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18 marzo 2008

La lenta agonia del capitalismo

 
BORSE EUROPEE, IN FUMO CIRCA 304 MILIARDI DI EURO
In Europa uno scossone che porta i titoli ai minimi dal 2005, e anche in Asia i mercati non potevano reagire peggio al taglio del tasso di sconto di 25 punti base, ora al 3,25%, annunciato dalla Federal Reserve Usa con una mossa a sorpresa a tarda notte che non sembra servitas. A New York la seduta è impostata al ribasso anche se il Dow Jones lima in parte le perdite grazie ai guadagni superiori al 10% di JPMorgan, pronta a mettere le mani su Bear Stearns a un prezzo stracciato che equivale al 90% in meno della quotazione di Borsa della scorsa settimana.

E' poi un'altra seduta di passione per le banche, da una parte all'altra dell'emisfero, con Mitsubishi Ufj Financial scivolata a Tokyo a livelli che non vedeva da febbraio 2004 mentre Ubs (-14% a 24,5 franchi) a Zurigo scende ai minimi da nove anni nonostante i mercati scommettano su un maxi-taglio da un punto percentuale del tasso sui Fed Fund alla riunione della Fed di domani. In Giappone il Nikkei 225 e in Europa il Dow Jones Stoxx 600 sono schiacciati ai livelli del 2005. "Questo mostra l'ampiezza della crisi - commenta un gestore da Parigi - E' come il gioco del domino, sembra non avere fine". E forse anche Abby Joseph Cohen, la mitica analista nota per le sue previsioni rialziste sull'andamento della Borsa, non prevedeva una crisi di queste proporzioni, quando ha lasciato il posto di responsabile Goldman Sachs per le stime legate all'andamento dell'indice S&P 500 a David Kostin.

Quest'ultimo ha messo in conto invece che l'indice S&P 500 potrebbe scendere del 10% a 1.160 punti prima di risalire la china a 1.380 punti a fine anno. Abby Cohen nella sua ultima previsione aveva invece scommesso sull'indice a quota 1.675,0 punti a fine 2008, il che significa un rialzo del 32% dagli attuali valori. Nel Vecchio Continente sono andati in fumo circa 304 miliardi di euro (la capitalizzazione del DJ Stoxx 600 è scesa a 7.090 miliardi di euro). Da inizio anno l'indice paneuropeo ha perso il 20,4% e, in termini di capitalizzazione, significa che i listini europei hanno bruciato 1.817 miliardi di euro. E' il tonfo più consistente dal 21 gennaio, il lunedì nero in cui la sola Europa aveva bruciato 437 miliardi di euro, e della crisi del mercato dei capitali si intravedeva solo la punta dell'iceberg. Su tutti e 18 i mercati nazionali gli indici hanno chiuso in calo con perdite tra il 3 e il 4 per cento. Gli investitori sono settati sul 'panic mode', ironizzano nelle sale operative, mentre nell'epicentro della bufera si trovano i titoli finanziari. Deutsche Bank ha perso il 6%, Bnp il 4,7 per cento. Maglia nera per Siemens (-17%) che ha tagliato di 900 milioni di euro le stime per il trimestre in corso. Una traccia anche per le altre società quotate sul DJ SToxx 600 che, secondo i timori degli analisti, vedranno i loro utili nel corso dell'anno "crescere solo del 3,5% contro le stime a fine 2007 che indicavano una crescita dell'11 per cento".

Nella notte, per scongiurare il fallimento che avrebbe potuto affondare il sistema finanziario globale, la banca centrale Usa ha concordato di sostenere con fondi per 30 miliardi di dollari massimi la copertura degli asset di Bear Stearns con maggiori problemi di liquidità, ed ha annunciato provvedimenti d'urgenza per rafforzare la liquidità sui mercati e promuovere il loro ordinato funzionamento, condizioni essenziali per la crescita economica. "L'attuale crisi finanziaria negli Stati Uniti verrà probabilmente giudicata come la più grave dalla fine della seconda guerra mondiale". Lo afferma l'ex presidente della Fed Alan Greenspan, in un editoriale pubblicato oggi dal Financial Times. La crisi, aggiunge, "finirà quando i prezzi delle case si stabilizzeranno e con essi anche i prezzi dei prodotti finanziari collegati ai prestiti ipotecari".

 Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee.
- Londra -3,86%
- Parigi -3,51%
- Francoforte -4,10%
- Madrid -2,81%
- Milano -3,39%
- Amsterdam -3,79%
- Stoccolma -4,07%
- Zurigo -5,02%.

A SORPRESA LA FED TAGLIA COSTO DEL DENARO

La Federal Reserve, con una mossa a sorpresa, ha tagliato il tasso di sconto di 25 punti base, al 3,25%. Lo si legge in una nota.

Con una mossa a sorpresa, la Federal Reserve annuncia domenica (già lunedì 17 in Italia) due iniziative straordinarie a breve distanza dalla riunione del Fomc (il Federal Open Market Committee, il Board di politica monetaria) in programma martedì 18 marzo, dal quale ci si attendeva un taglio robusto dei Fed Fund di almeno lo 0,5%. La crisi di Bear Stearns ha invece spinto Ben Bernanke, il numero uno della banca centrale Usa, ad accelerare i tempi e a decidere manovre destinate a rafforzare la liquidità dei mercati e a promuovere il loro ordinato funzionamento, condizioni essenziali per la crescita economica. In primo luogo, Il Board ha votato all'unanimità di autorizzare la Fed di New York a creare linee di credito, pronte già per lunedì, per migliorare la capacità dei principali operatori di versare risorse al settore delle cartolarizzazioni. Le linee di credito saranno in vigore per un periodo di almeno sei mesi e potranno essere prorogate a condizioni di garanzia. L'estensione del credito ai dealer primari potrà essere fatta sulla base di titoli in garanzia, inclusa la vasta gamma di titoli di debito con investment grade. Il tasso di interesse addebitato su tale credito sarà pari a quello di credito principale, o tasso di sconto, presso la Federal Reserve Bank of New York. In secondo luogo, la Fed spiega di aver approvato con voto unanime la richiesta da parte della Fed di New York di tagliare il tasso di sconto dal 3,5%, al 3,25%, con effetto immediato. Il Board ha inoltre deciso l'aumento della durata massima dei prestiti al tasso di sconto (o anche primary credit) a 90 giorni rispetto ai precedenti 30 giorni.


http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_41015630.html


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permalink | inviato da nerononpercaso il 18/3/2008 alle 1:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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