse una porta...

si stacca.
ha un bozzo rosso fuoco sulla fronte.
il vetro ha l'impronta della sua fronte.
"del ghiaccio presto!!!" urla qualcuno.

la santa teppa, vestita a festa, scoppia   in una risata da osteria.
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i camerati di Napoli organizzano una festa per le nostre candidature.
locale molto bello e tannte persone simpatiche.

io e altri candidati siamo fuori a fumare una sigaretta e a parlare
del più e del meno.
da 20 metri vedo arrivare un uomo con la camminata strana.
è mezzo zoppo.
si avvicina a noi.
ha i capelli tinti.
sarà sulla 60ina.
ha una dentiera da competizione e ha un paio d'occhiali fondo di bottiglia, credo che in realtà sia ceco ma continui a metterli per puro vezzo...
possiede un' orribile camicia con una cravatta da usuraio.
arriva e mi fà:
"tu sei quello brutto dei manifesti?"
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prima notte in albergo a napoli.

"pandò ma te russi?"
"non tanto e poi dipende dai momenti...in generale no.!"
"pandò non russà che me fai sbroccà, c'ho bisogno de riposo."
"vabbè facciamo così: prendiamo un film su sky.
aspetto che ti addormenti te così poi mi addormento io."
"va bene...che film ce stà?"
"prendiamo epic movie, fa ride e una cazzata americana, niente de che ma è l'unico che inizia adesso..."
"vabbè prendilo"

parte il film e, vi giuro, dopo 10 minuti 10
parte pandoro a russare.
ma non è un russare normale.
ha qualcosa di satanico il suo russare.
sembra un'invocazione degli inferi, qualcosa di terribilmente arcano...
non sò come spiegarlo...
è a metà strada tra un grizzly ferito a morte e una jeep gialla che tenta di uscire  dal fango di una foresta pluviale.

vado a svergliarlo
"a pandò ma che fai t'addormenti? guarda che stai a russà!"
"ma che oh? stò svejo, sto svejo..."
ritorno nel mio letto e vi giuro riparte.
peggio di prima.
pare abbia preso la rincorsa.
"aooooooooooooo!" strillo dal mio letto
e lui
"che c'è?"
" come che c'è? hai finito de magnatte sto ragazzino?"
" quale ragazzino?"
"hai finito de russa'?"
silenzio----------------
e riprende a russà.
insomma tutta la notte così.
decido di alzarmi e di rimettermi a dormire un paio de ore la mattina quando
l'idrovora avrà finito il suo lavoro.

sto al computer portatile che mi ero portato
sono le 7 30 e suona la sveglia.
e lui appena si alza mi fà
"già in piedi Già? hai dormito bene?"
--------------------------------------------



seconda notte a napoli

questa volta c'è pure mecojons con noi.
la stanza ha 3 letti.

"pandò stanotte vedi di regolarti..."
"si tranquillo, ieri è perchè ero stanco."
"vabbè riproviamo con la tecnica del film."
"ok.che prendo?"
"fai te basta che mi fai dormire..."

sceglie un film.
lo fa partire e in 5 minuti iniza a russare.
mecojons si gira verso di me con lo sguardo spaventato e fà
"machedavero?"
e io : "da vero si.
daje un calcio, svejalo.fai qualcosa..."

al russare di pandorzo si aggiunge un altro rumore
una sorta di tactactactac
non riesco a capì che cosa è...
accendo la luce e vedo una cosa mostruosa.
pandoro nel sonno, dopo che lo abbiamo svegliato una ventina di volte (giuro)
ha inserito pure il broxismo.
ovvero il digrignare i denti mentre dorme.
quindi nella pausa tra un ronfo possente e l'akltro ha aggiunto il tactactactac
un metronomo impeccabile, direi.

mecojons è immobile nel suo letto con un cappellone di lana.

ho capito come andrà anche questa notte.
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terza notte a napoli.
stesso albergo, stessa stanza.

TOC TOC
"chi è?" dico io
" a gianlù sò pandoro"!
"dimmi?"
"come dimmi? fammi entrà che devo dormì qua!"
"ah sì e chi cazzo te l'ha detto che devi dormì qua?"
"e dove dormo?"
"dove capita...ci vediamo domani mattina e mi raccom,ando:puntuale."

i camerati di rieti presenti anche loro nell'albergo impietositisi  l'hanno poi accolto nella loro stanza.
maledetto buonismo strisciante.
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con pandoro in 23 giorni abbiamo bruciato 27.000 km.

è stata una campagna elettorale senza precedenti, almeno per quanto mi riguarda.
abbiamo dato tutti, tutto il possibile che c'era da dare.

dobbiamo aspettare e vedere il risultato, in base al quale articoleremo il nostro nuovo percorso e vedremo il da farsi.
certo è
che sono orgoglioso di tutti voi e di tutto quello che avete fatto
e di COME lo avete fatto.
avere amici e  camerati così ripaga da tutte le amarezze e i sacrifici di questo periodo massacrante.

ringrazio pure tutti quelli che mi hanno invitato in giro per l'Italia e che non ho potuto raggiungere per appuntamenti precedentemente presi...sarà per la prossima volta.

a chi mi chiede sondaggi o previsioni dico
"comunque vada sarà un successo"

In questo periodo ho riflettuto molto e credo che quanto prima
sarà necessaria una riunione nazionale di cp.
sono convinto che  avremo tutti un gran bel da fare, a prescindere dal riscontro elettorale.
quindi tenetevi pronti e mi raccomando come sempre
tutti carucci e tutti pettinati
che si va in guerra. Wink
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"a pandò ce la facciamo ad arrivare a pesaro in tempo?"
"certo che ce la facciamo..."

nello stereo della macchina suona la grande ELLA e mentre guardo il lungo mare mi addormento...

mi risveglio in mezzo alla neve a 2.000 metri d'altezza con i rammstein.
"a pandò ma ndo cazzo stamo?"
"me sà che ho sbajato strada..."

ecco signori chi è il signor pandoro.
un sabotatore.
altrochè...
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:D

12 aprile 2008

Voi siete qui...

Ho fatto un test politico ed ho capito di essere proprio NON CONFORME :D

http://www.voisietequi.it/index.html



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:-0008n


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9 aprile 2008

Comunicato stampa segreteria Azione Sociale

 

Comunicato Stampa


I valori e le idee si difendono non si svendono

A nessuno sarà sfuggito come Azione Sociale, in questa campagna elettorale che va concludendosi, sia stata del tutto oscurata. Ciò è dovuto alla scelta compiuta dal suo Segretario che ha deciso di aggregarsi al PDL per la lucrosa comodità delle poltrone. Garantendo esclusivamente se stessa e pare un suo amico, sconosciuto ai militanti di partito.
Più che di un’aggregazione si è trattata di una vera e propria svendita che ha lasciato confuso l’intero Movimento in tutte le sue componenti.
Per tali ragioni molti del movimento politico Azione Sociale, a partire dall’uscente capo della segreteria nazionale Lino Guaglianone, aderisce a La Destra in attesa, ad elezioni avvenute, di ricomporre le fila in termini di organizzazione per ridare ai suoi militanti la dignità che loro compete e che qualcuno ha creduto possibile calpestare.

Per non tradire i militanti e soprattutto i valori etici e politici che sono alla base del nostro agire.
Per non dissolvere e cancellare la nostra Azione in una nebulosa post democristiana.
Per non accasarsi al centro della ricca magione berlusconiana.
Per non seguire Fini nella scelta della “politica senza ideali”.

Lino Guaglianone, Corrado Calvi e Roberto Giacomelli in primis (tutti della Segreteria Nazionale) insieme a tanti dirigenti, militanti, giovani e anziani, ispirati e veicolati dalla passione e dall’onore, ai miti, alle radici, ai valori ed ai simboli della Destra Popolare e Sociale, scelgono “gli ideali senza la politica”, senza medagliette, senza emolumenti, senza macchine blu, senza privilegi.
Scelgono di restare a Destra con onore e coerenza, scelgono la battaglia della Destra per l’Italia e per gli Italiani.

9 aprile 2008

Intervista a Gianluca Iannone su Nessuno TV

 





Grande Gianluca, li hai fatti neri ancora una volta!
Antifascisti ridicoli, come sempre.

sono sempre più orgoglioso di sostenerti e di averti come capo.

Daje Gianlù!


8 aprile 2008

Duello a Destra

 

8 aprile 2008

Spot elettorale La Destra - Fiamma Tricolore

 

27 marzo 2008

Santanchè-Mussolini, scontro a distanza

La leader di Azione sociale: «Per decenza non parli». La controreplica: «Tuo nonno si rivolta nella tomba»

Daniela Santanchè (Emblema)
ROMA - Scontro a distanza tra due prime donne del centrodestra. La leader di Azione Sociale e candidata nelle liste del Pdl Alessandra Mussolini replica a Daniela Santanchè, candidata premier della Destra che martedì ha fatto un appello «a tutte le donne italiane». «Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali». Dura la replica della nipote del Duce, secondo la quale la Santanchè, «per decenza», è l'unica a «non dover aprire bocca sull'argomento poiché rappresenta la perfetta incarnazione della donna "politicamente" orizzontale. Infatti, la sua storia politica - afferma la Mussolini - è l'esempio contrario di quello che una donna deve fare per contribuire all'affermazione della democrazia paritaria».

«RISCHIA IL GROTTESCO» - «Nel partito ove è stata sino a qualche settimana fa (An, ndr) la Santanchè è sempre stata protetta a discapito del merito a partire dalla elezione in Parlamento, sempre avvenuta orizzontalmente grazie ad un posizionamento d'onore nel listino bloccato, l'ultima volta dietro a Fini», ha detto la leader di Azione Sociale.
Alessandra Mussolini (Emblema)
«Oggi, ancora una volta orizzontalmente, in quanto scelta come candidato premier da un protettore politico, ha la pretesa di voler indicare alle donne chi meglio le rappresenta. Non sta certo a me difendere Berlusconi - aggiunge la Mussolini -, del quale sono note la galanteria nonchè il rispetto delle donne in politica come nella società. Fossi in lei eviterei di cercare la polemica con lui su questo argomento: rischia il grottesco», conclude la nipote del Duce.

«SUO NONNO SI RIVOLTA NELLA TOMBA» - Ma la controreplica della alleata di Storace non tarda ad arrivare: «Sarebbe fin troppo facile rispondere, ma per principio non polemizzo mai con le donne. Le italiane - ha spiegato la Santanchè - sanno bene come Berlusconi consideri le donne e c'è tutta una pubblicistica a dimostrarlo. Quanto ad Alessandra Mussolini, credo che suo nonno, Benito, si rivolti nella tomba a vederla fare la valletta di chi ha definito "il fascismo il male assoluto"».

«SO COSA PENSA NONNO BENITO DI TE» - «Proprio stanotte - ha obiettato la nipote del Duce - ho sognato mio nonno Benito e mi ha detto cosa pensa della Santanchè». Una frase che ha provocato una seconda replica della Santanchè, stavolta tramite lettera: «Cara Alessandra, ti rivelo io riservatamente cosa ti ha detto ieri notte nonno Benito in sogno - scrive la Santanchè - Mia amatissima nipotina, non dovevi essere proprio tu e non la Santanchè a ricordare agli italiani, come ha fatto oggi a Napoli con la schiena dritta e il petto in fuori, che senza Mussolini non ci sarebbero stati il salario garantito, l'Inps, i diritti per le donne, Cinecittà, Marconi, Pirandello, D'Annunzio, la grande architettura e le grandi bonifiche? Ti perdono mia carissima Alessandra perché non sai quello che fai e con chi stai anche perché senza Mussolini neppure il tuo Fini sarebbe mai esistito politicamentè. Con comprensione, tua Daniela».


http://www.corriere.it/politica/08_marzo_26/santanche_mussolini_lite_09e7994e-fb39-11dc-be4d-00144f486ba6.shtml





Per Daniela eja eja alalà :K

24 marzo 2008

ORA PIU' CHE MAI, OLTRE!

Sento il bisogno di parlarne, sento che la via si sta perdendo in vizi e pregiudizi inutili.
Mi spiego, siamo in un momento a mio avviso storico per il paese, si sta modificando l'aspetto politico, si stanno imperando scelte dittatoriali di tutti i colori.
Gli estremismi vengono volutamente CACCIATI e relegati all'angoletto senza luce, non per ideologie, ma per mero affarismo di parte.
Il paese ci rinnega, ma al tempo stesso osserva, osserva la nostra perseveranza, il nostro essere presenti, vedere lo spettacolino degli intoppi e misura la nostra durezza agli attacchi.
Momento storico soprattutto per la nostra Area, storico perchè adesso o mai più, ora ci dobbiamo giocare tutte le carte, dobbiamo reagire con la nostra testimonianza e presenza alle infamie delle caste e dei vili rinnegatori.
Area che trova il coraggio di federarsi per alcuni e per altri il coraggio stesso di correre da soli, ma sempre coraggio.
Ora dobbiamo sfruttare per noi la situazione con Storace, dobbiamo portare avanti anche a spinta questo treno, dobbiamo riuscire a far entrare i nostri ragazzi alla camera, persone che godono della nostra stima, che condividono con noi da tempo e ci guidano nelle scelte.
Dobbiamo portare a testa alta questo benedetto risultato, una volta entrati continueremo a fare fronte contro le caste direttamente in parlamento, se perdiamo questa ultima occasione, non ne avremo un'altra.
Allora vi dico, lasciamo perdere le cazzate da gossip, lasciamo perdere la cronaca rosa della Daniela, lasciamo perdere le cazzate con FN, lasciamo perdere proclami e ribaltoni, lasciamo fare ai capaci e lasciamoci dietro gli inutili, andiamo avanti.
Siamo stati degni di attenzione da parte di tutti, in negativo e positivo, abbiamo l'ammirazione anche del nemico storico in determinate occasioni(vedi bolla gf),abbiamo tutti i numeri per intavolare e controbattere,abbiamo una squadra che si è sempre fatta largo senza i soldi di nessuno ma solo con sudore e sangue, onoriamola, restiamo puntati al nostro obiettivo, restiamo con i nervi saldi e sempre pronti alla risposta politica, restiamo concentrati sulla nostra linea, restiamo sempre quelli che siamo per quello che siamo, avanguardia giovane e forte.
Quindi il mio appello è questo, non cadiamo in discussioni da parrucchiera, non cerchiamo lo scontro con altri provocatori di altre forze dell'area, non urliamo allo scandalo sempre per lo spazio concesso o numero seggi, sappiamo e siamo coscenti, che l'opportunità data non l'avremmo avuta in modo differente,quindi sfruttiamola e andiamo dritti al punto:
IANNONE-CASTELLINO-PUSCHIAVO IN PARLAMENTO.
Il resto so chiacchere e azzera la nostra valenza, allora regà DAJE! Andiamo dritti alla meta e pensiamo solo a quella, non sprechiamo energie, non perdiamoci in chiacchere inutili, pensiamo alla gioia di vedere in parlamento persone che hanno condiviso le nostre stesse cose tutti insieme, persone che non si sono mai risparmiate, persone che non devono dire grazie a nessuno se non a noi che siamo stati, ci siamo e ci saremo sempre al loro fianco.
ALLORA ORA PIU' CHE MAI,ANDIAMO OLTRE!

Gianluca,Giuliano,Piero, siamo con voi!




post di camerata fabrizio, da vivamafarka.
ottimo fabrì!!!!


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21 marzo 2008

Fini: se perdo elezioni mi dimetto

 

Fini: se perdo elezioni mi dimetto 

An si scioglie nel Pdl solo con programmi e valori condivisi

Fini:  se perdo elezioni mi dimetto

(ANSA) - MILANO, 20 MAR - 'Se perdo le elezioni il giorno dopo mi dimetto. Pero' e' un'ipotesi di scuola', afferma Gianfranco Fini.'Gli iscritti di An - riferisce - decideranno in autunno se dare vita al Pdl, ma solo se anche Fi e le altre forze politiche avranno valori, programmi e regole condivise'. Nel programma c'e' la revisione degli studi di settore col concorso delle categorie e in base a realta' territoriali. E spiega la candidatura del capo dei tassisti: e' un lavoratore.

http://www.ansa.it/elezioni2008/notizie/2008-03-20_120205041.html







a' Gianfrà....che cazzo dici?
ce costringi a tifà per Veltroni....

20 marzo 2008

Giuliano Castellino online!







http://giulianocastellino.splinder.com/

20 marzo 2008

Io tifo Gianluca Iannone

 


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17 marzo 2008

Anche il Fronte Sociale Nazionale con La Destra - Fiamma Tricolore

 

Fronte Nazionale


LA DIREZIONE NAZIONALE DEL FRONTE RATIFICA LA PROPOSTA DI ACCORDO CON IL MOVIMENTO “LA DESTRA”



In seguito ai colloqui intercorsi nei giorni scorsi, con la dirigenza del movimento “La Destra”, la Direzione Nazionale del Fronte, che si è tenuta domenica 16 marzo 2008 a Roma, ha deliberato quanto segue:

La Direzione ratifica la sottoscrizione dell’accordo con il movimento “La Destra”;

L’accordo, inizialmente prevederà un “patto federativo” e avrà come base un documento di politica sociale e nazionale;

Mercoledì 19 marzo a Roma, sarà sottoscritto l’accordo, cui farà seguito una conferenza stampa dove verranno spiegati i contenuti dello stesso;

Il tesseramento 2008

Che, in previsione di un futuro Congresso, che porti all’unità dei soggetti identificati sulle posizioni nazionali e sociali, enunciati sul documento dell’accordo di cui al punto 2, la Direzione Nazionale autorizza la possibilità del doppio tesseramento “Fronte Nazionale” e “La Destra”.

Roma 16 marzo 2008


LA DIREZIONE

Fronte Nazionale






http://www.frontenazionale.it/Nel-Territorio/133.html

 

14 marzo 2008

Programma di Gianluca Iannone

 






1. Per la riconquista nazionale
 
La nazione italiana deve tornare ad essere un organismo avente fini, vita e mezzi d’azione superiori, per potenza e durata, a quelli degli individui, divisi o raggruppati, che lo compongono. Deve tornare ad essere una unità morale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato.
 
Lo Stato che vogliamo è uno Stato etico, organico, espressione e riferimento spirituale della comunità nazionale. Il suo primo compito è quello di riaffermare e riconquistare la sovranità e l’autonomia minacciate da poteri forti, di natura privata ed internazionalista.


 
2. Per la sovranità popolare, contro i Poteri Forti.
 
Nella fase attuale, detta di “Globalizzazione” si assiste ad una vertiginosa presa di potere di strutture sovranazionali, internazionaliste, di natura privata, che impongono una dittatura di classe sulla nazione, svuotano di autorità le istituzioni e privano i cittadini di ogni forma reale di partecipazione e decisione nella vita pubblica e politica. Rivendichiamo il riscatto dell’idea romana di cittadinanza contro la riduzione allo stato di sudditi. Sovranità popolare e nazionale!


 
3. Per un controllo pubblico delle banche.
 
L’emissione della moneta è stata scippata alla Comunità Nazionale a favore di gruppi privati che espropriano il bene pubblico con privatizzazioni pilotate, tengono sotto strozzo i cittadini, distruggono il risparmio, moltiplicano il debito e devastano lo Stato Sociale.
 
Le banche – tutte private! – sono diventate inoltre un organo di controllo e di riscossione delle tasse.
 
Contro il vampirismo finanziario, proponiamo:
 
Sovranità nazionale sull’emissione delle banconote.
 
Proprietà Statale di BANKITALIA.
 
Controllo politico sulla Banca Centrale Europea da parte della Comunità Europea.
 
Istituzione di una Banca Nazionale Etica.
 
Messa fuorilegge dell’usura intesa come crimine contro l’umanità.



 4. Mettiamo il guinzaglio alle Multinazionali e rilanciamo la produzione italiana ed una Europa AUTARCHICA.
 
Le crisi economiche sono in massima parte dovute alle politiche anarchiche delle Multinazionali e al falso mito del Libero Mercato. La dittatura del WTO (organizzazione internazionale che impedisce lo sviluppo di politiche economiche a favore della propria nazione) ci obbliga a subire la disoccupazione, la precarietà, la proletarizzazione e l’immigrazione forzata e incontrollata. Noi crediamo al contrario in una Europa forte, Autarchica, che abbia un proprio mercato interno regolato dalla politica, che non esponga i lavoratori europei alla concorrenza di paesi le cui popolazioni non hanno le stesse tutele, orari di lavoro e salari dei lavoratori europei.
 
Contro il Frankenstein delle Multinazionali proponiamo:
 
Politica autarchica integrata nell’area europea.
 
Protezione dei mercati nazionali dalla concorrenza di chi sfrutta la forza-lavoro (vedi Cina e articoli delle Multinazionali prodotti nel Terzo e Quarto Mondo) ovvero impedire il commercio con quelle nazioni in cui i lavoratori non hanno le stesse tutele e garanzie dei lavoratori europei.
 
Istituzione di un’autorità di regolamentazione delle pressioni del Libero Mercato.
 
Rilancio della produzione nazionale, impedita d’autorità dalle dittature del WTO.
 
Bloccare le delocalizzazioni: a chi chiude in Italia per spostare la produzione all’estero deve essere impedito di rivendere i suoi prodotti in Italia.


 
 
5. Contro la società multirazzista, fermiamo l’immigrazione obbligata e la guerra tra poveri.
 
La “globalizzazione”, ovvero la dittatura delle Multinazionali, non crea disastri solo da un punto di vista economico e sociale, ma anche umano. Prima della presa di potere delle Multinazionali, per esempio, l’Africa sopperiva ai suoi fabbisogni alimentari autonomamente per il 98%: oggi è alla fame. Si riversano, di conseguenza, in Europa e in Italia milioni di diseredati, affamati e disperati.
 
La politica nei confronti di queste ondate è assurda. Organismi privati, intrisi di pregiudizi ideologici o religiosi (comunisti, progressisti, Caritas ecc) alimentano una guerra tra poveri offrendo favoritismi agli immigrati rispetto agli italiani poveri e realizzando, per compensazione, un’ulteriore ingiustizia che si manifesta in sovvenzioni pubbliche, assistenza medica, concorrenza sleale sul lavoro e sulla casa.
 
In un sistema economico globalizzato le imprese nazionali devono competere con aziende che usano veri e propri schiavi sottopagati per produrre merci scadenti a costi bassissimi. Di conseguenza le imprese nazionali richiedono lavoratori a basso costo (immigrati) per reggere l’urto di questa sleale concorrenza. Gli immigrati vengono volentieri ad accettare paghe da fame che gli Italiani non possono più accettare. Cessare di esporre le nostre aziende a quella concorrenza renderà automaticamente inutile l’apporto di immigrati e tutelerà i nostri lavoratori, oggi scavalcati dai cosiddetti “lavoratori competitivi” per eccellenza: gli immigrati.
 
Contro i gironi infernali della società multirazzista proponiamo:
 
La rimozione della cause dell’immigrazione mediante:
 
A) Cooperazione con le aree economiche extraeuropee atta al loro sviluppo e al riscatto dalla dipendenza dalle Multinazionali.
 
B) Blocco dei flussi immigratori.
 
C) Istituzione di un organismo che controlli che non persistano favoritismi nelle zone sociali attualmente investite dall’ondata d’ immigrazione.
 
Lotta senza quartiere ai negrieri e ai loro complici.
 
Blocco dei fondi destinati alle associazioni parassitarie che dietro alle “politiche d’accoglienza” mascherano i propri interessi economici, religiosi o ideologici.
 
Abolizione di CPT contestualmente al rimpatrio dei clandestini.
 
Ritiro delle licenze e delle autorizzazioni per coloro che sfruttano gli immigrati assunti senza permesso di soggiorno, aumentando così indirettamente la miseria, la disoccupazione e la precarietà fra gli Italiani.


 
6. Garantiamo il lavoro: un dovere sociale.
 
Il Lavoro, sotto tutte le sue forme organizzative, esecutive, intellettuali, tecniche e manuali, è un dovere sociale ed a questo titolo deve essere tutelato dallo Stato. Il complesso della produzione deve diventare unitario, dal punto di vista nazionale, così come i suoi obiettivi che si riassumono nel benessere dei singoli e nello sviluppo della potenza nazionale.
 
La continua rincorsa alla competitività e alla flessibilità del lavoratore può essere bloccata, chiudendo il mercato alle merci extraeuropee prodotte con manodopera ridotta in schiavitù.
 
Contro la disoccupazione, il precariato e lo sfruttamento, proponiamo:
 
Abolizione delle leggi che favoriscono il precariato e la cosiddetta flessibilità. (leggi potere assoluto del capitale sul lavoro).
 
Politiche di protezione dei lavoratori italiani evitando che siano esposti alla concorrenza di lavoratori- schiavi in paesi stranieri che non hanno stesse tutele (giornata di 8 ore, pensione, maternità etc…) o alla concorrenza di lavoratori immigrati costretti ad accettare sempre o il lavoro nero, o il minimo sindacale.
 
Sostituzione del Senato della Repubblica con una Camera del Lavoro che garantisca la rappresentatività armonica di tutte le categorie produttive e lavorative.
 
Rivalutazione del Lavoro rispetto al Capitale.
 
Partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese
 
Rifondazione culturale dell’Umanesimo del Lavoro.
 
Rivalutazione culturale del lavoro manuale, che va retribuito in misura maggiore, garantendo tutte le sicurezze sul posto di lavoro, un minor numero di anni per raggiungere la pensione e un minor numero di ore lavorative settimanali.
 
Progressiva riduzione dell’orario di lavoro a 30 ore settimanali, favorendo l’impiego di tutti i lavoratori italiani.


 
7. Contro lo scippo del futuro, riqualifichiamo la sanità e assicuriamo le pensioni. L'otto per mille alla salute!
 
Le privatizzazioni stanno minacciando anche il riposo dei giusti. Le pensioni sono finite nel tritacarne degli interessi privati. L’Italia, patria dello Stato Sociale e della previdenza pubblica, si sta omologando allo schiavismo anglosassone.
 
E’ vero, il meccanismo pensionistico si è inceppato e con i contributi attualmente versati dai lavoratori sarà impossibile pagare delle pensioni decenti a chi andrà in pensione negli anni a venire. Oltre ad invertire questa tendenza con delle mirate politiche demografiche si può ipotizzare di rendere accettabile la vita di un pensionato futuro intervenendo non sull’aumento della pensione, ma sulla diminuzione delle spese che tutti i mesi rendono insufficiente anche una pensione di 800 euro.
 
Garantire una casa di proprietà a tutti con il Mutuo Sociale, una bolletta energetica ridotta grazie all’energia nucleare nazionale, una Assicurazione Auto Pubblica, una calmierazione dei beni alimentari tramite il controllo dello Stato sulla grande distribuzione, una sanità pubblica efficiente legata ad una industria farmaceutica libera dalle speculazione delle Multinazionali, dovrebbero garantire una qualità della vita superiore a quella attuale anche con una pensione ipotetica di 500 euro mensili.
 
Contro lo scippo del futuro e per evitare di trasformarci in un popolo di barboni, proponiamo:
 
Difesa incondizionata della previdenza pubblica (Inps).
 
Fissazione degli introiti delle pensioni automaticamente rivalutabili al passo del costo della vita.
 
Ripristino della facoltà di prepensionamento a cinquantacinque anni di età.
 
Difesa incondizionata dell’assistenza medica gratuita.
Abolizione dei ticket.
 
Ripristino delle USL pubbliche (oggi ASL, ovvero Aziende!) come presidio territoriale contro le crescente privatizzazione dei servizi. Sopratutto per i disabili psichici, garantendo a tutte le famiglie che ne necessitano le giuste terapie d’avanguardia in maniera assolutamente gratuita.
 
Riqualificazione e ammodernamento degli ospedali pubblici tramite la riconversione degli ingenti fondi pubblici oggi utilizzati per finanziare associazioni inutili e parassitarie.
 
Destinazione obbligatoria dell’otto per mille alla sanità pubblica.
 

Per un un Fisco equo e di sviluppo:
 
1.Mantenimento della progressività dell’IRPEF.
 
2. Introduzione del cosiddetto “coefficiente familiare”: il coefficiente è fondamentale per favorire le donne che preferiscono restare a casa per prendersi cura della famiglia.
 
Facciamo un esempio di due famiglie costituite entrambe da padre, madre e due figli (di 5 e 10 anni):

 
 
 
Si crea così una gravissima disparità nel trattamento fiscale di due famiglie per il solo fatto che una delle due è monoreddito pur avendo entrambe lo stesso reddito totale.
 
Con il coefficiente familiare il reddito verrebbe tassato nella stessa maniera (più favorevole) sia là dove fossero entrambi i coniugi a lavorare sia là dove è solo il marito. Si tratterebbe di ripartire tra entrambi i coniugi lo stipendio di uno solo.
 
3. Detassazione completa dei redditi delle persone fisiche al di sotto dei 15.000 euro per assicurare un minimo vitale pari a 1.250 euro al mese netti a persona.
 
4. Riforma dell’ICI, con detassazione completa della prima casa e con previsione di una super-aliquota per i grandi proprietari (di almeno 4 abitazioni nello stesso comune) che non locano gli immobili posseduti.
 
5. Abolizione dell’IRAP perché colpisce le aziende che hanno proprio nel lavoro la loro maggior voce di costo. Colpire tali aziende significa penalizzare nuove assunzioni ed investimenti nella professionalità dei dipendenti.
 
6. Lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, soprattutto delle grandi imprese e delle multinazionali. Rafforzamento dell’amministrazione finanziaria con previsione di poteri più incisivi in materia di controllo delle grandi imprese.


 

 8. Garantiamo il diritto alla maternità e alla vita.
 
La pianificazione delle Multinazionali e dei funzionari comunisti prevede, tra l’altro, la morte demografica dell’Italia e dell’Europa. Il caro-vita, la svalutazione dei salari, l’impossibilità di reperire un alloggio ci hanno avviato alla nascita zero.
 
Contro la scomparsa dell’Italia proponiamo:
 
Creare un ente Maternità e Infanzia strutturato in maniera capillare e locale che si occupi della salvaguardia della madre e dei nascituri, che assista in ogni sua fase la gravidanza, garantendo il giusto numero di ecografie, una assistenza ginecologica gratuita e di alta qualità.
 
Propaganda pubblica della cultura dell’allattamento al seno e
distribuzione di latte in polvere prodotto dall’industria farmaceutica di Stato.
 
Difesa a oltranza dell’assistenza pediatrica gratuita per tutti.
 
Pubblico salario materno fino all’età scolastica. Stabilendo il principio che finché lo Stato non si occupa del bambino (asili nido, scuola materna etc) la madre deve poter rimanere in casa con il piccolo percependo un salario pubblico senza perdere il lavoro precedente alla gravidanza.
 
Costruzione di asili nido pubblici presenti capillarmente sul territorio con preferenza nazionale d’accesso.
 
Incentivo economico per le famiglie numerose.
 
Sostegno per le madri nubili.
 
Accesso immediato alla casa di proprietà mediante l’Istituto del Mutuo Sociale per chi aspetta un bambino.
 
Contro il sessismo ed il femminismo, proponiamo: la partecipazione attiva delle donne al mercato del lavoro, una maggiore capacità di rappresentanza politica, la difesa del benessere e dell’integrità fisica, l’acquisizione di una cittadinanza attiva. 


 
9. Tagliamo le mani dei privati protese sui beni nazionali ed essenziali (trasporti, telecomunicazioni, acqua, risorse naturali, energia e salute).
 
Le privatizzazioni, o meglio gli espropri finanziari da parte di alcuni gruppi di privati, dopo aver fagocitato i trasporti, le telecomunicazioni ecc, stanno cannibalizzando anche i beni vitali, come le acque, le energie e le risorse naturali. Queste risorse sono di proprietà del popolo, e lo Stato le deve amministrare per garantire la massima efficienza, orientando poi i profitti che ne conseguono verso la costruzione e il mantenimento dello stato sociale, lo sviluppo l’istruzione e la ricerca pubblica.
 
Contro il controllo totale delle nostre stesse funzioni vitali, proponiamo:
 
Nazionalizzazione dei settori delle energie, delle telecomunicazioni e dei trasporti.
 
Nazionalizzazione di tutte le risorse naturali (acqua, gas ecc) e della loro distribuzione.
 
Per impedire le cause di morte dovute agli interessi delle lobby farmaceutiche che dettano legge sul mercato dei farmaci, proponiamo:
 
Forte controllo del ministero della sanità sulle politiche delle case farmaceutiche.
 
Accentramento della Ricerca in veste pubblica al fine di impedire che gli interessi delle case farmaceutiche e degli investitori osteggino le cure alle malattie principali, come oggi, invece, avviene spesso.
 
Politica di estremo rigore contro le speculazioni sulla salute e sulla ricerca.
 
Confronto terapeutico e libertà cosciente e documentata di cura.
 
Nell’ottica opposta agli espropri finanziari (detti privatizzazioni) proponiamo inoltre:
 
Assicurazione RC Auto statale e popolare che sottragga ingenti somme di denaro a compagnie assicurative private. Queste somme devono essere assegnate per il sostegno dello Stato Sociale, lo sviluppo l’istruzione e la ricerca pubblica.


 
10. Riprendiamoci la sovranità energetica.
 
Senza sovranità energetica non esiste sovranità nazionale.
Occorre immediatamente varare un programma energetico nazionale che porti l’Italia ad una autosufficienza energetica, risparmiando milioni di euro che oggi spendiamo per comprare all’estero combustibili fossili altamente inquinanti e peraltro in rapido esaurimento. Perchè tutto dipende dall'energia: casa, salute, progresso, benessere, istruzione, pensione, lavoro, figli. Senza energia, con poca energia, con cattiva energia, noi sprofonderemo di nuovo nella condizione miserevole da cui gli altri popoli poveri e sfortunati cercano disperatamente di emergere.
 
Contro la sottomissione nazionale, proponiamo:
 
Nazionalizzazione dell’energia elettrica dalla produzione alla distribuzione.
 
Ritorno all’energia termonucleare.
 
Concreti e decisi finanziamenti delle fonti pulite e rinnovabili: biomasse, solare, eolico, fusione nucleare.
 
Concreti e decisi finanziamenti pubblici alla ricerca su: idrogeno, celle a combustibile, celle fotovoltaiche non silicee.
 
Studi di fattibilità per l’introduzione dei biocombustibili.


 
11. Diritto alla proprietà della casa con il Mutuo Sociale. (www.mutuosociale.org)
 
La famiglia naturale ha un tetto sopra la testa. E sotto questo tetto genera figli.
Contro la proletarizzazione forzata, contro l’usura del mutuo bancario e lo strozzinaggio dell’affitto obbligato, contro la speculazione edilizia e il potere arbitrario di pochi costruttori, tutti i nuclei familiari devono divenire proprietari della casa in cui vivono.
 
Contro un futuro in mezzo a una strada proponiamo:
 
MUTUO SOCIALE, ovvero: costruzione diretta da parte dello Stato su terreni pubblici, di case e quartieri da vendere a prezzo di costo alle famiglie non proprietarie a rate mensili non superiori al quinto del reddito, senza passare per il cappio delle banche.
 
Edilizia pubblica stile Ventennio che cancelli dalle nostre città gli obbrobri pseudo/architettonici di stile sovietico realizzati da costruttori democristiani e architetti comunisti al solo scopo di mortificare l’essere umano, creando disagio e ghetto.
 
Cartolarizzazione sociale. Ovvero le case degli enti pubblici possono essere vendute esclusivamente agli inquilini che le abitano, a prezzo di costo e riconoscendo tutti gli affitti versati negli anni come credito d’acquisto.


 
12. Rilanciamo l’istruzione, la cultura e la ricerca: gratuite, universali e rigorosamente selettive.
 
La politica dell’oligarchia punta a creare incoscienza, assenza di memoria ed incultura livellando verso il basso la massa atomizzata d’individui che subiscono una mole di dati informativi e nessuna azione formativa. La complicità degli intellettuali neocons e degli arroganti quanto ignoranti guru cattocomunisti è palese e la loro responsabilità nel disastro educativo è totale.
 
Contro la riduzione dei cervelli all’ammasso proponiamo:
 
Ripristino attualizzato di quella concezione umanistica gentiliana che garantisce la salvaguardia e lo sviluppo delle nostre radici elleno-romane.
 
Riqualificazione dei programmi, dei titoli di studio, delle selezioni e dei gradi di studio.
 
Osmosi tra cultura intellettuale e manuale (avviamento al mestiere, al lavoro ecc).
 
Contro la massificazione e il ritorno della cultura di classe (che vanno di pari passo), proponiamo:
 
Scuola pubblica e nazionale, totalmente gratuita.
 
Educazione comunitaria e nazionale all’interno della scuola.
 
Università gratuita fino al conseguimento della laurea.
 
Selezione rigorosa per il raggiungimento della laurea.
 
Riconoscimento degli anni di scolarità o di accademia nel curriculum personale per tutti coloro che non giungono fino alla laurea.
 
Salario sociale a tutti gli universitari non fuori corso.
 
Istituzione di un Fondo Nazionale dedicato alla Ricerca.
 
Sviluppo della Ricerca Pubblica, contro le Fondazioni private, per impedire la fuga dei cervelli, per competere con la concorrenza dell’India, degli USA ecc e per avviare alla carriera professionale.


 
13. Riprendiamoci la terra, garantiamo i prodotti biologici nazionali.
 
L’indipendenza passa anche per la cultura gastronomica e per la produzione locale e biologica. Queste risorse sono considerate un ostacolo da quelli che intendono uniformarci e colonizzarci fino ad obbligarci all’acquisto dei sementi degli OGM e degli anticrittogamici che inginocchiano l’economia nazionale obbligandolo alla dipendenza. Esattamente come è avvenuto in Africa. L’assenza di una politica nazionale di valutazione dei prodotti agricoli e d’allevamento penalizza alcune fasce sociali e facilita la penetrazione dei concorrenti stranieri.
 
Contro la svalutazione del nostro patrimonio naturale e per non avere un popolo che morirà di fame, proponiamo:
 
L’avvio di una politica statale di distribuzione sui mercati nazionali dei prodotti rurali (caseario, vinicolo ecc).
 
Il sostegno della pesca, dell’allevamento e dell’artigianato.
 
La garanzia delle condizioni biologiche di produzione.
 
L’istituzione di cooperative che raggruppino tra loro corporazioni affini (pastorizia, agricoltura ecc).
 
La realizzazione di capillari punti vendita gestiti dalle corporazioni o dai singoli commercianti, che abbiano la disponibilità esclusiva di prodotti genuini che non saranno disponibili nei supermercati della grande distribuzione privata.
 
L’apposizione dei timbri sui prodotti nazionali con certificazione dell’origine reale (oggi abbiamo prodotti con timbro nazionale che sono prodotti in Cina).
 
L’apposizione obbligatoria della descrizione dettagliata di tutta la catena alimentare (ad esempio, sulla pasta non compare la scritta “conservanti” che sono presenti in origine sulla farina…).
 
L’apposizione di una etichetta che dichiari il prezzo all’origine dei principali prodotti ortofrutticoli e alimentari. Ovvero indicare quanto è stato pagato in origine al produttore agricolo il prodotto, potendolo poi confrontare con il prezzo finale esposto dal supermercato.
 
Iniziative scientifico-culturali per promuovere un consumo moderato dei prodotti di origine animale, soprattutto la carne, che porti alla fine degli allevamenti intensivi che causano enormi sofferenze agli animali, una perdita totale di qualità e l’insorgere di pericolosissime nuove malattie.
 
Il carcere a vita a chi per profitto causa avvelenamenti di massa alterando un qualunque prodotto naturale.


 
14. Il cinema è l’arma più forte, per un uomo sano e colto, per una nazione libera.
 
La cultura, non solo quella scolastica, ma quella di tutti i giorni (sport, media ecc) ha subito un’offensiva massiccia da parte del modello comunista e americano.
 
Mens sana in corpore sano non è solo un motto ma un comandamento!
 

Contro la distruzione della nostra anima e contro l’invasione della tronfia obesità alla Mc Donald’s e alla MTV, proponiamo:
 
L’elevazione negli istituti scolastici a materia di prima importanza dell’educazione fisica (detta anche psicomotricità), con l’aumento consistenze delle ore dedicate alla materia e la pratica delle discipline olimpiche.
 
La costituzione di impianti sportivi, aperti e chiusi, in tutte le scuole e in tutti i quartieri.
 
Sostegno statale a favore degli atleti meritevoli.
 
Sottrazione dello sport dalle “finalità finanziarie”(quotazione in borsa ecc).
 
Azione sistematica per controbattere i monopoli mediatici sullo sport.
 
Regolamentazione dell’invasione di campo della pubblicità sui programmi televisivi.
 
La supervisione preventiva da parte del C.O.N.I. dei programmi trasmessi al fine di evitare che siano veicoli di messaggi disgreganti, diseducativi, antinazionali o faziosi.
 
Rilancio della cinematografia italiana in sinergia con le principali cinematografie europee fino a proporre concorrenza culturale alla mitologia hollywoodiana.
 
Promozione, nell’ottica fin quì espressa, di un Ente Europeo di Coproduzione Cinematografica.


 
15. L’arte e la natura siamo noi.
 
L’ambiente siamo noi e viceversa. Il vero problema non è “non inquinare” bensì respirare insieme al cosmo. Il fondamentalismo verde, come ogni altro fondamentalismo, ha imposto una serie di luoghi comuni, non sempre veri, anzi spesso infondati, neutralizzando in partenza ogni politica ecologica alternativa e realista.
 
Contro lo sradicamento dell’uomo dal suo territorio e dal suo cielo, proponiamo:
 
Sviluppo di tutte le culture biologiche.
 
In chiave internazionale sostegno della tendenza espressa dal trattato di Kyoto.
 
Riqualificazione delle coste marittime e dei corsi fluviali (con contestuale divieto di privatizzazione del demanio).
 
Sviluppo del trasporto merci navale e via treno.
 
Sviluppo di un sistema di comunicazioni e di trasporti che riqualifichi la vita nei paesi, nei villaggi e nelle cittadine.
 
Istituzione dell’informatizzazione totale per sopperire agli ostacoli burocratici che implicano una mole costante di spostamenti via motore del tutto evitabili.
 
Completamento ad opera dello Stato di tutte le grandi opere che (contrariamente ai dogmi verdi) snellendo i trasporti riducono l’inquinamento (Tav ecc).
 
Potenziamento dei parchi e delle riserve naturali avviando l’educazione alla “partecipazione” al parco.
 
Ripopolamento delle faune a rischio.
 
Potenziamento del corpo forestale, del corpo alpino.
 
Sostegno incondizionato dell’alpinismo, del subacqueo, del paracadutismo e di ogni attività legata direttamente alla natura.
 
Rivalutazione, riqualifica e divulgazione del patrimonio artistico che renda partecipe ognuno nella sua quotidianità. In controtendenza rispetto alla cultura-museo.
 
La condanna e la messa fuorilegge di qualsiasi tipo di pelliccia naturale.


 
16. Assicurare la Giustizia sulla base del Diritto Romano.
 
La sudditanza generale va di pari passo con la cancellazione del Diritto Romano. Per passare dalla decadenza alla civiltà si deve recuperare la dignità giuridica romana.
 
Contro la sudditanza e per la giustizia, proponiamo:
 
Separazione delle carriere nell’ambito della Magistratura (giudice ed accusa devono essere espressioni rigorosamente separate).
 
La separazione reale dell’attività investigativa da quella giudicante.
 
L’indennizzo delle ingiuste detenzioni.
 
Applicazione totale del decreto legge Castelli in ambito di Magistratura.
 
Nuovi concorsi pubblici per la Magistratura.
 
Per i processi di evidente taglio politico o sociale istituzione di un Tribunato del Popolo che partecipi ad ogni grado del procedimento.
 
Accorciamento dei tempi processuali e annessi (prescrizione ecc).
 
Garanzia di tempi brevissimi per i processi civili con indennizzo delle parti lese (che spesso vanno sul lastrico) a carico del Magistrato negligente nel caso di prolungamenti ingiustificati del procedimento.
 
Stretta regolamentazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali
 
Rigetto di ogni pratica che presenti vizi di forma.
 
Depenalizzazione di tutti i reati ideologici, associativi e d’opinione.


 
 
17. Assicuriamo i mezzi di difesa alla nostra sovranità nazionale.
 
L’Italia è nell’Alleanza Atlantica; vi si trova per gli esiti dell’ultima Guerra Mondiale e per la lunga Guerra Fredda. Essendo da tempo terminata quest’ultima per la Caduta del Muro di Berlino e per l’implosione della versione sovietica del comunismo, la partecipazione alla N.A.T.O. ha più un valore di routine che altro. La crescita o la trasformazione di altri soggetti internazionali (Cina, India, Russia, polo franco-tedesco) pongono nuove opzioni per chi voglia essere protagonista del futuro. Chi non se ne preoccupa è destinato a scomparire.
 
Contro la sottomissione nazionale, proponiamo:
 
Creazione di un comando strategico europeo per lo sviluppo di una difesa militare autonoma dell’ Europa in sostituzione della N.A.T.O.
 
Sviluppo e potenziamento dell’aerospaziale italiano ed europeo.
 
Allargamento delle cooperazioni ad est.
 
Ripristino della geopolitica degli “anni Trenta” verso il Mediterraneo e l’Oceano Indiano.
 
Collaborazione attiva (culturale ed economica) con l’America Latina.
 
Potenziamento del nucleo di difesa nazionale.
 
Ripristino della leva obbligatoria per tutti, uomini e donne al compimento del 18 anno di età. Il servizio può essere svolto nelle forze armate o nella protezione civile. Per il servizio nelle forze armate, deve essere creato un settore femminile senza limitazioni d’impiego operativo, ma gestito esclusivamente da donne. Non devono essere previsti riinvi scolastici oltre il diploma. Il servizio militare deve essere un servizio operativo armato sul modello svizzero con richiami quinquennali di addestramento fino al compimento del 45° anno di età.
 
L’italia non deve avere limitazioni su nessun sistema d’arma: dalle portaerei alle armi nucleari.


 
18. Riscriviamo la Costituzione
 
La Costituzione della Repubblica Italiana va riscritta. Essa è opera di uomini che la compilavano all’indomani della guerra civile ed adempivano a quel compito nella scia dei carri armati stranieri. Per un’Italia sovrana, libera e degna, orientata ad essere protagonista delle sfide del Terzo Millennio, riscrivere la Costituzione, sulla base di questo programma, si rivela un compito indispensabile.

7 marzo 2008

ma allora è un complotto......

Nuovo ricorso contro simbolo Destra
Presentato in Cassazione: ma combatteremo, annuncia Storace



(ANSA) - GENOVA, 7 MAR - Un nuovo ricorso sara' discusso domani in Cassazione contro il simbolo della Destra. Ne ha parlato il segretario Francesco Storace. Da Genova il leader della Destra non nasconde il suo disappunto: 'Ci stanno facendo incazzare. La devono smettere con questi tentativi di impedire la presenza della Destra sulla scheda elettorale'. E promette: 'Noi combatteremo. Non ci sono precedenti di una cosa di questo genere!

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-03-07_107194860.html









La Destra: presentato ricorso in Cassazione contro simbolo

07 mar 20:27 Politica

ROMA - "E' stato presentato un ricorso in Cassazione persino contro il nuovo simbolo de La Destra-Fiamma Tricolore". A riferirlo in una nota e' Francesco Storace, che parla di oltraggio alla democrazia. "Da quanto abbiamo appreso - spiega il segretario della Destra - domani la Cassazione decidera' sul ricorso presentato dallo sconosciuto che si e' opposto alla decisione del ministero dell'Interno. Crediamo che sia una vergognosa manovra politica contro di noi. Uno scandalo inaudito. Danni per milioni di euro alla nostra propaganda, che qualcuno dovra' pagare". (Agr) 

http://www.corriere.it/ultima_ora/detail.jsp?id={AC7760DE-873C-4FA3-8B27-D1A918658B29}


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