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"Non cercate altrove, guardate al fascismo, imparate a conoscerlo e lo amerete, studiatelo e diventerà la vostra idea. Né per voi sarà mai una catena ma un vincolo d’amore verso una creazione più grande dell’umanità. Esso sarà per voi e per tutti l’alba di un nuovo giorno." Niccolò Giani "Presto tutte le fabbriche saranno socializzate e sarà esaminato anche il problema della terra e della casa perché tutti i lavoratori devono possedere la loro terra e la loro casa…" Nicola Bombacci
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13 maggio 2008

Il Fascismo e la violenza

 

La violenza non è immorale. La violenza è qualche volta morale. Noi contestiamo a tutti i nostri nemici il diritto di lamentarsi della nostra violenza, perché paragonata a quelle che si commisero negli anni infausti del '19 e del '20 e paragonata a quella dei bolscevichi di Russia, dove sono stati giustiziati due milioni di persone e dove altri due milioni di individui giacciono in carcere, la nostra violenza è un giuoco da fanciulli. D'altra parte la violenza è risolutiva, perché alla fine del luglio e di agosto in quarantotto ore di violenza sistematica e guerriera abbiamo ottenuto quello che non avremmo ottenuto in quarantotto anni di prediche e di propaganda. Quindi quando la nostra violenza è risolutiva di una situazione cancrenosa, è moralissima sacrosanta e necessaria. Ma, o amici fascisti, e parlo ai fascisti d'Italia, bisogna che la nostra violenza abbia dei caratteri specifici, fascisti. La violenza di dieci contro uno è da ripudiare e da condannare. La violenza che non si spiega deve essere ripudiata. C'è una violenza che libera ed una violenza che incatena; c'è una violenza che è morale ed una violenza che è stupida e immorale. Bisogna adeguare la violenza alla necessità del momento, non farne una scuola, una dottrina, uno sport. Bisogna che i fascisti evitino accuratamente di sciupare con gesti di violenza sporadica, non giustificata, le brilllantissime e splendide vittorie dei primi di agosto. Questo attendono i nostri nemici i quali da certi episodi e, francamente, da certi ingrati episodi come quello di Taranto, sono indotti a credere ed a sperare od a lusingarsi che la violenza essendo diventata una specie di secondo abito, quando noi non abbiamo più un bersaglio su cui esercitarla, la esercitiamo su noi o contro di noi o contro i nazionalisti. Ora i nazionalisti divergono da noi su certe questioni, ma la verità va detta ed è questa: che in tutte le battaglie che abbiamo combattuto li abbiamo avuti al nostro fianco.

Benito Mussolini, Rivoluzione fascista, SEB

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